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La festa di Tutti i Santi a Massagno, cinquanta bambini illuminano la chiesa con le zucche

Niente ghigni né denti aguzzi. Le zucche intagliate venerdì 30 ottobre nella parrocchia di Santa Lucia a Massagno portavano stelle, croci e cuori. Oltre cinquanta bambini e ragazzi hanno partecipato a «Una notte da… santi!», la serata organizzata dal nuovo parroco, don Kamil Cieliński, con animatori e volontari per prepararsi alla festa di Tutti i Santi.

Dal laboratorio al risotto

Si è cominciato con le mani. Nel laboratorio creativo i bambini hanno trasformato le zucche seguendo la propria fantasia, lasciando da parte le facce mostruose. Poi tutti a tavola per un risotto condiviso, la parte meno solenne della serata. Non la meno importante.

Un'altra idea di fine ottobre

Halloween, anche da noi, è soprattutto un affare: costumi, dolciumi, vetrine allestite con settimane d'anticipo. Massagno non ha fatto crociate. Ha preso la zucca, il simbolo più riconoscibile della festa, e le ha cambiato faccia. L'attenzione si è spostata da chi fa più paura a chi porta luce.

La chiesa illuminata dalle zucche

Il momento che gli organizzatori indicano come il più emozionante è arrivato alla fine: la preghiera in chiesa, rischiarata dalle zucche accese. Per un bambino è un'immagine che non chiede spiegazioni. Ognuno può essere una piccola luce per chi gli sta accanto, e il santo diventa qualcuno di vicino, non una statua in una nicchia. Papa Francesco, nell'esortazione Gaudete et exsultate del 2018, parlava dei «santi della porta accanto». Dal settembre 2025 i ragazzi ne hanno uno quasi della loro età: Carlo Acutis.

Il centuplo, già adesso

L'idea di fondo stava nel titolo: la santità non esclude la festa. Diventare santi, nella lettura proposta, significa imparare a portare gioia agli altri. Dietro c'è un'intuizione antica: la santità non è un esame da superare, ma la strada per diventare pienamente uomini. E quindi felici. Il Vangelo lo dice con una promessa precisa, il centuplo già in questa vita (Mc 10,30), non solo nell'altra.

Le zucche si consumeranno in pochi giorni. La formula ha l'aria di poter tornare: un laboratorio, una cena, una preghiera. Il prossimo ottobre, a Massagno, qualcuno arriverà con il disegno già in testa.

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