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Suor Zdenka, Madre Teresa, Wojtyła e Foucauld. I santi, luce divina sul nostro cammino

Ciascuno di noi ha i suoi santi preferiti, ai quali si sente particolarmente legato e dai quali trae ispirazione per il proprio cammino spirituale. I santi che invochiamo ci sono vicini, sono un esempio fulgido e ci accompagnano verso la meta ultima. Essi brillano di una luminosità che non è loro propria, ma riflettono la luce di Cristo, sole vivo che riscalda i nostri cuori. Sant’Agostino sottolinea nel discorso n. 132: “La risurrezione dai morti è stata paragonata alle stelle che hanno il loro posto nel cielo. Là sarà altro infatti lo splendore della verginità. Là sarà altro lo splendore della castità coniugale. Là sarà altro lo splendore della santa vedovanza. Risplenderanno diversamente, ma tutti saranno presenti. Diverso lo splendore, comune il cielo”.

In buona compagnia

“Chi dice di rimanere in lui, deve anch’egli comportarsi come lui si è comportato”, scrive san Giovanni nella sua prima lettera. Cosa ha fatto il Cristo? Ha donato se stesso. I santi hanno dato tutto per amore e sono arrivati al porto sicuro dell’eternità, dove vivono ormai immersi per sempre nella gloria di Dio. Il paradiso che ci attende è ben popolato; saremo in buona compagnia! “Vidi davanti al trono una folla immensa, di ogni nazione, che nessuno poteva contare”, dice la liturgia nella solennità di Ognissanti (Ap 7,9). “Nell’aldilà la nostra voce echeggerà all’unisono con quella degli angeli” (S. Ag.). Più siamo uniti a Gesù e Maria in questa vita, e maggiormente fioriranno nei nostri cuori le loro stesse virtù e il loro amore. Diceva sant’Agostino: cosa sarebbe la vita beata se non fosse eterna?

Ecco alcune figure di santi e beati che mi sono particolarmente cari.

Suor Zdenka, l’infermiera che perdonò

Il 31 luglio ricorre la memoria della beata Zdenka Schelingová (1916-1955), beatificata nel 2003. Entrò a 15 anni tra le Suore della Carità della Santa Croce, la congregazione di Ingenbohl, nel Canton Svitto. I suoi genitori erano molto fieri e felici della sua vocazione religiosa. Il suo volto appariva radioso come quello di un angelo ed in effetti la sua presenza quale infermiera tra i malati era apprezzata per la tenerezza, la generosità e la competenza. In quegli anni, nella ex Cecoslovacchia, scoppiò un’aperta persecuzione contro la Chiesa Cattolica. Nel 1952, suor Zdenka salvò un sacerdote mettendo in pericolo la propria vita. Fu arrestata il 29 febbraio di quell’anno, mentre cercava di far fuggire altri tre sacerdoti e tre seminaristi, e dovette subire torture di ogni genere. Picchiata e umiliata, ella sussurrò: “Il perdono è la cosa più grande della vita”. La liberarono con l’unico scopo di non farla morire in carcere. La sua bella anima si unì a quella dello Sposo tre mesi dopo la sua scarcerazione.

Madre Teresa, la mano nella mano di Gesù

Il 5 settembre ricorre la memoria di Madre Teresa di Calcutta, fondatrice delle Suore Missionarie della Carità. È nata a Skopje, oggi capitale della Macedonia del Nord, da famiglia albanese, il 26 agosto del 1910 ed è deceduta a Calcutta il 5 settembre del 1997. È stata beatificata nel 2003 da Giovanni Paolo II, che la considerava sua grande amica, e canonizzata da Papa Francesco il 4 settembre 2016. È ritenuta una delle più grandi sante dell’era moderna, devotissima di Santa Teresa di Gesù Bambino da cui ha preso il nome. Il suo motto era servire Dio nei poveri e santificarsi nel quotidiano. La sua mamma, prima che partisse per prendere i voti, le disse: “Metti sempre la tua mano nella mano di Gesù e non voltarti mai indietro”.

Giovanni Paolo II, il «santo subito»

Il 22 ottobre è la memoria di Giovanni Paolo II. Karol Wojtyła: il suo pontificato è uno dei più lunghi (durato oltre 26 anni). Nel suo Diario santa Faustina riporta queste parole di Gesù: “Dalla Polonia uscirà la scintilla che preparerà il mondo alla mia ultima venuta”, che molti hanno poi riferito a Wojtyła. Da giovane prete si recò da San Pio da Pietrelcina, il quale, secondo un racconto diffuso, gli avrebbe predetto che sarebbe diventato Papa. Alla sua morte, Piazza San Pietro era gremita; numerosi coloro che lo acclamavano: “Santo subito!”. La sua canonizzazione è avvenuta nel 2014. È stata preziosa per lui l’amicizia con la dottoressa polacca Wanda Półtawska, sopravvissuta al lager di Ravensbrück. Hanno collaborato per molti anni. Quando si trovava con la sua famiglia si sentiva a casa.

Charles de Foucauld, adoratore nel deserto

Il 1° dicembre la Chiesa ricorda san Charles de Foucauld: nato in Francia il 15 settembre 1858. Esploratore in gioventù, dopo la conversione divenne religioso e visse da eremita nel Sahara. Il 1° dicembre 1916 fu assassinato a Tamanrasset, in Algeria. Trascorreva gran parte del suo tempo adorando Gesù. Diceva: “Che splendore tanto grande, mio Dio, poter passare tante ore davanti a te, senza fare altro che guardarti e dirti: ‘Ti amo!’”

Suor Sandra Künzli O.S.A.

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