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I commenti alle pagine di Vangelo di domenica 10 maggio, IV Domenica di Pasqua

Calendario ambrosiano

Non ho capito niente: vieni ed illuminami

di Dante Balbo

Qualche giorno fa sono stato accompagnato nel mio studio, ma ero convinto che prima dovessi passare da casa. Il mio ufficio si raggiunge senza scale, mentre dove abito si sale una scaletta e si percorre un piccolo portico. Chi mi accompagnava, mi dice che quelle che le ho dato sono le chiavi di casa. Quando finalmente siamo entrati nell’ingresso ho realizzato la mia confusione: ero al mio studio.

I Vangeli sono pieni di questo tipo di incomprensioni, specialmente dai suoi discepoli. Pietro lo proclama il Messia e subito dopo lo sgrida perché parla di passione e risurrezione. Lo rinnega quando viene arrestato, oppure si mette a discutere con gli altri su chi sarà il più grande nel governo che Gesù instaurerà presto.

Persino dopo risorto, gli chiederanno se sia questo il tempo per la presa del potere e la sconfitta dei romani. Qualcosa cambia dopo la Pentecoste. Lo Spirito investe gli apostoli e finalmente aprono gli occhi, si rendono conto del prodigio che è accaduto e delle conseguenze della risurrezione. Allora rileggono la loro vita e del Signore, comprendono quello che ha fatto e lo proclamano con coraggio e saranno pronti a dare la vita per Lui.

Pietro può dire senza paura che il loro compito è dare ragione della speranza che la risurrezione di Gesù ha generato nella loro esistenza. Ancora una volta è Dio che prende l’iniziativa, tocca con la sua presenza viva il cuore dei credenti, li rinnova, li illumina.

Tutto diventa chiaro, non solo l’esperienza straordinaria della risurrezione, ma alla sua luce l’intero percorso di Gesù in mezzo a loro.

I miracoli come opera di Dio, la passione come offerta totale del loro maestro, i discorsi e le parabole, gli insegnamenti e i gesti, le parole e i silenzi, acquistano un significato nuovo, manifestano il dono del Signore, al punto che Pietro può dire che fuori di Gesù non c’è salvezza.

Anche per noi è lo stesso, tanto che spesso anche l’evidenza non ci convince, ma possiamo invocare lo stesso spirito ed egli ci illuminerà.

Calendario ambrosiano

Ci basti il dono dello spirito di Gesù

di don Giuseppe Grampa

Stupenda la rivelazione racchiusa nell'evangelo odierno: il tempo dopo Gesù non condannerà all'oblio le sue parole, la distanza che ci separa da Lui non offuscherà la memoria di Lui, anzi tutto ci sarà ricordato e noi saremo introdotti nell'intera verità. Protagonista di questa piena comprensione sarà lo Spirito, il Paraclito. Questo strano termine trascrive una parola greca che vuol dire "chiamato presso qualcuno" in latino advocatus cioè avvocato. Quando per la prima volta Gesù adopera questo termine lo chiarisce subito aggiungendo: "perché stia con voi sempre". Il tempo dopo Gesù non è tempo di assenza, tempo vuoto, come è vuota la casa quando una persona cara ci lascia. Il tempo dopo Gesù sarà abitato dal suo Spirito. Sottolineo il suo. Gesù è uomo riempito di Spirito santo. Il suo concepimento è opera dello Spirito Santo (Lc 1,35), è manifestato al battesimo nel Giordano come ripieno di Spirito Santo (Lc 3,22), è mosso dallo Spirito che è su di Lui, lo riempie (Lc 4,1.14.18). Gesù 'esulta' nello Spirito (Lc 10,21), la sua condotta è guidata dallo Spirito Santo e morendo non tanto esalerà l'ultimo respiro ma emetterà lo Spirito, darà, trasmetterà il suo Spirito (Gv 19,30). Si compie così la promessa: lo Spirito infatti viene mandato nel nome di Gesù e ricorderà tutto ciò che Gesù ha detto. Vorrei sostare su questo legame tra Gesù e lo Spirito. Forse ci aiuterà a meglio comprendere questa misteriosa presenza: lo Spirito di Gesù  non farà che riportare alla memoria le parole di Gesù, lo Spirito dà forma in noi al volto stesso di Gesù, quel volto che noi non abbiamo mai visto ma che lo Spirito riproduce in noi. E se lo Spirito, come promette Gesù, riporterà alla memoria e farà pienamente comprendere tutte e solo le parole di Gesù vuol dire che non dobbiamo attenderci nessuna altra rivelazione, nessuna altra parola decisiva per il nostro cammino di fede. Quanto è necessario per il nostro cammino di discepoli del Signore è già racchiuso nelle parole di Gesù consegnate negli Evangeli. Lo Spirito non aggiungerà neppure una parola a quelle che Gesù ha detto. lasciamoci istruire dallo Spirito, il nostro Maestro interiore.

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