Il 24 giugno 2026, il Consiglio federale ha deciso di riorientare le priorità della cooperazione allo sviluppo al fine di conseguire risparmi. La coalizione di organizzazioni Alliance Sud critica questa tendenza, riscontrabile anche a livello internazionale, a "concentrarsi sull'interesse personale".
«Le misure di risparmio annunciate oggi nella cooperazione internazionale (CI) dal Consiglio federale vanno ben oltre quanto si sapeva finora», rileva Alliance Sud in un comunicato. La coalizione riunisce sette organizzazioni civili attive nello sviluppo internazionale, tra cui le opere di soccorso cattoliche Azione Quaresimale e Caritas Svizzera.
L'aiuto umanitario a scapito dell'aiuto allo sviluppo
Le organizzazioni deplorano la riduzione drastica dei mezzi destinati alla cooperazione allo sviluppo bilaterale e multilaterale. Concretamente, la Svizzera ridurrà il numero di Paesi e di programmi sostenuti. È previsto un ritiro completo della cooperazione allo sviluppo in America latina. La Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) si concentrerà sui Paesi a basso reddito, soprattutto in Africa e in alcune regioni dell'Asia. La Segreteria di Stato dell'economia (SECO) si focalizzerà sui Paesi a reddito intermedio, dove l'obiettivo è piuttosto favorire il commercio e gli investimenti.
Il Consiglio federale intende inoltre rafforzare l'aiuto umanitario dando la priorità alle crisi maggiori e ai soccorsi d'urgenza. La quota dell'aiuto umanitario nel bilancio della cooperazione internazionale sarà aumentata da circa il 26% a circa il 40%. Allo stesso tempo, dovrebbero essere soppressi circa 100 posti, di cui quasi due terzi tra il personale locale all'estero. La Confederazione spera così di realizzare risparmi di circa 113 milioni di franchi tra il 2027 e il 2030.
Gli esperti «ignorati»?
Un riorientamento che Alliance Sud giudica inopportuno. «Invece di lottare contro la povertà, l'accento è ormai posto sempre più sui propri interessi», ritengono le organizzazioni. Esse deplorano in particolare i metodi: «Come negli Stati Uniti, gli esperti delle università e dell'amministrazione sono stati ignorati. È stata una persona esterna al settore – Daniel Schmutz, ex collega del consigliere federale Cassis in un'associazione sanitaria ed ex direttore generale di Helsana – a redigere lo studio sulle sinergie e sulle possibilità di risparmio in seno alla DSC e alla SECO. Sulla base di questo rapporto, strutture e processi che hanno dato buona prova di sé verranno ora gettati alle ortiche.»
Un danno anche per la Svizzera
«È disastroso che i bisogni umanitari innegabili vengano soddisfatti a scapito di una cooperazione allo sviluppo collaudata e a lungo termine», deplora Andreas Missbach, direttore di Alliance Sud. «È come abbandonare la prevenzione in medicina e curare solo i malati gravi. Eppure entrambe sono necessarie: la prevenzione a lungo termine e l'aiuto d'urgenza.»
La coalizione di organizzazioni conclude che «queste restrizioni nella cooperazione allo sviluppo sono disastrose di fronte alle molteplici crisi attuali. La cooperazione internazionale contribuisce a forgiare l'immagine della Svizzera all'estero e svolge un ruolo significativo per la pace, la sicurezza e la stabilità nel mondo. Il Consiglio federale mette imprudentemente tutto questo in pericolo.»
fonte: cath.ch/com/arch/rz/traduzione catt.ch