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Caritas svizzera invita a respingere l'iniziativa "No ad una Svizzera da 10 milioni di abitanti"

In un comunicato stampa del 20 maggio 2026 Caritas Svizzera raccomanda di respingere l’iniziativa “no ad una Svizzera da 10 milioni di abitanti”

Nel testo si legge: «Si sottovaluta l’importanza del contributo dei migranti alla nostra economia e alla comunità». L’organizzazione invita a respingere l’iniziativa «No a una Svizzera da 10 milioni» che attribuisce le cause delle sfide sociali alla migrazione. L’iniziativa se approvata - secondo Caritas - porterebbe la Svizzera a rompere con il diritto internazionale e la sua tradizione umanitaria.

Al voto il 14 giugno

Il 14 giugno 2026, la popolazione svizzera sarà chiamata a votare sull’iniziativa dell’UDC «No a una Svizzera da 10 milioni (iniziativa per la sostenibilità)», che rischia di rivelarsi molto dannosa per il futuro economico del Paese.

I promotori, ricorda Caritas Svizzera in un comunicato, presentano l’immigrazione come «un peso per le infrastrutture e la società» ed esigono misure sproporzionate nel settore dell’asilo. In realtà, sottolinea l’organizzazione umanitaria, l’immigrazione legata all’asilo ha solo un’incidenza molto marginale sulla crescita demografica. La maggior parte dell’immigrazione è dovuta alla domanda del mercato del lavoro. È quindi errato rendere i migranti – in particolare i rifugiati – responsabili delle sfide sociali in settori come la protezione dell’ambiente, i trasporti, la sanità o la sicurezza sociale. Dire «sì» all’iniziativa significherebbe dimenticare rapidamente che i migranti svolgono un ruolo essenziale nel buon funzionamento dell’economia e dell’approvvigionamento.

In contrasto con il diritto umanitario

L’iniziativa, inoltre, - secondo l’organizzazione umanitaria - compromette il posizionamento umanitario della Svizzera. In caso di accettazione il 14 giugno, la Confederazione dovrebbe «denunciare la Convenzione di Ginevra relativa allo statuto dei rifugiati, la Convenzione europea dei diritti dell’uomo e la Convenzione sui diritti dell’infanzia», avverte Caritas Svizzera.

L’iniziativa, infatti, «prende di mira in primo luogo le persone più vulnerabili e costituisce un attacco alla protezione dei rifugiati», denuncia l’organizzazione.

Le misure sproporzionate richieste nel settore dell’asilo comprometterebbero completamente la protezione dei rifugiati. Se questa iniziativa venisse adottata, «la Svizzera perderebbe quindi la sua credibilità come difensore dei valori umanitari e mediatrice nelle crisi internazionali».

Per tutte queste ragioni, Caritas Svizzera raccomanda quindi di respingere l’iniziativa e partecipa alla campagna «No all’iniziativa del caos» lanciata dall’Organizzazione svizzera di aiuto ai rifugiati.

fonte: cath.ch/com/lb/traduzione e adattamento catt.ch

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