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Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano (4 aprile 2025)
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  • Anniversario del Concilio di Nicea: arriva un documento della Commissione teologica internazionale

    Anniversario del Concilio di Nicea: arriva un documento della Commissione teologica internazionale

    Non "un semplice testo di teologia accademica, ma si propone come una sintesi preziosa e tempestiva che può utilmente accompagnare l’approfondimento della fede e la sua testimonianza nella vita della comunità cristiana: non solo arricchendo di nuova consapevolezza la partecipazione alla vita liturgica e la formazione all’intelligenza e all’esperienza di fede del Popolo di Dio, ma anche stimolando e orientando l’impegno culturale e sociale dei cristiani in questo sfidante tornante epocale".

    Così il Dicastero della Dottrina della Fede presenta un documento della della Commissione Teologica Internazionale appena uscito: Gesù Cristo, Figlio di Dio, Salvatore. 1700° anniversario del Concilio Ecumenico di Nicea (325-2025).

    Un documento di grande interesse che merita una lettura approfondita che noi giornalisti non possiamo offrire senza un aiuto. Abbiamo avuto solo un'ora per leggere 66 pagine di teologia senza una conferenza stampa, ma solo con una sintesi e un comunicato.

    In attesa di una lettura approfondita che possa far comprendere a pieno il senso del documento, leggiamo qualche passaggio dalla sintesi.

    Interessante il ritornate sulla possibilità di una data unica per la Pasqua per tutte le confessioni cristiane:  «la divergenza dei cristiani a proposito della festa più importante del loro calendario crea dei disagi pastorali all’interno delle comunità, al punto da dividere le famiglie, e suscita scandalo presso i non cristiani, danneggiando così la testimonianza resa al Vangelo» si legge nel testo.

    Interessante, ma da approfondire, l'idea che il Concilio di Nicea nato come sinodo locale, abbia dato una norma alla Chiesa Universale. (cfr 101).

    Sulle prospettive ci sono tre punti da comprendere. In primo luogo bisogna lasciarsi «stupire dall’immensità di Cristo, così che tutti ne siano meravigliati»; in secondo luogo non si devono ignorare «la realtà» né distogliere «dalle sofferenze e dagli scossoni che tormentano il mondo e sembrano compromettere ogni speranza», mettendosi anche in ascolto della cultura e delle culture. E quindi ci si deve rendere «particolarmente attenti ai più piccoli tra i nostri fratelli e le nostre sorelle», ovvero «coloro che hanno più bisogno della speranza e della grazia», ma al contempo conoscendo le sofferenze del Crocifisso sono a loro volta «gli apostoli, i maestri e gli evangelizzatori dei ricchi e dei benestanti»; e da ultimo vuol dire annunciare «in quanto Chiesa» ovvero «con la testimonianza della fraternità», mostrando al mondo le cose meravigliose per cui essa “una, santa, cattolica e apostolica” è “sacramento universale di salvezza”, e diffondendo al contempo il tesoro delle Scritture che il Simbolo interpreta, la ricchezza della preghiera, della liturgia e dei sacramenti che derivano dal battesimo professato a Nicea e la luce del Magistero.

    Il testo è stato approvato dal Papa il 16 dicembre del 2024. Il 20 maggio un convegno in Vaticano offrirà più approfondite chiavi di lettura del testo.

    fonte: Acistampa/red

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