di Silvia Guggiari
Cammini spirituali, fatti di storia, di paesaggi incantevoli, di luoghi d'arte, di spiritualità: dopo la Via Francigena raccontata su queste pagine due settimane fa, oggi ci dedichiamo a un'altra via che in epoca medievale ha visto il passaggio di pellegrini da tutta Europa e che da qualche decennio è stata riscoperta da giovani e meno giovani, camminatori esperti e dilettanti, religiosi e laici, tutti accomunati da una profonda ricerca di sé. A risvegliare l'interesse per il Cammino di Santiago – dichiarato dall'UNESCO Patrimonio culturale dell'umanità – dopo un lungo tempo in cui era rimasto sopito, è stato papa Giovanni Paolo II nel 1989 con la GMG celebrata proprio a Santiago de Compostela. Questo percorso medievale sarà al centro della conferenza tenuta da Eloisa Vacchini dal titolo «La via della meraviglia», in programma giovedì 16 aprile al Palazzo dei congressi di Muralto (ore 18), organizzata dalla Società Dante Alighieri.
02/04/2026
Da Londra a Roma: un giullare sulla Francigena riporta il fascino dell’antica Via
Venerdì 10 aprile, a San Biagio a Ravecchia, verrà presentata la Graphic novel che racconta la storia di Rahere, un giullare di re Enrico I che nel XII secolo parte da Londra a piedi e arriva a Roma passando anche dalla Svizzera.
Un'architetta innamorata dei cammini antichi
Eloisa Vacchini, architetto di professione, da qualche anno trascorre le ferie estive attraverso i cammini più antichi d'Europa: «Ho cominciato per caso – ci dice – in un momento in cui avevo voglia di fare una vacanza in lentezza. Ho scelto così di percorrere un pezzettino del cammino di Santiago in Francia, me ne sono innamorata e non sono più riuscita a fermarmi; da allora ogni estate faccio dei pezzi di cammini sacri, scegliendo in particolare quelli più antichi e ricchi di monumenti e chiese di stile romanico di cui sono appassionata».
Esplorando il continente europeo a piedi, Eloisa Vacchini scopre l'origine di questo antico cammino, il come e il perché è nato, la storia politica, e come simbolicamente sia collegato alla Via Francigena: «La via Francigena si trova sulla verticale che attraversa l'Europa, il cammino di Santiago è la via orizzontale: insieme creano la croce di benedizione sull'Europa intera». Percorrendo chilometri a piedi, Eloisa scopre che l'Europa è una ragnatela di cammini che vanno verso Santiago: «ce ne sono centinaia in ogni regione, ognuno con la sua particolarità».
Un percorso iniziatico: dal buio alla luce
Nel periodo pasquale che stiamo vivendo, l'architetto Vacchini racconta che il cammino di Santiago è esso stesso una Pasqua: «È un cammino iniziatico che consente a chi lo percorre di passare dal buio alla luce: ci sono tanti simboli legati a questo percorso, primo tra tutti il labirinto». Ma i motivi che portano oggi la gente a percorrere questo lungo tratto di strada non sono legati solamente all'aspetto della fede. «Quello che ho capito in questi anni di esperienza è che in un modo o nell'altro sono tutti motivi in relazione con l'ordine del cosmo e quindi in relazione con il proprio mondo spirituale. Ci sono tantissime ragioni che spingono a intraprendere questo percorso, ma la maggior parte delle persone quando torna da Santiago, ha capito quello che doveva capire, ed è un viaggio bellissimo, perché non si ferma a quando arrivi, ma continua nel tempo».
Gli incontri sul cammino e il ritorno alla fede
Passo dopo passo, sul cammino avvengono gli incontri più svariati: «le signore che cercano una semplice passeggiata, il ragazzo che arriva dalla Germania a piedi nudi, le persone affette da un tumore che chiedono la guarigione o quelle che vogliono ringraziare per la guarigione avvenuta; gente che scappa da dolori, sofferenze e disgrazie. Ho trovato un vescovo con degli amici che ogni anno si ritrovano per fare un pezzettino di cammino insieme, ho trovato persone sole, persone in gruppo, gente da ogni parte del mondo…».
Tra questi sentieri nel cuore dell'Europa, tra un incontro e l'altro, tra un paesaggio e una visita a una chiesa romanica, Eloisa ritrova una parte spirituale e di fede che negli anni era stata dimenticata: «nell'adolescenza mi ero allontanata dalla fede perché non capivo pienamente la proposta, ma percorrendo il cammino ho scoperto quale fosse il senso primitivo e fondante che ne determina la sua particolarità e la nostra natura in quanto europei. Tornando alle origini del suo pensiero, a come si è sviluppato in Europa nei secoli, ho ritrovato anche uno sguardo nuovo, alternativo e tutto personale nel viverlo in modo più consapevole e profondo», conclude Eloisa.