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Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano (26 febbraio 2026)
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  • Caritas Svizzera propone pagamenti diretti di 1000 franchi

    Le misure di sostegno messe in atto dal Consiglio federale per far fronte all’emergenza coronavirus presentano gravi lacune poiché non tengono in debita considerazione le persone con i redditi più bassi e quelle che vivono in condizioni di povertà in Svizzera. In occasione della sessione straordinaria, Caritas Svizzera invita il Consiglio federale e il Parlamento a tenere conto della difficile situazione di questa categoria e a definire un programma di aiuti per i soggetti indigenti. Il punto cardine di tale programma deve essere costituito da pagamenti diretti una tantum destinati alle persone a basso reddito e ai gruppi emarginati.

    «Chi vuole riconoscere gli effetti più gravi della crisi da coronavirus, deve guardare prima di tutto alle persone bisognose e al ceto medio-basso» scrive Caritas Svizzera nel suo appello al Parlamento e al Consiglio federale pubblicato oggi mercoledì 29 aprile. Secondo Caritas, le persone indigenti e coloro che vivono appena al di sopra della soglia di povertà non dispongono delle risorse finanziarie né delle capacità di resilienza per far fronte alla crisi. L’emergenza ha peggiorato drasticamente le loro condizioni di vita e ne ha aumentato l’emarginazione. «La gente che prima riusciva a malapena a sostenersi da sola, ora rischia di cadere nella povertà».

    Il pacchetto di misure del Consiglio federale presenta una grave lacuna proprio per questo gruppo, con conseguenze drammatiche per le persone colpite dalla crisi: ancora una volta, coloro che nel nostro Paese hanno poco denaro e sono costretti a contare ogni centesimo vengono lasciati a mani vuote. Caritas Svizzera invita il Consiglio federale e il Parlamento a elaborare un programma di sostegno per le persone e le economie domestiche a basso reddito. Un milione di persone in Svizzera sono vittime della povertà o esposte a tale rischio. Caritas propone un pagamento diretto una tantum di 1000 franchi da destinare alle famiglie e alle persone singole con un reddito inferiore al livello che dà diritto alle prestazioni complementari. Il costo di queste misure ammonta a un miliardo di franchi. «Rispetto al pacchetto di oltre 60 miliardi di franchi già emanato, si tratta di un modesto investimento nella stabilità sociale della Svizzera» scrive Caritas nel suo appello. Ogni franco a sostegno delle persone in difficoltà rappresenta allo stesso tempo un introito per i lavoratori indipendenti e per l’economia. Tra le altre misure del programma di contributi richiesto da Caritas vi sono posti di asilo nido gratuiti, un aumento del 50 per cento della riduzione dei premi della cassa malati da parte della Confederazione e dei Cantoni e indennità per il lavoro ridotto che non prevedono alcuna riduzione della retribuzione per i redditi bassi, bensì il mantenimento del 100 per cento del salario.

    L’appello di Caritas Svizzera è disponibile in versione integrale al sito  www.caritas.ch/covid19-appello

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