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Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano (11 marzo 2025)
Catt
  • Che questo Natale ci trovi più pronti a riconoscere la bontà del Signore
    COMMENTO

    Che questo Natale ci trovi più pronti a riconoscere la bontà del Signore

    Da piccola andavo spesso a Lugano-Paradiso alla casa della nonna. Lì mi piaceva passare il tempo dell’Epifania. La nonna alla vigilia della festa dei Re Magi, metteva un cestino fuori dalla finestra e al mattino lo trovavamo pieno di ogni ben di Dio. Mi domandavo sempre come facessero i Re Magi ad arrivare così in alto, fino al terzo piano e pensavo che il collo dei loro cammelli fosse particolarmente lungo.La sera poi, prima di dormire nel letto che profumava di pulito, chiedevo alla nonna di fermare l’orologio a pendolo che aveva in camera e mi disturbava con il suo rumoroso tic tac. Tutti abbiamo dei bei ricordi legati al Natale. Il Natale non cessa di avere un tocco di magia e poesia per grandi e piccini. Anche se noi siamo particolarmente fortunati ad essere lontani da guerre e fame, non possiamo dimenticare chi, questo Natale, lo vivrà nell’indigenza, nel freddo e senza pace, chi soffre perché non ha più famiglia, chi si è visto strappare i propri cari. A tutti costoro vada il nostro pensiero, la nostra preghiera e solidarietà. Ci sono bambini che scartano tanti regali senza neppure apprezzarli e piccoli che gioiscono di una noce o un mandarino. Madre Teresa di Calcutta era impressionata della tristezza di molti bambini occidentali, ai quali non manca niente e della gioia dei poveri di Calcutta che emanano dai loro occhi riconoscenti, nonostante abbiano poco o nulla. Che questo Natale ci trovi più pronti a riconoscere la bontà del Signore che ci avvolge ogni giorno con il suo Amore e la sua misericordia. “L'angelo ci annuncia una grande gioia, che vuole dissipare tutte le nostre oscurità. Il motivo di questa gioia non è solo la luce da cui siamo avvolti attraverso l'angelo, ma anche il suo messaggio. Egli proclama che è nato per noi Gesù, il Salvatore che guarisce le nostre ferite e che rende completa la nostra fragile vita”. Anselm Grün di Suor Sandra Künzli

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