Consenso Cookie

Questo sito utilizza servizi di terze parti che richiedono il tuo consenso. Scopri di più

Vai al contenuto
Mer 18 mar | Santo del giorno | Parola rito Romano | Ambrosiano
Advertisement
  • no_image

    Curare Cura: Caritas Ticino lancia il nuovo progetto di agricoltura sociale Interreg

    di Federico Anzini

    Non è solo una questione di zappe, semi e raccolti. È una questione di cura. Giovedì 26 marzo, il Centro di ecologia integrale Laudato si’ di Sant’Antonino di Caritas Ticino aprirà le porte al "kick off" di Curare Cura, un progetto ambizioso nato sotto l’egida del Programma Interreg Italia-Svizzera. L’obiettivo? Unire l'agricoltura e l’inclusione sociale per ridare un futuro professionale a chi oggi si trova ai margini.

    Un’alleanza oltre i confini

    Il progetto vede Caritas Ticino come capofila svizzero, sostenuta da una rete solida che comprende l’associazione L’Orto di Muzzano, Frequenze di Chiasso, la Fondazione don Guanella di Riva S. Vitale e Casa Orizzonti di Prosito. Sul fronte italiano, la guida è affidata a Enaip, affiancata dalla Regione Piemonte e da Coldiretti. Insieme, queste realtà puntano a costruire una nuova alleanza tra il mondo rurale e quello del sociale.

    Nel solco della "Laudato si’"

    Al cuore di questa iniziativa batte il respiro dell’ecologia integrale. Come spiega Stefano Frisoli, direttore di Caritas Ticino, l’ispirazione nasce direttamente dal magistero di Papa Francesco: «Caritas Ticino ha orientato negli ultimi anni le sue attività verso un approccio sistemico legato all’economia circolare. L’azienda agricola sociale CatiBio rappresenta un’esperienza ricca di contenuti valoriali per i suoi richiami simbolici al cibo. L’enciclica Laudato si’ ha dato un grande impulso a riflettere sui percorsi interni proprio a partire da questo ambito».

    L’agricoltura come welfare territoriale

    «Crediamo che si possano riscrivere le grammatiche legate a modelli di inserimento datati», afferma Frisoli. «Il progetto Curare Cura nelle intenzioni è un laboratorio interessante per poter far convergere punti di vista diversi: dalle istituzioni presenti in modo convinto nel percorso (dalla Divisione della Sanità e Socialità alla Sezione dell’Agricoltura) ai diversi soggetti del privato sociale o legati alla vendita del cibo di prossimità come i piccoli negozi sparsi nel territorio ticinese fino alle mense collettive. Proviamo a tematizzare un’alleanza nuova territoriale». L’obiettivo finale è «generare inclusività e nuovi posti di lavoro».

    Un invito alla partecipazione

    L’appuntamento di Sant’Antonino (Via Cascine Gadda 8) non sarà solo una presentazione formale, ma l’inizio di un percorso collettivo. Per chi desidera partecipare a questa giornata di lancio, le iscrizioni sono aperte fino al 20 marzo 2026. 

    Il porgetto "Curare Cura" ci ricorda che la terra se curata con rispetto, restituisce frutti. E se quella cura è rivolta alle persone, i frutti più belli sono la dignità ritrovata e il senso di appartenenza a una comunità che non lascia indietro nessuno.  Un seme di speranza che, tra Ticino e Piemonte, è pronto a germogliare.

    News correlate

    News più lette