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Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano (16 gennaio 2026)
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  • Mons. Charles Morerod, presidente dei vescovi svizzeri.

    "Dilexi te": per i vescovi svizzeri è una "parola forte"

    Il 4 ottobre 2025 Papa Leone ha firmato la sua prima Esortazione Apostolica, Dilexi teTi ho amato, che si basa su un testo preparato dal predecessore, papa Francesco, al quale ha aggiunto alcune riflessioni. I vescovi svizzeri, per mano del presidente Charles Morerod, propongono ai fedeli alcune considerazioni.

    “L’obiettivo prefisso è che «tutti i cristiani possano percepire il forte nesso che esiste tra l’amore di Cristo e la sua chiamata a farci vicini ai poveri» (§ 3). Papa Francesco - prosegue Morerod aveva scelto il suo nome proprio per il posto che i poveri occupavano nella vita di Gesù Cristo, illustrato dall’intera vita di San Francesco d’Assisi. Papa Leone ha scelto il suo in riferimento a Leone XIII, papa della dottrina sociale della Chiesa (nel contesto dell’industrializzazione del XIX° secolo). Ciò implica allontanarsi dall’illusione di una felicità procurata dalla ricchezza, optare per una vita semplice e riconoscere Cristo nei poveri”.

    Il vescovo di Losanna, Ginevra e Friborgo ricorda che “alla luce della Bibbia, la condizione dei poveri interpella le nostre società e mette in risalto ciò che conta veramente in ciascuna delle nostre vite. Dio mostra l’importanza che i poveri hanno ai suoi occhi, facendosi egli stesso povero. Il Papa prosegue: «Tante volte mi domando perché, pur essendoci tale chiarezza nelle Sacre Scritture a proposito dei poveri, molti continuano a pensare di poter escludere i poveri dalle loro attenzioni» (§ 23). Infatti «è innegabile che il primato di Dio nell’insegnamento di Gesù si accompagna all’altro punto fermo che non si può amare Dio senza estendere il proprio amore ai poveri» (§ 26). Oppure: «in ogni migrante respinto è Cristo stesso che bussa alle porte della comunità» (§ 75)”.

    La povertà non è solo quella di mezzi materiali

    Per Morerod la povertà non è solo una questione di mezzi materiali: “include la situazione e la cura dei malati e dei sofferenti, dei prigionieri (eventualmente schiavi o detenuti nelle nostre carceri), anche attraverso l’offerta di formazione e l’aiuto nella ricerca di un lavoro. La motivazione di aiutare, l’imitazione del Figlio di Dio fattosi povero, appare nelle diverse forme di vita religiosa e deve toccare tutti i credenti”.

    Così il presidente della CVS riprende gli elementi essenziali del cristianesimo sottolineati dal papa, che interviene con questo testo “proprio mentre la povertà è lungi dall’esser scomparsa e l’aiuto pubblico ai poveri notevolmente ridotto. Il suo testo non adotta un approccio di massima negativo, bensì ricorda in modo positivo il ruolo della Chiesa: «(…) una Chiesa che non mette limiti all’amore, che non conosce nemici da combattere, ma solo uomini e donne da amare, è la Chiesa di cui oggi il mondo ha bisogno» (§ 120)”.

    leggi anche: il commento del prof. Jerumanis, docente alla Facoltà di teologia di Lugano

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