È un intero Paese, ma anche una Chiesa intera, che si unisce e stringe attorno alle vittime dell’immane tragedia a Crans-Montana, costata la vita nella notte di Capodanno ad oltre 40 persone, secondo le cifre più aggiornate, e ferendone oltre un centinaio in modo gravissimo. Giunge infatti proprio in queste ore il messaggio di cordoglio del Papa. Leone XIV si unisce “al dolore delle famiglie” coinvolte “e dell’intera Confederazione Elvetica” inviando un telegramma, a firma del cardinale segretario di Stato Pietro Parolin”, al vescovo della diocesi di Sion, monsignor Jean-Marie Lovey. Il Pontefice esprime la sua “partecipazione e sollecitudine” ai parenti delle vittime e prega Dio affinché accolga quanti hanno perso la vita “nella Sua dimora di pace e luce” e “sostenga il coraggio di quanti soffrono nel cuore o nel corpo”. L’auspicio del Papa è che “la Madre di Dio, nella sua tenerezza”, possa portare “il conforto della fede a tutte le persone colpite da questa tragedia conservandole “nella speranza”.
L’affidamento a Maria dei Vescovi svizzeri
Al pensiero del Papa si unisce quello dei Vescovi svizzeri, con un messaggio firmato congiuntamente alla Diocesi di Sion: “Quella che doveva essere una notte di festa - ricordano i vescovi - si è trasformata in una terribile catastrofe per centinaia di persone. È a loro che vanno i nostri pensieri e le nostre preghiere”. La Diocesi di Sion esprime in particolare “il suo sostegno e la sua gratitudine a tutte le persone impegnate in vari modi a favore delle vittime, sul posto o nei vari ospedali mobilitati, al personale sanitario, alla polizia, alle autorità civili e giudiziarie. (…) Preghiamo affinché le famiglie straziate possano essere accompagnate e sostenute. Affinché la luce della solidarietà possa dissipare il fumo nero e denso di questo dramma, affidiamo in modo particolare tutte le vittime e i loro cari alla tenerezza della Vergine Maria”.
Ulteriori messaggi di cordoglio giungono poi dalle singole Diocesi. Oltre a mons. de Raemy, amministratore apostolico della Diocesi di Lugano, si è anche espresso in un messaggio mons. Bonnemain, vescovo di Coira: “Questa mattina, durante la celebrazione eucaristica, ho pregato per tutte le persone che sono state colpite direttamente o indirettamente dal terribile incendio di Crans-Montana: le vittime, i feriti, i familiari, i medici, gli infermieri, i servizi di soccorso, le forze di sicurezza, le autorità, i soccorritori, per tutto il Vallese.
Vorrei solo pregare in silenzio e sperare che la solidarietà dimostrata possa alleviare in qualche modo l'immensa sofferenza”.
Continua la vicinanza della Chiesa locale
In un ulteriore messaggio diffuso oggi, 2 gennaio, Pierre-Yves Maillard, vicario generale della diocesi di Sion, ha inoltre annunciato che mons. Jean-Marie Lovey presiederà e celebrerà una seconda S. Messa il 4 gennaio alle ore 10 nella chiesa di Crans. Alla celebrazione saranno presenti anche il pastore di Montana, il presidente del Consiglio sinodale Stephan Kronbichler e il presidente del Sinodo svizzero Gilles Cavin. Inoltre, a partire da oggi, Pierre-Yves Maillard informa che vi sarà una adorazione eucaristica lungo tutto il giorno nella chiesa di Montana. Il 3 gennaio, al termine della messa delle 18, sarà recitato un rosario.
Nello stesso comunicato, il Vicario generale sottolinea la presenza dei fedeli “nel contesto del terribile dramma di Crans-Montana, in profonda comunione con tutte le vittime, le famiglie ancora senza notizie dei propri figli, i giovani, tutte le persone impegnate in prima linea nella cura e nell'accompagnamento». Ricorda infine come la Chiesa locale sia da subito stata presente con un team di assistenza spirituale.
In 400 in preghiera nel luogo della tragedia
Intanto una prima S. Messa è stata celebrata ieri sera alle 18 in suffragio delle vittime dal vescovo della diocesi di Sion, mons. Jean-Marie Lovey, nella chiesa di Crans-Montana. Come riportato dai media in queste ore, oltre 400 persone hanno gremito la cappella e dopo la messa si sono recate sul luogo della tragedia ed hanno deposto dei fiori.
«Il raduno spontaneo di ieri sera sul luogo della tragedia è stato commovente: centinaia di giovani si abbracciavano in silenzio portando fiori e candele», ha osservato sempre mons. Pierre-Yves Maillard.
Il cordoglio del Consiglio mondiale delle Chiese
Infine, anche il Consiglio mondiale delle Chiese (Wcc), che ha la sua sede a Ginevra, ha espresso in queste ore “profondo dolore e solidarietà”.
In una lettera indirizzata alle Chiese in Svizzera, il segretario generale dell’organismo ecumenico, Rev. Jerry Pillay, ha espresso parole di conforto e solidarietà cristiana: “Non siete soli. Persone in tutto il mondo pregano per voi, piangono con voi e vi sono vicine in solidarietà”. “Che possiate trovare forza e conforto gli uni negli altri e che il ricordo dei vostri cari diventi fonte di luce e pace nei difficili giorni che ci attendono”.
Il segretario generale del Wcc ha indirizzato una lettera anche al presidente svizzero Guy Parmelin, esprimendo “sincere condoglianze a nome della comunità ecumenica mondiale”.
L'appello a tutte le Comunità in svizzera
Mons. Charles Morerod, presidente della Conferenza dei Vescovi svizzeri, nel messaggio della CVS, esorta a fare in modo che “tutte le nostre chiese possano essere luoghi di sostegno, di conforto e di preghiera in questo momento terribile".
Nella diocesi di Sion, le campane di tutte le chiese suoneranno stasera, 2 gennaio, alle ore 18:00 in segno di lutto, solidarietà e raccoglimento. I Vescovi svizzeri ricordano che tutte le parrocchie svizzere sono invitate, nella misura delle loro possibilità, ad associarsi a questo gesto di vicinanza e partecipazione.
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