Dopo il tragico rogo di Capodanno, una canzone composta dalla cappellana riformata Véronique Julier è diventata l'inno spontaneo del lutto e della solidarietà in tutta la Svizzera romanda e non solo. Un ponte tra fede e mondo laico per dare voce a un dolore che non trova parole.
«Ho ricevuto quasi cento messaggi da persone, la maggior parte delle quali sconosciute, che mi ringraziavano per quanto la mia canzone le avesse aiutate». Con queste parole Véronique Julier, cappellana della Chiesa riformata di Vaud e musicista, descrive l'incredibile impatto di “Vous dansez encore” (State ancora danzando), il brano scritto nel cuore della notte per onorare le vittime dell'incendio di Crans-Montana del 1° gennaio 2026.
Una luce nel buio della tragedia
Il brano, che ha già superato le 94.000 visualizzazioni su YouTube, è nato da un legame profondo. Julier, infatti, ha vissuto a Crans come maestra di sci, proprio sopra quel locale trasformato in trappola di fuoco. «Questa tragedia, per la quale non ci sono parole, mi ha scossa profondamente», ha raccontato a cath.ch.
Sentendo l'urgenza di offrire conforto prima che la rabbia e la ricerca dei colpevoli prendessero il sopravvento, la cappellana ha composto il pezzo tra il 5 e il 6 gennaio, scegliendo uno stile moderno che potesse parlare direttamente ai più giovani.
Un linguaggio per tutti, oltre le navate
La scelta stilistica è stata precisa: niente organo o liturgie classiche. Il brano ricorda lo "slam" di Grand Corps Malade, con una voce profonda che recita versi poetici su una melodia delicata.
Ho deliberatamente rinunciato a scrivere testi religiosi per fare in modo che tutti potessero fare propria questa canzone. La nostra musica liturgica non è sempre adatta alla sensibilità dei giovani.
L’obiettivo è stato pienamente raggiunto: il canto è stato scelto da numerose famiglie per i funerali dei propri figli ed è stato utilizzato in scuole, ospedali e persino durante le sedute dei consigli comunali.
L’abbraccio delle famiglie
Il momento più toccante della genesi del brano è legato al feedback di una madre che ha perso il figlio nel rogo. Julier è riuscita a farle avere la canzone mentre si trovava all'obitorio:
Mi ha mandato un messaggio dicendo che erano tutti profondamente commossi. Mi ha detto: “È un inno per i nostri figli che non ci sono più; ci aiuta, ci guida verso la luce”.
Unità nel dolore
In tutta la Svizzera, la tragedia ha dato il via a una mobilitazione di solidarietà senza precedenti. Molti colleghi di Véronique Julier hanno adottato il brano come strumento di riflessione collettiva. In un momento in cui la comunità cerca risposte, “Vous dansez encore” offre una prospettiva di pace: l'immagine dei giovani che attraversano la «porta del paradiso» continuando a danzare «sopra il dolore, in una luce dove nulla può bruciare». Una testimonianza preziosa di come la musica e la fede, anche quando si spogliano di abiti formali, possano diventare il balsamo necessario per una comunità ferita.
fonte: cath.ch/catt.ch