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Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano (7 febbraio 2026)
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  • Epifania del Signore, mons. Lazzeri: "mistero di luce e di gioia"

    “Il Bambino Gesù è presentato a tutti da Maria. E’ l’Epifania, la manifestazione rivolta a tutto il mondo. E’ la Luce. Per questo apriamo il nostro cuore e la nostra umanità allo splendore di Cristo”. Così il Vescovo ha salutato e accolto i fedeli in Cattedrale nella solennità dell’Epifania, che apre la nuova via da percorrere: quella della Luce.

    Con mons. Lazzeri, accompagnato da un diacono, hanno concelebrato mons. Azzolino Chiappini, mons. Claudio Mottini, mons. Ernesto Volonté, mons. Nicola Zanini, il parroco don Aldo Aliverti e il cerimoniere vescovile don Emanuele Di Marco.

    Il canto è stato proposto e guidato da un gruppo di coristi diretti da Giovanni Conti.

    Dopo la lettura del Vangelo è stato proclamato l’anno del Signore, con la cronologia delle principali festività, che scaturiscono e trovano il loro centro nella Pasqua.

    Nell’omelia, ricollegandosi alle letture proposte dalla liturgia, il Vescovo ha sottolineato che l’incontro dei Magi con Erode, con gli scribi e i sacerdoti d’allora, se da una parte ricorda il lato oscuro di ogni civiltà causato da “paura, dubbio e chiusura”, dall’altra sottolinea “la sete di verità, di bontà e di bellezza”, che accompagna i cuori e la storia, aprendoli su un orizzonte infinito.

    I Magi infatti, superando le risposte ricevute in Gerusalemme da Erode e dagli altri, mostrano di non temere “istituzioni vecchie e scorrette” e di essere “pronti a ricevere quel frammento di luce per proseguire nel loro cammino”, diventando “maestri per la nostra apertura e la nostra ricerca”. Sono infatti “guidati da una certezza: Lui è nato” e “il mistero è stato rivelato”. Ne derivano “un fremito e uno stupore” dai quali germoglia “una speranza inaudita”, nella consapevolezza che “la nebbia e il dubbio non sono l’ultima parola, perché la Luce è apparsa”. Ne scaturisce un invito: “lasciare dilatare il cuore”, aprendolo alla “nuova avventura di luce”, perché “la stella di Cristo brilla in modo inconfondibile”. Come i Magi anche noi siamo così invitati ad “andare da un’altra strada sempre nuova e creativa”, perché “strada di luce”.

    Prima della benedizione finale mons. Lazzeri ha ancora richiamato che i Magi “hanno cercato e trovato e che, trasformati dall’incontro con la Luce, hanno fatto ritorno per un’ altra via”. Così “anche noi - ha sottolineato - ritorniamo alle nostre case con questa luminosa esperienza nel cuore, sentendoci guidati e protetti dal Signore”.

    Gianni Ballabio

     

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