di Katia Guerra
Un secolo di presenza discreta, costruita sulla prossimità e sull’ascolto. Le volontarie vincenziane della Valle di Blenio si preparano a celebrare cento anni di attività, ricordando un impegno nato grazie all’iniziativa di Guglielmina Induni e proseguito attraverso generazioni di volontarie. Legna per l’inverno, indumenti, pasti caldi, medicine e qualche volta pacchi alimentari: erano questi i beni di prima di necessità che le “Dame della Carità” – così venivano in passato chiamate le volontarie – portavano nelle case delle famiglie contadine. Oggi il contesto è cambiato, ma non è venuta meno la necessità, in molte situazioni, di un intervento rapido e concreto. «Il nostro è un aiuto d’emergenza. Ci appoggiamo sui servizi sociali della regione: sono loro, il più delle volte, a segnalarci chi è nel bisogno», ci dice Linda Gianella, presidente dell’associazione Volontarie vincenziane della Valle di Blenio.
Vari tipi di interventi
Il gruppo fa parte oggi di una rete più ampia, che comprende altri sei gruppi operativi in tutta la Svizzera italiana. «Pagamento di fatture per affitti, premi di cassa malati, bollette dell’elettricità, cure dentarie: sono soprattutto questi i nostri interventi oppure distribuiamo dei buoni per acquisti alimentari. Le persone nel bisogno sono soprattutto quelle in attesa di ricevere delle prestazioni di assistenza o in situazioni precarie: famiglie monoparentali, persone senza un’occupazione o colpite da una malattia o un infortunio». Il gruppo, composto da sette volontarie, si riunisce regolarmente per esaminare le richieste, alle quali si cerca di rispondere positivamente, nel limite delle possibilità dell’associazione, che da parte sua è sostenuta da donazioni di privati, fondazioni e associazioni, enti pubblici, parrocchie. In una società in cui la fragilità è più invisibile, la stretta collaborazione con gli sportelli sociali dei comuni della Valle è molto importante per intercettare i bisogni e per rispondervi in modo mirato. «Ai tempi di Guglielmina le persone si conoscevano fra di loro, anche attraverso le parrocchie, ed era probabilmente più facile sapere chi aveva bisogno di aiuto. Oggi non è più così e le persone spesso non dicono di essere in difficoltà. Quindi la presenza e la collaborazione con i servizi sociali è sicuramente positiva, anche se questo ci ha portato ad essere un po’ meno presenti nelle case», evidenzia Linda Gianella.
La sfida del ricambio generazionale
Accanto ai nuovi volti della fragilità emerge una difficoltà comune a molte realtà associative: trovare nuove persone disposte a impegnarsi. «Il gruppo delle volontarie è formato in prevalenza da donne tra i cinquanta e i sessant’anni e l’Alta valle di Blenio non è al momento rappresentata: siamo dunque aperti ad accogliere nuove forze ». Il ricambio generazionale è dunque una delle sfide decisive per assicurare continuità a un’opera che ha saputo adattarsi ai cambiamenti sociali senza perdere la propria vocazione, tutta racchiusa nel carisma di San Vicenzo de’ Paoli, vissuto in Francia fra i Cinquecento e il Seicento: mettersi al servizio del Vangelo nei poveri, stando accanto a chi soffre. San Vincenzo fondò diverse opere di assistenza e promosse gruppi di laici impegnati nell’aiuto ai bisognosi, tra cui le «Dame della Carità», considerate all’origine dell’esperienza vincenziana. Il suo messaggio centrale era che nei poveri si incontra Cristo. Per questo il suo carisma unisce fede, servizio, umiltà e attenzione concreta ai bisogni delle persone. Una spiritualità che, nei secoli, ha ispirato molte associazioni, comprese le volontarie vincenziane, impegnate ancora oggi in forme di aiuto concreto e discreto.
La festa il prossimo 27 settembre
I 100 anni di presenza delle volontarie vincenziane in valle di Blenio saranno celebrati Domenica 27 settembre. Il programma prevede dalle 14.30 testimonianze e musica nella sala del Consiglio comunale ad Acquarossa, mentre alle 17 la S. Messa nell’oratorio di SS. Vincenzo de’ Paoli, Giacomo e Bartolomeo a Comprovasco.