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Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano (11 gennaio 2026)
  • I commenti al Vangelo di domenica 11 gennaio

    Calendario romano Battesimo del Signore

    Attesa e cambiamento: dall’acqua allo Spirito

    di Dante Balbo*

    Sono in fila: ad una cassa al supermercato, ad un evento musicale, in una panetteria zeppa di profumi e di clienti. Non ho modo di sapere quando toccherà a me: con il tempo, la tensione cresce. Sono episodi minuti, piccole attese di quotidiana pazienza, ma possono dare un’idea di quanto poteva accadere in Palestina ai tempi di Giovanni Battista. Il vento della mormorazione corre veloce e si era sentito di un bambino straordinario, ma non si sapeva chi fosse. Qualche anno dopo, compare nel deserto uno che sembra Elia ritornato: tuona come un antico profeta e minaccia l’ira di Dio incombente su un popolo infedele. Quando gli chiedono conto, spiega che è solo l’araldo di un altro, una voce che invita a tornare nel deserto, il luogo del fidanzamento del Signore con il suo popolo. Lui immerge nell’acqua, predicando la conversione e fra le centinaia che vengono a chiedere il perdono di Dio, c’è Gesù, paziente, in fila con gli altri, silenzioso, in attesa. Quando avanza nelle acque basse del fiume, incontro a quel gigante infuocato di zelo, vestito di pelle di cammello, è Giovanni a spaventarsi, a diventare piccolo e confuso. L’acqua tocca Gesù e non è lui ad essere purificato, ma il fiume intero. Fin da subito raccoglie dalle acque tutti i peccati che vi sono stati versati, per portarli su di sé, tanto che il Battista lo indicherà come l’agnello di Dio che porta il peccato del mondo. Non è la supplica di un penitente che sale al cielo, ma questo si apre e scende la mite potenza dello Spirito a consacrare di nuovo colui che ha generato nel seno della vergine. L’acqua è segno di conversione, ma per diventare sacramento si unirà al sangue nel dono totale di Gesù dalla croce. Il fuoco di Giovanni si spegne, mentre lo spirito trabocca da Gesù come amore ardente di sposo. Il Battista è l’amico dello sposo, che ha chiamato e custodito la sposa, Israele, per lui. L’attesa ci cambia, quando il fuoco d’amore dello sposo tocca il cuore e l’acqua viva sgorga impetuosa dalla nostra vita, sanando noi e chi incontriamo. *Dalla rubrica Il Respiro spirituale

    Calendario ambrosiano Battesimo del Signore

    Il Battesimo: l’uomo si affida a Dio

    di don Giuseppe Grampa

    Abbiamo appena celebrato il Natale e con un balzo di trent’anni ci troviamo di fronte Gesù che inaugura la sua vita pubblica. Per questo primo atto pubblico sulle rive del fiume, potremmo attenderci una qualche solennità e invece, lo stile di Gesù è sorprendente e paradossale: si manifesta nascondendosi, mescolandosi alla folla che chiede a Giovanni Battista il gesto di penitenza mediante l’abluzione con l’acqua. Gesù si manifesta, si presenta nascondendosi dentro l’umanità. Giovanni il Battista non vorrebbe considerare Gesù alla stregua di tutti gli altri, non vorrebbe assimilarlo alla gente, confonderlo con tutti gli altri. In questa scena ritroviamo la verità dell’Incarnazione, del venire di Dio a condividere la nostra condizione umana. C’è un dettaglio nel testo: i Cieli si aprono quando Gesù esce dall’acqua. È questa una espressione consueta nelle pagine bibliche per indicare il comunicarsi di Dio all’uomo. Cieli aperti: un varco, un accesso al mistero di Dio. Ora con Gesù i Cieli sono aperti e quel Dio che nessuno può vedere si manifesta, ma si manifesta nascondendosi sotto i tratti del volto umano di Gesù di Nazareth. Questa pagina ci interpella perché un giorno, per tutti noi avvolto nell’assenza di coscienza, siamo stati battezzati. È certo bello che i genitori conferiscano il battesimo ai loro figli da poco nati. Con il dono della vita, dicono di voler affidare da subito alla tenerezza di Dio la loro creatura. Altri preferiscono attendere una età di maggiore consapevolezza. È una scelta plausibile anche se l’indicazione della Chiesa è perché il battesimo segni fin dall’inizio il cammino dell’esistenza. Noi che abbiamo ricevuto il battesimo per scelta dei nostri genitori vorrei che li ringraziassimo perché fin dai nostri primi giorni ci hanno affidati alla paternità di Dio, che avrebbe vegliato sui nostri passi. Ogni nascita porta inscritta questa parola: «Tu sei il mio figlio prediletto…».

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