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Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano (24 gennaio 2026)
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  • I commenti al Vangelo di domenica 16 marzo

    Calendario Romano

    Vertigine d’amore

    di Dante Balbo

    Quando ho saputo che sarei diventato padre per la seconda volta, dopo che avevamo accolto la nostra prima figlia adottiva, il mio cuore ha fatto le capriole, il mondo è diventato più luminoso, la gente più calda, il tempo una girandola meravigliosa. Nove mesi dopo il parto è stato difficile, la bambina ha rischiato molto. Sono caduto in un abisso senza fondo e anche se è durato solo qualche ora, il mondo si è ristretto, la luce è svanita, il tempo è divenuto un incubo senza fine.

    Gli apostoli hanno vissuto qualcosa del genere stando con Gesù, capace di stravolgere le esistenze, di scombinare piani e attese, imprevedibile. L’episodio che accompagna la II domenica di Quaresima è l’esperienza della Trasfigurazione. Gesù prende con sé tre Apostoli e sale con loro su un monte, che nella Bibbia è il luogo privilegiato per gli incontri con Dio.

    Qui manifesta la pienezza della sua umanità splendente della bellezza dell’uomo integro, illuminato dall’interno dalla relazione profonda con il Padre. Pietro per tutti esprime lo stupore, ma anche la confusione, il desiderio che tutto questo non finisca mai, e l’insensatezza di una proposta irragionevole: «se vuoi facciamo qui tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia», come se il maestro e i suoi compagni avessero bisogno di un riparo.

    Quando l’emozione, lo straordinario, il sublime ci accadono, è vertigine d’incanto. Quello che il Vangelo di questa domenica non dice è il seguito, quando dal monte, scendendo, Gesù confida ai suoi compagni, che lo stesso uomo che hanno visto poco prima, una creatura gloriosa e invincibile, cui Dio ha parlato, che discorreva con la legge e i Profeti, sarebbe stato maltrattato, umiliato, condannato e ucciso. Dopo tre giorni sarebbe risorto. Ancora una volta i suoi amici sono sbalorditi, spiazzati, sconvolti, tanto è vero che non capiscono, non possono accettare l’incredibile. Eppure è la stessa vertigine d’amore a far risplendere Gesù sul monte e a manifestare il culmine della Sua gloria dalla croce. La Quaresima, forse è proprio la scuola per imparare a lasciarci travolgere, riconoscendo nella nostra vita che l’amore o è esagerato o non è amore, comunque si manifesti. *Dalla rubrica televisiva Il Respiro spirituale

    Calendario ambrosiano

    In ogni uomo una dignità che domanda rispetto

    di don Giuseppe Grampa

    Mi sorprende di questa lunga e complessa pagina di Vangelo. Al termine della lunga conversazione presso il pozzo dove la Samaritana era venuta ad attingere acqua, l’Evangelista nota: «Lasciata la brocca, la donna andò in città...». Che cosa è avvenuto in quel mezzogiorno, col sole a picco, presso il pozzo? Potremmo dire, semplicemente un incontro.

    Lo sappiamo e certamente ne abbiamo fatto esperienza: ogni vero incontro cambia la vita. Qualche volta la cambia radicalmente e definitivamente. Non diciamo forse: ho incontrato l’uomo, la donna «della mia vita»? Così anche per la Samaritana che di uomini era esperta ma non aveva ancora incontrato l’uomo della sua vita Ma l’incontro incomincia con uno scontro: la donna riconosce nell’uomo che le rivolge la parola, un nemico del suo popolo, uno straniero con il quale non vuole avere alcun rapporto: né scambiare una parola né un sorso d’acqua. Tra Giudei e Samaritani c’era infatti una storia secolare di inimicizia perché i samaritani avevano smarrito la purezza del sangue e della fede di Abramo mescolandosi con altre popolazioni.

    E invece Gesù vuole questo incontro che, come in ogni vero incontro, svela il volto dei due interlocutori. La donna riconosce che Gesù ha letto nella sua vita disordinata e l’ha portata alla luce, e a sua volta la donna a poco a poco intuisce chi sia il suo sconosciuto interlocutore. A poco a poco: Gesù preferisce accompagnarla passo dopo passo con pazienza e rispetto. Gesù prende tempo affinché l’incontro sia davvero l’esito di un percorso, una conquista dove la donna è protagonista. Anche questi sono tutti dettagli che conferiscono a questa pagina un carattere di singolare provocazione. Guardiamoci dai pregiudizi: ogni uomo, ogni donna custodisce una dignità che domanda solo rispetto. Di qui può muovere poi il cammino della fede.

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