Si è spenta ieri, 15 gennaio 2026, all’età di 96 anni, Carmen Pronini. Con la sua scomparsa, la Diocesi di Lugano perde non solo una figura carismatica, ma una vera e propria "memoria storica" dell’associazionismo cattolico.
Originaria di Camorino, la sua vita è stata un intreccio indissolubile tra impegno civile, passione politica e, soprattutto, un amore incondizionato per la missione della donna nella Chiesa.
Una guida nelle tempeste del ‘68
Carmen ha attraversato le fasi più delicate della storia recente. Tra il 1968 e il 1971, anni segnati dalla contestazione e da una profonda crisi delle istituzioni religiose, fu alla guida della Gioventù femminile cattolica ticinese. In quel periodo di "tempesta", seppe traghettare le giovani socie con equilibrio, mantenendo saldo il valore dell’amicizia cristiana come collante contro l’esodo delle adesioni che colpiva l’Azione Cattolica.
Dal Ticino al Vaticano
Il suo impegno è maturato poi nella presidenza dell’Unione femminile cattolica ticinese (UFCT), ricoperta ininterrottamente dal 1988 al 2010. Un momento apicale della sua testimonianza fu la partecipazione, nel 1987, al Sinodo dei vescovi sul laicato in Vaticano: fu l’unica ticinese presente, portando la voce e l'esperienza delle donne della nostra terra nel cuore della Chiesa universale.
Proprio per questo pluridecennale servizio, l’UFCT le aveva conferito con entusiasmo la presidenza onoraria nel 2021. In quell’occasione si celebrarono le "donne che hanno fatto l'unione", ricordando come Carmen avesse vissuto tutte le tappe dello sviluppo associativo, dall'emancipazione professionale delle prime maestre e infermiere, fino alla moderna riflessione teologica.
Un’eredità di "alleanza"
La presidenza di Carmen ha preparato il terreno per le sfide odierne. Come ricordato dall’attuale presidente Corinne Zaugg, l'obiettivo resta quello di «riconoscere e promuovere la specificità del femminile nella Chiesa». Pronini ha incarnato l'idea che la donna non debba andare "contro", ma partecipare "insieme" agli uomini. «Non è che pensiamo di aver risposte risolutive per il futuro della Chiesa,» è il pensiero che ha guidato l'associazione sotto la sua influenza, «ma semplicemente vorremmo poter partecipare insieme a crearlo, pensarlo, sognarlo».
Una vita per la comunità
Carmen Pronini non è stata solo una figura ecclesiale; per un breve periodo ha messo le sue competenze al servizio della comunità anche in ambito politico comunale. Tuttavia, è nell’UFCT che ha lasciato il segno più profondo, promuovendo una Chiesa che fosse «casa nostra», da amare anche nelle sue imperfezioni.
Con la sua scomparsa, il Ticino cattolico perde un pilastro di coerenza e dedizione. La sua eredità rimane viva in quell’invito costante a declinare la fede al femminile, con intelligenza e umiltà, rendendo la Chiesa di Lugano più ricca, accogliente e consapevole della propria "altra metà del cielo".
Sul prossimo inserto di “Catholica”, il ricordo commosso di chi l’ha conosciuta.