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Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano (22 gennaio 2026)
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  • Il gruppo GAVA della Svizzera italiana

    Il gruppo GAVA sostiene la ricerca di testimoni di abusi sessuali da parte dell'Università di Zurigo

    Il Gruppo d’ascolto per vittime di abusi in ambito religioso (GAVA) in un comunicato stampa diffuso il 22 gennaio 2026 afferma di aver “appreso con interesse e coinvolgimento della ricerca di testimoni promossa dal gruppo di lavoro del Dipartimento di storia dell’Università di Zurigo, che sta completando la raccolta di materiale per il rapporto finale sul progetto per la storia degli abusi nella Chiesa cattolica, previsto per il 2027. Le testimonianze e i documenti sin qui acquisiti mostrano come, oltre alla pastorale, scuole, collegi e istituti con internato siano tra le realtà maggiormente coinvolte”.

    GAVA sostiene l’appello del team di ricerca e “invita i testimoni diretti, come pure testimoni indiretti o discendenti, a farsi avanti”.

    Secondo GAVA queste “sono testimonianze essenziali per capire l’ampiezza del fenomeno e le dinamiche che lo hanno generato. La prevenzione di futuri abusi, così come la denuncia di eventuali nuovi casi, richiede che la Chiesa non si sottragga e assuma piena responsabilità per quanto accaduto”.

    Nello stesso comunicato GAVA ribadisce il suo impegno e la sua presenza: “siamo pronti ad ascoltare e sostenere con rispetto chiunque desideri rivolgersi a noi: abbiamo un numero di telefono (091/210.22.02) e un indirizzo mail (info@ascoltogava.ch)”.

     Leggi anche: intervista a Vanessa Bignasca, ricercatrice dell’Uni di Zurigo in merito all’appello e allo stato dello studio

    red

    Il Progetto per la storia degli abusi sessuali nel contesto della Chiesa cattolica romana nella Svizzera italiana: ricerca di testimoni

    Gli abusi sessuali nel contesto della Chiesa cattolica romana in Svizzera dalla metà del XX secolo a oggi sono oggetto di uno studio scientifico affidato al Dipartimento di Storia dell’Università di Zurigo dalla Conferenza dei vescovi svizzeri (CVS), dalla KOVOS e dalla Conferenza centrale cattolica romana della Svizzera (RKZ). La ricerca coinvolge anche la Svizzera italiana e la Diocesi di Lugano. Sono già stati raccolti documenti d’archivio e testimonianze che evidenziano come, oltre alla pastorale, scuole, collegi e istituti con internato siano stati tra i contesti più colpiti, in particolare quelli gestiti in passato da congregazioni religiose. Il team sta completando la raccolta di materiale in vista del rapporto finale, previsto per il 2027.

    Chi desidera condividere testimonianze di abusi può contattare il team all’indirizzo ricerca-abusi@hist.uzh.ch o al numero 044 634 47 38. Possono contribuire al progetto anche testimoni indiretti e discendenti. Anonimato e riservatezza sono garantiti” (Comunicato del Dipartimento di storia, Università di Zurigo)

     

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