Giovedì 8 dicembre 2022 la Chiesa celebra la solennità dell’Immacolata: "Alla sua intercessione affidiamo la nostra preghiera per la pace, specialmente per il martoriato popolo ucraino”. Queste le parole di Papa Francesco all’Angelus in piazza San Pietro, confermando la sua presenza a Roma in piazza di Spagna per il tradizionale appuntamento nella festa dell’Immacolata.
“Con Gesù la possibilità di ricominciare c’è sempre. Mai è troppo tardi, mai. Sempre c’è la possibilità di ricominciare. Abbiate coraggio, Lui è vicino a noi e questo è un periodo di conversione”, “Egli ci aspetta e non si stanca mai di noi. E noi siamo noiosi eh…”, “non lasciamo passare questo Avvento come i giorni del calendario, perchè è un tempo di grazia per noi, adesso, qui!”, ha esortato, commentando il Vangelo di domenica 4 dicembre 2022 che si sofferma sulla figura di Giovanni Battista, a tornare a riscoprire l’umiltà e dire basta alle ipocrisie, al senso di superiorità, al formalismo”.
Francesco ha dunque invitato i fedeli ad andare oltre la severità ed apparente durezza del Battista, e a coglierne il segreto: è “un uomo allergico alla doppiezza”. Quando a lui si avvicinano per curiosità o per opportunismo farisei e sadducei, “noti per la loro ipocrisia”, quest’uomo vestito di peli di cammello, ha “una reazione allergica molto forte”, che ci fa riflettere. Non siamo anche noi a volte un po’ come quei farisei? Magari guardiamo gli altri dall’alto in basso, pensando di essere migliori di loro, di tenere in mano la nostra vita, di non aver bisogno ogni giorno di Dio, della Chiesa, dei fratelli e dimentichiamo che soltanto in un caso è lecito guardare un altro dall’alto in basso: quando è necessario aiutarlo a sollevarsi, l’unico caso, gli altri casi di guardare dall’alto in basso non sono leciti. Magari pensiamo di essere migliori degli altri, di non avere bisogno ogni giorno della Chiesa”.
Il Battista, a cui accorrevano quanti si sentivano peccatori per confessare i peccati e farsi battezzare, rivolge a farisei e sadducei “un grido d’amore, simile a quello di un padre che vedendo il figlio rovinarsi e dice: ‘Non buttare via la tua vita’”
“L’ipocrisia – ha spiegato Francesco – è il pericolo più grave, perché può rovinare anche le realtà più sacre. Per questo il Battista, come poi anche Gesù, è duro con gli ipocriti? Possiamo leggere per esempio il capitolo 23 di Matteo, dove Gesù parla agli ipocriti del tempo, così forte. E perché fa così il Battista e anche Gesù? Per scuoterli. Per accogliere Dio non importa la bravura, ma l’umiltà; non la bravura: ‘siamo forti, siamo un popolo grande’… no, l’umiltà ‘sono un peccatore’ ma non in astratto, no: ‘perché questo, questo, questo’, ognuno di noi deve confessare se stesso, prima i propri peccati, le proprie mancanze, le proprie ipocrisie; bisogna scendere dal piedistallo e immergersi nell’acqua del pentimento”.
Bisogna vivere l’Avvento come “un tempo di grazia per toglierci le maschere e metterci in coda con gli umili, per liberarci dalla presunzione di crederci autosufficienti, per andare a confessare i nostri peccati”. “C’è una sola via, l’umiltà: ci purifica dal senso di superiorità, dal formalismo e dall’ipocrisia e ci “fa vedere negli altri dei fratelli e delle sorelle, peccatori come noi, e in Gesù il Salvatore che viene per noi con il nostro bisogno di essere rialzati, perdonati e salvati”. Infatti, “con Gesù la possibilità di ricominciare c’è sempre. Sempre! Egli ci aspetta e non si stanca mai di noi. Sentiamo rivolto a noi il grido di amore di Giovanni a tornare a Dio e non lasciamo passare questo Avvento come i giorni del calendario, perché è un tempo di grazia per noi, adesso, qui! Mai è troppo tardi, sempre c’è la possibilità di ricominciare, abbiate coraggio, Lui è vicino a noi e questo è un tempo di conversione. Ognuno può pensare: ‘Ho questa situazione dentro, questo problema che mi vergogna’, ma Gesù è accanto a te, ricomincia, sempre c’è la possibilità di dare un passo in più. Sempre! Egli ci aspetta e non si stanca mai di noi. Mai si stanca e noi siamo noiosi ma mai si stanca!”
“Per favore – ha poi concluso il Pontefice – non dimenticatevi di pregare per me”.
fonte: farodiroma