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Il Papa all'Angelus: Contemplare non è un'esperienza solo per i Santi"

Non bisogna pensare che “contemplare” sia un’esperienza esclusiva, riservata ad alcuni santi o ai monaci e agli eremiti”. Così Papa Leone XIV commenta le letture della liturgia di domenica 21 giugno, prima della recita della preghiera dell’Angelus, e l’invito di Gesù alla missione. Perché la forza dell’apostolato “al di là di tecniche e strumenti, si fonda sull’opera dello Spirito Santo in noi e sull’autenticità della nostra risposta”.

Una possibilità per tutti

E allora tutti possiamo e dobbiamo sforzarci di “custodire, tra gli impegni delle nostre giornate, momenti di quiete in cui metterci in silenzio davanti a Dio, per ascoltare la sua voce, affidargli le nostre gioie e le nostre preoccupazioni, rivedere con Lui la nostra vita. Questo ci rende sempre più persone dalla fede solida e consapevole, e di conseguenza apostoli credibili e liberi, uomini e donne capaci di riflettere la luce del Vangelo in ogni ambiente e in ogni situazione della vita, e di testimoniarlo anche là dove il suo valore non è compreso o accettato”.

“Rispondiamo all’odio con l’amore”

Senza lasciarci vincere dalla paura o dallo sconforto. E oggi, come allora “è impegnativo rimanere fedeli agli insegnamenti di Gesù e annunciare la sua Parola: rispondere all’odio con l’amore, alla prepotenza con la mitezza, allo scoraggiamento con la perseveranza. Per questo è necessario che affondiamo le radici della nostra fede e della nostra missione in un intenso rapporto con Lui” e solo così abbiamo la “forza di non arrenderci e di continuare a trasmettere a tutti, in ogni circostanza, il suo messaggio di speranza, d’amore e di pace. Il mondo ne ha tanto bisogno!”.

“Nessuno si volti dall’altra parte”

Dopo la preghiera mariana il Papa ha rivolto il suo pensiero ai rifugiati in occasione della giornata mondiale promossa dalle Nazioni Unite che ha celebrato il 75° anniversario della Convenzione sullo Stato dei Rifugiati, “nata per proteggere quanti sono perseguitati ( e costretti a lasciare la propria terra, la casa e la famiglia. Auspico che lo spirito che animò l'elaborazione di questo importante strumento internazionale continui ancora oggi a illuminare le coscienze dei responsabili delle Nazioni. Nessuno può voltarsi dall'altra parte di fronte a chi cerca protezione e sicurezza. Esorto inoltre tutti ad accogliere coloro che sono vittime di persecuzione, perché possano vivere in pace, con dignità e guardare al futuro con speranza”.

Il Papa ha anche salutato i membri del Dialogo Internazionale Cattolico-Pentecostale: “La Chiesa crede come prega, e riflettere insieme sul principio Lex Orandi, Lex Credendi è particolarmente rilevante oggigiorno”. Poi un pensiero al Brasile con la preghiera per i giovani sono morti qualche giorno fa in un grave incidente ferroviario.

fonte: acistampa/red

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