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Pellegrinaggio Macerata-Loreto 2026, 48 ticinesi tra le decine di migliaia in cammino

Erano 48, i pellegrini arrivati dalla Svizzera italiana per percorrere a piedi, nella notte tra sabato 13 e domenica 14 giugno, i ventotto chilometri che separano Macerata da Loreto. Il loro è stato uno dei tanti gruppi confluiti, da ogni parte d'Italia e anche dall'estero, alla 48ª edizione del Pellegrinaggio a piedi Macerata-Loreto, il cammino mariano nato nel 1978 per iniziativa di don Giancarlo Vecerrica e diventato negli anni un appuntamento per decine di migliaia di persone, in gran parte giovani. Quest'anno il gruppo ticinese ha ripreso la rotta marchigiana dopo una pausa: nel 2025 la meta era stata Roma, per il Giubileo della Speranza.

Una macchina organizzativa imponente

A rendere possibile la partenza da Macerata è stata, banalmente, la fine di alcuni lavori: lo stadio Helvia Recina, cornice storica del Pellegrinaggio, era stato per un periodo inaccessibile e ha potuto riaprire le porte ai pellegrini la sera di sabato 13 giugno. Per l'occasione sono arrivati 130 pullman, mentre l'organizzazione ha mobilitato oltre 1.100 volontari impegnati in sicurezza, accoglienza, amplificazione e illuminazione. Tra i pullman giunti allo stadio, uno ha fatto scendere i quarantotto pellegrini della Svizzera italiana, ai quali il comitato organizzativo aveva riservato un posto in tribuna.

«Come mi conosci?»: il tema di un'edizione che guarda ai cinquant'anni

Ogni anno il Pellegrinaggio si affida a un tema che ne orienta la riflessione, e per il 2026 la scelta è caduta sulla domanda che Natanaele rivolge a Gesù nel Vangelo di Giovanni: "Come mi conosci?" (Gv 1,48). Una domanda che, secondo gli organizzatori, esprime il desiderio di ogni persona di essere accolta e amata per ciò che è, oltre ogni scetticismo o chiusura.

Tra i materiali diffusi in vista del cammino, gli organizzatori hanno ripreso un passaggio di Luigi Giussani, secondo cui il miracolo più grande di cui erano testimoni i discepoli non riguardava le guarigioni fisiche, ma uno sguardo capace di rivelare e accogliere l'uomo per quello che è: lo stesso sguardo che, nel racconto evangelico, travolge Zaccheo e lo apre alla cura per chi ha più bisogno di lui.

La gioia "umanamente inspiegabile" dell'arrivo a Loreto

Il comunicato finale dell'organizzazione racconta l'arrivo a Loreto con un'espressione che torna spesso in questi resoconti: una gioia umanamente inspiegabile, eppure bisognosa di una spiegazione. Una notte faticosa, scandita da preghiera, canti e ascolto, genera una commozione che fotografie e racconti documentano senza esaurirla del tutto.

Tra le voci raccolte durante la notte, quella di un maturando ha colpito per la sua semplicità: nei volti degli amici, ha detto, aveva percepito una familiarità autentica, capace di rivelare chi sta davvero al centro di quell'amicizia. Anche un’altra pellegrina è tornata sullo stesso punto: il cammino non si conclude all'arrivo, ma prosegue nella vita di ogni giorno. Il comunicato si chiude con un'immagine efficace: il cristiano descritto come "l'avventuriero del lunedì", cioè di chi torna alla normalità delle proprie circostanze portando con sé qualcosa di quella notte.

Una storia che dura quasi cinquant'anni

Il Pellegrinaggio nasce nel 1978, quando alla prima edizione presero parte poco più di trecento persone. Da allora è cresciuto fino a contare oggi decine di migliaia di persone. Tra i momenti che ne segnano la memoria resta la Messa celebrata da Giovanni Paolo II nel 1993, quando il Papa donò ai pellegrini una croce che da allora apre, ogni anno, il cammino verso la Santa Casa.

Un cammino che non si esaurisce all'arrivo

Resta l'immagine di un piccolo gruppo ticinese mescolato a una folla ben più grande, lungo strade percorse ormai da quasi cinquant'anni di pellegrini. La notte di cammino non è un punto d'arrivo ma una soglia: il vero banco di prova comincia il giorno dopo, quando si torna alle proprie circostanze portando con sé qualcosa di quello sguardo intravisto durante la notte. L'appuntamento, per chi è partito dalla Svizzera italiana come per gli altri pellegrini, è già fissato: il 49° Pellegrinaggio si terrà il 12 giugno 2027.

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