Sabato 13 giugno, in una giornata di profonda grazia e comunione spirituale, il Gruppo Padre Pio di Bellinzona ha vissuto il suo pellegrinaggio annuale al maestoso Santuario della Madonna del Sangue di Re, nella vicina Valle Vigezzo.
La data scelta ha racchiuso in sé un significato altissimo: la Chiesa celebrava infatti la memoria liturgica del Cuore Immacolato della Beata Vergine Maria. Questa felice ricorrenza ha reso ancora più intimo l’incontro dei pellegrini ticinesi con la Madre celeste. I fedeli sono stati guidati in questo cammino da don Nazario Blandamura, stimato assistente spirituale del gruppo, la cui presenza pastorale ha offerto preziosi momenti di preghiera comunitaria e raccoglimento profondo lungo tutto il tragitto.
All’arrivo presso l’imponente basilica piemontese, i pellegrini hanno ricevuto un’accoglienza speciale. Prima della Santa Messa, il rettore del Santuario, padre Giancarlo Julita, ha voluto incontrare personalmente il gruppo di Bellinzona. Con grande intensità e ricchezza di dettagli storici, padre Julita ha offerto ai presenti una profonda spiegazione del prodigio avvenuto nel lontano aprile del 1494, rievocando la drammatica sera in cui un valligiano scagliò un sasso contro l’affresco della Madonna del Sangue, che iniziò incredibilmente a versare sangue dalla fronte.
Questa preziosa introduzione ha permesso ai fedeli di accostarsi alla successiva celebrazione della Santa Messa con un cuore ancora più consapevole e commosso. Durante la liturgia, celebrata proprio davanti all'altare del miracolo, don Nazario ha invitato i presenti nell’omelia a imitare Maria nel custodire e meditare la Parola di Dio nella vita di tutti i giorni. Al termine della celebrazione si è vissuto il momento più emozionante della mattinata: i pellegrini si sono accostati con devozione per il bacio della reliquia del Sangue miracoloso, un segno tangibile che ha suscitato grande intensità spirituale, legandosi idealmente alla profonda devozione mariana di San Pio da Pietrelcina.
Dopo aver nutrito lo spirito, i partecipanti si sono ritrovati per un pasto autogestito. Questo momento di pranzo al sacco, vissuto all’insegna della semplicità e della fraternità, ha permesso a tutti di condividere cibo, sorrisi e la gioia della reciproca compagnia.
Nel pomeriggio, l’attenzione si è spostata nuovamente nel cuore della basilica. Nel silenzio suggestivo delle navate, il gruppo si è stretto attorno a don Nazario per la recita del Santo Rosario. Le voci si sono levate all’unisono per deporre ai piedi della Madre celeste le intenzioni personali, le preghiere per gli ammalati del Gruppo Padre Pio delle Semine l'invocazione per la pace. I pellegrini sono rientrati a Bellinzona in serata, stanchi per il viaggio ma profondamente rinvigoriti nello spirito, grati per la straordinaria accoglienza ricevuta e felici di aver vissuto una giornata intensa come una vera famiglia spirituale.
don Michele