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Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano (16 febbraio 2026)
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  • Giubileo delle famiglie

    Il Papa alle famiglie: "Siete forza di unità nelle società disgregate"

    “La Vergine Maria benedica le famiglie e le sostenga nelle loro difficoltà: penso specialmente a quelle che soffrono a causa della guerra in Medio Oriente, in Ucraina e in altre parti del mondo. La Madre di Dio ci aiuti a camminare insieme sulla via della pace”. Questa invocazione di Papa Leone XIV ha concluso la straordinaria celebrazione tenutasi in piazza San Pietro per il Giubileo delle famiglie, alla quale hanno partecipato 60 mila fedeli da tutto il mondo.

    Al Regina Caeli il nuovo Pontefice ha anche ricordato la beatificazione ieri in Polonia di suor Cristofora Klomfass e delle quattordici consorelle della Congregazione di Santa Caterina Vergine e Martire, che furono uccise durante l’avanzata dell’Armata Rossa nel 1945, una triste e brutta pagina della peraltro gloriosa offensiva russa che ha portato alla Liberazione dal nazifascismo in Europa. “Nonostante il clima di odio e di terrore contro la fede cattolica”, quelle religiose, ha sottolineato Papa Prevost, “continuarono a servire gli ammalati e gli orfani”. All’intercessione delle nuove Beate martiri affidiamo tutte le religiose che nel mondo si spendono generosamente per il Regno di Dio”, ha scandito.

    Il Papa con le famiglie
    Il Papa con le famiglie

    Leone XIV – in vari momenti della celebrazione, preceduta da un lungo giro in Papamobile tra la folla dei fedeli – ha manifestato la sua gioia nel vedere davanti a sé tanti bambini “che ravvivano la nostra speranza” e altrettanti nonni e anziani, definiti “modello genuino di fede e ispirazione per le giovani generazioni”. In proposito, il Papa ha sottolineato il ruolo degli operatori dei media, nella Giornata mondiale dedicata alle Comunicazioni sociali: “Curando la qualità etica dei messaggi – ha riconosciuto – aiutano le famiglie nel loro compito educativo”.

    Sul tema dell’educazione e dell’amore che deve regnare nelle famiglie si è soffermato all’omelia: “Carissimi, noi abbiamo ricevuto – ha ricordato citando Bergoglio nell’Angelus del primo gennaio 2025 – la vita prima di volerla. Come insegnava Papa Francesco, ‘tutti gli uomini sono figli, ma nessuno di noi ha scelto di nascere’. Non solo. Appena nati abbiamo avuto bisogno degli altri per vivere, da soli non ce l’avremmo fatta: è qualcun altro che ci ha salvato, prendendosi cura di noi, del nostro corpo come del nostro spirito. Tutti noi viviamo, dunque, grazie a una relazione, cioè a un legame libero e liberante di umanità e di cura vicendevole”.

    Il Papa ispanoamericano ha ammesso però che “a volte questa umanità viene tradita. Ad esempio, ogni volta che s’invoca la libertà non per donare la vita, bensì per toglierla, non per soccorrere, ma per offendere. Tuttavia, anche davanti al male, che contrappone e uccide, Gesù continua a pregare il Padre per noi, e la sua preghiera agisce come un balsamo sulle nostre ferite, diventando per tutti annuncio di perdono e di riconciliazione”. “Tale preghiera del Signore dà senso pieno – ha spiegato – ai momenti luminosi del nostro volerci bene, come genitori, nonni, figli e figlie. Ed è questo che vogliamo annunciare al mondo: siamo qui per essere ‘uno’ come il Signore ci vuole “uno”, nelle nostre famiglie e là dove viviamo, lavoriamo e studiamo: diversi, eppure uno, tanti, eppure uno, sempre, in ogni circostanza e in ogni età della vita”.

    “Carissimi, se ci amiamo così, sul fondamento di Cristo, che è ‘l’alfa e l’omega’, ‘il principio e la fine’, saremo segno di pace per tutti, nella società e nel mondo. E non dimentichiamo: dalle famiglie viene generato il futuro dei popoli”, ha poi concluso elencando tra i “segni” ricevuti dalla Chiesa negli ultimi decenni il fatto che “sono stati proclamati Beati e Santi dei coniugi, e non separatamente, ma insieme, in quanto coppie di sposi”. “Penso a Louis e Zélie Martin, i genitori di Santa Teresa di Gesù Bambino; come pure i Beati Luigi e Maria Beltrame Quattrocchi, la cui vita familiare si è svolta a Roma nel secolo scorso. E non dimentichiamo la famiglia polacca Ulma: genitori e bambini uniti nell’amore e nel martirio”. Per Leone, “si tratta di un segno che fa pensare. Sì, additando come testimoni esemplari degli sposi, la Chiesa ci dice che il mondo di oggi ha bisogno dell’alleanza coniugale per conoscere e accogliere l’amore di Dio e superare, con la sua forza che unifica e riconcilia, le forze che disgregano le relazioni e le società.

    Fonte: agenzie/farodiroma/red

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