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Sab 28 mar | Santo del giorno | Parola rito Romano | Ambrosiano
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    Il Papa nel Principato di Monaco: "Misericordia e Speranza sono più forti del male"

    La prima volta di un Papa in visita nel Principato di Monaco è stato un evento di successo. Diversi i momenti in programma dall’accoglienza ufficiale da parte del Principe Alberto, al saluto ai rappresentanti della comunità cristiana, all’incontro con i giovani e alla Messa nella cornice di festa dello stadio LouisII.

    “No alle moderne forme di idolatria”

    Nello stadio Louis II, trasformato per un giorno in luogo di preghiera e riflessione, Papa Leone XIV ha celebrato una messa dal forte impatto spirituale e sociale, lanciando un messaggio netto contro le nuove forme di idolatria che segnano il mondo contemporaneo.

    Davanti a 16 mila fedeli, il Pontefice ha messo in guardia da ciò che oggi prende il posto di Dio nel cuore dell’uomo: “L’affrancamento dagli idoli è liberazione da un potere che si e’ fatto predominio, dalla ricchezza che degrada in bramosia, dalla bellezza truccata in vanita’. Dio – ha sottolineato il Pontefice – non ci abbandona in queste tentazioni, ma soccorre l’uomo debole e triste, che crede siano gli idoli del mondo a salvargli la vita”.

    Un’omelia che ha toccato il tema centrale della libertà interiore, indicando come gli idoli moderni – potere, ricchezza, apparenza – non solo non salvano, ma rendono schiavi:
    “La parola idolo significa ‘piccola idea’, cioe’ una visione diminuita, che rimpicciolisce non solo la gloria dell’Onnipotente, trasformandolo in un oggetto, ma la mente dell’uomo”.

    E ha aggiunto con forza: “Gli idolatri sono dunque persone di corte vedute: guardano a cio’ che rapisce i loro occhi, annebbiandoli. E cosi’, proprio le cose grandi e buone di questa terra diventano idoli, trasformandosi in forme di schiavitu’ non per chi ne e’ privo, ma per chi se ne ingozza, lasciando il prossimo nella miseria e nella mestizia”.

    Il dramma degli innocenti e la logica del potere

    Nell’omelia della celebrazione, Papa Leone XIV ha poi allargato lo sguardo al dramma globale delle violenze e delle ingiustizie, denunciando con parole dure i meccanismi che portano a sacrificare vite innocenti: “Nella storia di Gesù è ‘riassunta la vicenda di tutti noi, a cominciare dai piu’ piccoli e oppressi: ancora oggi, quanti calcoli si fanno nel mondo per uccidere innocenti; quante finte ragioni si pretendono per toglierli di mezzo!'”.

    Un’accusa che chiama in causa responsabilità politiche e morali, spesso nascoste dietro strategie e interessi: la paura, ha spiegato il Papa, genera attaccamento al potere e porta a decisioni disumane. “Essi vogliono uccidere l’innocente, perchè dietro la loro paura c’è l’attaccamento al potere. Se però gli uomini scordano la Legge che comanda di non uccidere, Dio non scorda la promessa che prepara il mondo alla salvezza”.

    E ancora, con una domanda che suona come provocazione attuale: “Siamo così testimoni di due moti opposti: da una parte la rivelazione di Dio, che mostra il suo volto come Signore onnipotente e salvatore, dall’altra l’agire occulto di potenti autorita’, pronte a uccidere senza scrupoli. Non è quello che accade oggi?”.

    Misericordia e speranza più forti del male

    Nonostante la denuncia, l’omelia non si è fermata alla critica. Il Pontefice ha indicato una via di speranza fondata sulla giustizia divina e sulla misericordia:
    “Davanti all’insistenza del male, pero’, sta l’eterna giustizia di Dio, che sempre ci riscatta dai nostri sepolcri, come con Lazzaro, e ci dona nuova vita. Il Signore libera dal dolore infondendo speranza, converte la durezza di cuore trasformando il potere in servizio, proprio mentre manifesta il vero nome della sua onnipotenza: misericordia”.

    In uno dei luoghi simbolo del benessere europeo come Monaco, la celebrazione si è così trasformata in un forte richiamo alla responsabilità personale e collettiva: liberarsi dagli idoli, rifiutare la logica del predominio e riscoprire una fede capace di restituire dignità, giustizia e fraternità. Un messaggio che, partendo da uno stadio, ha parlato al mondo intero.

    L’incontro con i giovani

    Nel suo incontro con i giovani davanti alla chiesa di Santa Devota, prima della messa, Papa Leone XIV ha rivolto un invito diretto e concreto a liberare il cuore dal rumore e dalla superficialità del presente: “Sgomberare la porta del cuore”, “far tacere la frenesia del fare e del dire, dei messaggi, dei reel, delle chat”, non riempirsi “con cose materiali e passeggere”, “con i consensi virtuali di migliaia di like, o con appartenenze condizionanti, artificiali, a volte persino violente”.

    Parole che fotografano una generazione immersa in una comunicazione continua ma spesso incapace di dare profondità alle relazioni e alle scelte.

    Il Pontefice ha quindi indicato una strada alternativa, fondata sulla stabilità dell’amore e su legami autentici: “Viviamo in un mondo che sembra andare sempre di fretta, smanioso di novita’, cultore di una fluidita’ senza legami, segnato da un bisogno quasi compulsivo di continui cambiamenti: nelle mode, nell’aspetto, nelle relazioni, nelle idee e perfino in dimensioni della persona costitutive per la sua stessa identità”.
    E ha concluso indicando ciò che davvero dà consistenza alla vita: “ciò che dà solidità alla vita e’ l’amore: l’esperienza fondamentale dell’amore di Dio, prima di tutto, e poi, di riflesso, quella illuminante e sacra dell’amore vicendevole. Solo cosi’ l’inquietudine trova pace e si riempie il vuoto interiore”.

    Fonte: farodiroma

     

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