Dopo la preghiera domenica del Regina Coeli pronunciata davanti a circa 40 mila persone riunite in piazza san Pietro, il Papa ha parlato del suo prossimo viaggio (28-30 aprile 2023) in Ungheria, completamento della visita breve che vi fece un anno e mezzo fa. Venerdì prossimo, na ricordato Bergoglio, “mi recherò per tre giorni a Budapest in Ungheria a completamento del viaggio compiuto nel 2021 per il Congresso Eucaristico Internazionale”. Un viaggio al centro dell’Europa “sulla quale continuano ad abbattersi gelidi venti di guerra”, mentre “gli spostamenti di tante persone pongono all’ordine del giorno questioni umanitarie urgenti” è già nel cuore di papa Francesco. Il Papa si rivolge poi con affetto ai fratelli e sorelle ungheresi “in attesa di visitarvi”. “So che state preparando con tanto impegno la mia venuta – aggiunge - Vi ringrazio di cuore per questo. A tutti chiedo di accompagnarmi con la preghiera”. E subito dopo chiede di non dimenticarsi dei fratelli e sorelle ucraini, “ancora afflitti da questa guerra”.
La meditazione biblica
Nella catechesi a commento del vangelo prima della recita della preghiera il Pontefice affronta il brano dell'incontro tra i discepoli, tristi e rassegnati per la morte del Maestro, e Gesù, che si affianca a loro senza che essi lo riconoscono. Cristo Risorto li invita, come raccontano le Scritture, a ripercorrere le loro vicende e così li aiuta a rileggere i fatti in modo diverso, alla luce della Parola di Dio. Su questo si sofferma il Pontefice. Di fronte a ciò che ci accade ogni giorno, dice il Papa, agli smarrimenti e alle solitudini in cui possiamo ritrovarci, ricercare e sentire la compagnia di Gesù stempera delusioni e preoccupazioni e restituisce speranza. Questo colloquiare con il Signore è personale. Il Papa vi suggerisce anche un metodo, quello dell'esame di coscienza in cui si ravvisa peraltro la sua spiritualità ignaziana: dedicare un momento, ogni sera, a un breve esame di coscienza. Si tratta di aprire il cuore, portando a Lui persone, scelte, paure, cadute e speranze, "per imparare gradualmente a guardare le cose con occhi diversi", lasciando "tempo e spazio a Gesù, non nascondergli nulla, portargli le miserie, farsi ferire dalla sua verità, lasciare che il cuore vibri al soffio della sua Parola".
agenzie/red