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Mer 8 apr | Santo del giorno | Parola rito Romano | Ambrosiano
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    Papa Leone contro le minacce lanciate dal presidente Donald Trump all'Iran

    Da Castel Gandolfo, Papa Leone XIV ha lanciato un nuovo, forte appello contro l’escalation internazionale e le minacce rivolte all’Iran. Le sue parole, pronunciate davanti ai giornalisti all’uscita da Villa Barberini, rappresentano una presa di posizione netta contro ogni deriva bellica. Alcune ore dopo Trump ha annunciato una proroga di due settimane del suo ultimatum e un cessate il fuoco provvisorio da ambo le parti, raggiunto grazie alla mediazione dl Pakistan. Ma la situazione resta precaria. Qui le parole del Papa, alcune ore prima:

    «Oggi, come tutti sappiamo, c’è stata una minaccia contro tutto il popolo dell’Iran e questo non è accettabile», ha dichiarato il Pontefice, riferendosi alle affermazioni del presidente degli Stati Uniti.

    Un concetto ribadito con forza: «Non è accettabile». E ancora: «Oggi – ha detto Prevost – c’è stata anche questa minaccia contro tutto il popolo dell’Iran: non è accettabile, e vorrei invitare tutti a pensare nel cuore ai tanti innocenti, ai tanti bambini, ai tanti anziani, totalmente innocenti che sarebbero anche loro vittime di questa escalation di una guerra che ha cominciato».

    Il Papa ha richiamato la comunità internazionale a una responsabilità che va oltre la politica e il diritto: «Qui – ha aggiunto Leone – ci sono questioni, certamente di diritto internazionale ma molto di più. E’ una questione morale per il bene del popolo».

    L’appello ai cittadini di tutti i Paesi affinché si mobilitino a favore della pace

    «Vorrei invitare i cittadini di tutti i Paesi a contattare le autorità, i leader politici, il governo per chiedere loro di dire cosa vogliono fare per porre fine alla guerra», ha aggiunto Leone in inglese ai giornalisti presenti. Il Pontefice ha sottolineato la “situazione di instabilità” a livello economico «che non fa altro che provocare ulteriori tensioni».

    Leone ha ripetuto i concetti chiave del messaggio Urbi et Orbi di Pasqua, nel quale ha chiesto «a tutte le persone di buon cuore di cercare sempre la pace e non la violenza, di rifiutare la guerra, soprattutto una guerra – ha aggiunto – che molti hanno definito ‘guerra’, che continua a intensificarsi e non risolve nulla». L’invito è stato quindi: «torniamo al tavolo, parliamo, cerchiamo soluzioni che siano di pace. E ricordiamoci, soprattutto, degli innocenti. Bambini, anziani, malati, tante persone che sono già diventate vittime di questa guerra. Continuiamo a lavorare per ricordare a tutti che l’attacco e la distruzione delle infrastrutture civili sono contro di noi, ma non dobbiamo nemmeno alimentare l’odio e la divisione». «Vogliamo lavorare per la pace».

    “Torniamo al dialogo”

    Il Pontefice ha ricordato come, fin dalle prime fasi del conflitto, la Santa Sede abbia insistito sulla necessità di una soluzione pacifica: «Già dai primi giorni del conflitto, ha ricordato Leone, dicevamo: torniamo al dialogo, cerchiamo come risolvere i problemi senza arrivare a questo punto». E ha ribadito con chiarezza la via da seguire: «Torniamo al dialogo, alle negoziazioni, cerchiamo come risolvere i problemi senza arrivare a questo punto. Invece siamo qui. Bisogna pregare tanto».

    Un invito che non si limita alla dimensione spirituale ma si estende anche all’azione concreta: «Vorrei invitare tutti a pregare ma anche a cercare come comunicare, forse con i congressisti, con le autorità, a dire che non vogliamo la guerra, vogliamo la pace».

    Il pensiero agli innocenti

    Al centro del messaggio del Papa restano le vittime più vulnerabili dei conflitti. «Vorrei invitare tutti a pensare nel cuore veramente di tanti innocenti, tanti bambini, tanti anziani totalmente innocenti che sarebbero anche loro vittime di questa escalation di una guerra che ha cominciato gia’ dai primi giorni». Un richiamo che si collega direttamente al messaggio pasquale Urbi et Orbi, nel quale il Pontefice aveva già chiesto con forza la pace. «Siamo un popolo che ama la pace e c’è tanto bisogno di pace nel mondo», ha ribadito.

    “Rigettare la guerra”

    Nel suo intervento, Leone XIV ha infine denunciato con decisione le conseguenze globali del conflitto:

    «Occorre rigettare la guerra, specialmente questa guerra definita da molta gente ingiusta. Continua l’escalation e non risolve niente e provoca una crisi economica mondiale, crisi energetica e grande instabilità». Da qui, l’ennesimo appello al negoziato: «Occorre tornare al tavolo per trovare soluzioni. E ricordiamo specialmente gli innocenti, i bambini, gli anziani, i malati».

    Il Papa ha esplicitamente condannato gli attacchi contro obiettivi civili: «gli attacchi alle infrastrutture civili sono contro il diritto internazionale e il segno di una distruzione che l’essere umano è capace di mettere in atto». E ha concluso con un’esortazione che suona come un monito universale: «Tutti dobbiamo lavorare per la pace»

    fonte: ilfarodiroma/catt.ch

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