Il Premio Farel, che si terrà a Neuchâtel dal 19 al 22 novembre 2026, ha svelato il suo programma completo. Il festival, dedicato ai documentari e ai nuovi formati web, propone una trentina di produzioni su temi diversi come guerra e memoria, intelligenza artificiale e migrazione.
Il Prix Farel, appuntamento imperdibile del documentario etico, spirituale e religioso, «promette di meravigliarsi, emozionarsi, indignarsi o ribellarsi», assicurano gli organizzatori in un comunicato del 5 ottobre. Ricordano inoltre che il festival è «un’esperienza che non si vivrà da soli sulla propria poltrona». Il pubblico è infatti ora invitato a discutere dopo ogni proiezione e al Café Farel.
L’edizione 2026 si aprirà con la proiezione dei primi due episodi della serie Placée, in onda da novembre 2026 sulla RTS: un poliziesco di Léa Fazer, con Isabelle Carré, girato nel Cantone di Neuchâtel, che affronta il dramma dei bambini collocati forzatamente in Svizzera.
I film presentati, in formati diversi, spaziano su temi vari. Tre produzioni affrontano la memoria e la storia: Tuer au nom de Dieu (Hugues Nancy), che racconta i retroscena del massacro della notte di San Bartolomeo sotto forma di documentario d’inchiesta contemporaneo; En plein désert il y avait un puits (Chris Pellerin), sui ricordi di un coscritto durante la guerra d’Algeria, e Under the Dance Floor (Sára Timàr), che evoca il terribile passato di una casa durante le ore più buie dell’Ungheria.
Il Prix Farel, che si tiene ogni due anni al cinema Rex di Neuchâtel, non è solo una competizione cinematografica, sottolineano gli organizzatori. Offre ora al pubblico la possibilità di confrontarsi dopo ogni opera con chi l’ha realizzata. La grande novità di questa edizione è l’inaugurazione del Café Farel, che ospiterà questi incontri, masterclass, bancarelle di libri e sessioni di dediche alla Salle de l’Académie e all’Hôtel DuPeyrou. In programma anche diverse tavole rotonde, spesso legate ai temi trattati nei documentari.
Drammi di guerra e di migrazione
Le migrazioni e ciò che generano sono al centro di Jusqu’à preuve du contraire (Lorraine de Fouchez e Jean-Baptiste Renaud), racconti di donne richiedenti l’asilo a Marsiglia accomunate dall’aver subito violenze sessuali. Retour à Babylone (Sébastien Daycard-Heid) è più carico di speranza e segue una famiglia assiro-caldea in viaggio verso la terra delle sue radici. Molto toccante anche Réminiscence, la storia personale di Ira Melnichenko, giovane rifugiata ucraina in Svizzera, rimasta sola con il fratello dopo il ritorno della madre in patria. A vol d’oiseau (Clara Lacombe) racconta con l’animazione il viaggio di un giovane guineano che impiegherà tre anni per arrivare in Francia.
La guerra a Gaza è al centro di due film: Inside Gaza (Hélène Lam Trong), sul lavoro dei fotografi palestinesi dell’AFP sul posto, e Collapse (Anat Even), in cui la regista percorre un kibbutz – e un Paese annientato dall’attacco del 7 ottobre.
Sarà inoltre possibile vedere o rivedere il toccante Uomini di Dio (Des hommes et des dieux) di Xavier Beauvois, sul massacro dei monaci di Tibhirine, con Lambert Wilson e Michael Lonsdale.
Spazio alle creazioni per il web
Al di là di questi temi drammatici, il pubblico dovrebbe sorridere guardando La conversation (Julie Sanchez e Najla Barouni), in cui un’anziana parla con un’intelligenza artificiale per sentirsi meno sola. Si lascerà toccare da Les esprits libres (Bertrand Hagenmüller), in cui persone affette dalla malattia di Alzheimer partecipano a una creazione teatrale. E rimarrà sconvolto dall’inchiesta di Jérôme Clément-Wilz sugli abusi sessuali da lui subiti da bambino da parte di un sacerdote, in Ceci est mon corps.
Il festival del Prix Farel pensa anche a un pubblico giovane, abituato ai nuovi formati più brevi su internet, con film creati per il web, premiati dal 2024 con un riconoscimento dedicato del valore di 5000 franchi. Sabato 21 novembre sarà così interamente dedicato alle creazioni web.
fonte: cath.ch/com/rz/trad. catt.ch
Le premiazioni
La giuria di cinque persone, composta da giornalisti, registi e registe e da un professore, assegnerà il 22 novembre premi suddivisi in cinque categorie, per un totale di 18’000 franchi: le opere cinematografiche a partire da 31 minuti, quelle televisive dello stesso formato e quelle sotto i 30 minuti, oltre alle creazioni web. Torna infine il Premio del pubblico, del valore di 1000 franchi. In collaborazione con la società di produzione Les Regardiens, il premio «Je n’ai pas fait que regarder» ricompenserà due progetti di documentari di giovani under 26 a favore dell’ambiente.