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Le Chiese in Svizzera firmano a Neuchâtel la versione rivista della Carta ecumenica europea

La maggior parte delle chiese membre del Gruppo di lavoro delle Chiese cristiane in Svizzera (CTEC), inclusa la Conferenza episcopale svizzera (CES), firmerà la versione riveduta della Carta ecumenica europea il 21 novembre 2026 presso la Collegiata di Neuchâtel. Particolare enfasi viene posta sul "riconoscimento delle ferite e delle mancanze istituzionali del passato".

La prima firma della Carta ecumenica in Svizzera aveva avuto luogo a Saint-Ursanne (JU) nel 2005. A oltre vent'anni di distanza, le Chiese rinnovano dunque il loro impegno comune a favore dell'unità dei cristiani, del dialogo e della loro responsabilità verso la società, indica la CTEC in un comunicato del 15 ottobre 2026.

La Carta ecumenica è stata adottata nel 2001 a Strasburgo dalla Conferenza delle Chiese europee (KEK/CEC) e dal Consiglio delle Conferenze episcopali d'Europa (CCEE). Definisce linee guida per la collaborazione tra le Chiese del continente. Il documento funge da bussola per la cooperazione ecumenica a livello locale, cantonale e nazionale. Ha favorito, tra l'altro, il riconoscimento reciproco del battesimo.

Riflessione etica sulle nuove tecnologie

I presidenti della KEK e del CCEE hanno firmato una versione aggiornata il 5 novembre 2025 a Roma. Essa risponde a un contesto europeo segnato dalla guerra, dagli spostamenti di popolazioni e da una più viva consapevolezza della vulnerabilità del continente. Agli impegni esistenti si aggiungono nuovi accenti: la pace e la riconciliazione; l'accoglienza delle persone migranti e rifugiate; la salvaguardia del creato; il dialogo con l'ebraismo, l'islam e le altre convinzioni; la riflessione etica sulle nuove tecnologie; il ruolo dei giovani nell'ecumenismo; il riconoscimento, con umiltà, delle ferite e delle mancanze istituzionali del passato.

«Che gioia riunire le Chiese per ratificare insieme questa Carta! Che segno di speranza viverlo nella Collegiata di Neuchâtel, le cui prime vestigia sono anteriori alle divisioni che ancora oggi ci separano!», ha dichiarato Florian Schubert, presidente della CTEC Svizzera.

fonte: cath.ch/com/rz/trad. catt.ch

La Comunità di lavoro delle Chiese cristiane in Svizzera (CTEC/AGCK) riunisce Chiese delle tradizioni riformata, cattolica romana, cattolica cristiana, ortodossa, anglicana ed evangelica. Favorisce la collaborazione e il dialogo tra le Chiese e fa sentire la loro voce comune.

Tra i firmatari della Carta ecumenica rivista figurano in particolare Rita Famos, presidente della Chiesa evangelica riformata di Svizzera (EERS), mons. Felix Gmür, vescovo di Basilea, per la Conferenza dei vescovi svizzeri (CVS), mons. Frank Bangerter, vescovo della Chiesa cattolica cristiana della Svizzera, l'arciprete Stefanos Athanasiou, rappresentante del Patriarcato ecumenico, e la commissaria Heidi Imboden, per l'Esercito della Salvezza.

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