di Gino Driussi
Ricorre domani, Domenica 20 Settembre, l’annuale Festa federale di ringraziamento, penitenza e preghiera, detta anche “Digiuno federale”, le cui origini non sono religiose, ma politiche. Fu infatti l’8 settembre 1796 che, riprendendo antichissime tradizioni che risalivano al tardo Medioevo, su decisione della Dieta federale questa ricorrenza venne celebrata per la prima volta in tutta la Svizzera, ma poi, fino al 1832, riformati e cattolici scelsero date diverse. Il 1.o agosto di quell’anno, la Dieta federale fissò ufficialmente la data in tutti i cantoni per la terza domenica di settembre, usanza rimasta fino a oggi, ad eccezione del Canton Ginevra.
Quest’anno a Berna si è voluto dare più risalto del solito a questo evento. Così il presidente della Confederazione Guy Parmelin e un’ottantina di parlamentari appartenenti a diversi partiti (fra questi anche i ticinesi Marco Chiesa, Giorgio Foni, Paolo Pamini e Fabio Regazzi) hanno sottoscritto un appello, nel cui preambolo si può leggere: “Consapevoli che la Svizzera e il mondo intero hanno bisogno della benedizione di Dio nel presente e nel futuro, noi, in qualità di responsabili politici, invitiamo tutti i cittadini del nostro Paese a celebrare consapevolmente la Giornata nazionale di ringraziamento, penitenza e preghiera”.
L’appello per il Digiuno federale
Il testo invita la popolazione a unirsi per rendere grazie “per la libertà di cui godiamo in questo Paese, per la pace in Svizzera e per tutte le forze che si adoperano in suo favore in Europa e nel mondo, per la stabilità, la prosperità e la cultura democratica del nostro Paese in questo periodo di crescenti tensioni e per gli uomini e le donne che si dedicano al bene comune attraverso la politica, l'economia, le Chiese, le comunità religiose, la società civile e le azioni quotidiane”. Segue l’invito a pentirsi “per le mancanze personali e collettive, per la nostra indifferenza di fronte alla sofferenza, all'ingiustizia e all'esclusione, per la nostra noncuranza verso il creato e i beni che ci sono stati affidati e laddove parole e azioni distruggono la fiducia, indeboliscono la comunità e degradano le persone”. Infine, i cittadini vengono esortati a pregare – tra l’altro - per la pace in Svizzera, in Europa e nel mondo, affinché coloro che assumono responsabilità nel governo, nella Stato e nella società civile diano prova di saggezza, coraggio e rettitudine e anche perché la Svizzera sia capace di vivere la diversità nel rispetto nella stima reciproci.
L’appello verrà letto nel corso di una celebrazione ecumenica nazionale che avrà luogo Domenica 20 Settembre alle ore 10 nella cattedrale di Berna, cui prenderanno parte, tra gli altri, il vescovo cattolico-cristiano Frank Bangerter, la pastora Rita Famos, presidente della Chiesa evangelica riformata in Svizzera, e il vescovo ausiliare di Basilea Josef Stübi.
Appuntamento anche a Bellinzona
In Ticino sarà come di consueto la Comunità di lavoro delle Chiese cristiane a sottolineare questa ricorrenza con una celebrazione ecumenica. L’appuntamento è per domani, Domenica 20 Settembre, alle ore 16.30 nella chiesa di S. Giovanni a Bellinzona. Per l’occasione, si pregherà anche per la pace nel mondo.
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