Consenso Cookie

Questo sito utilizza servizi di terze parti che richiedono il tuo consenso. Scopri di più

Vai al contenuto
no_image

Ricca partecipazione all'evento commemorativo a Baden per i 500 anni della disputa

Circa 300 invitati, tra cui il presidente della Confederazione Guy Parmelin e l’ex consigliera federale Doris Leuthard, hanno partecipato alle celebrazioni per il 500° anniversario della Disputa di Baden (Argovia) il 31 maggio 2026.

La celebrazione nella chiesa di Baden, gremita fino all’inverosimile, volge al termine quando il sacerdote cattolico Claudio Tomassini e il pastore riformato Res Peter si abbracciano calorosamente. Sopra l’altare aleggia l’immagine di una colomba della pace.

La scena commuove molti partecipanti. Simboleggia ciò che oggi unisce le due confessioni, che proprio in questo luogo si contrapponevano in modo inconciliabile esattamente 500 anni fa. Durante la Disputa di Baden del 1526, nella chiesa erano stati allestiti due pulpiti: uno per il campo riformato e uno per quello cattolico. I dibattiti di allora sono considerati un momento chiave nella storia della Riforma in Svizzera.

L’anniversario è stato celebrato con un corteo, una funzione ecumenica e una cerimonia ufficiale. Dalle ore 10 il corteo, composto da circa 300 invitati, è partito dalla chiesa riformata per raggiungere la chiesa cattolica. La sfilata è stata seguita da un numeroso pubblico.

Il presidente della Confederazione Guy Parmelin (UDC) e l’ex consigliera federale Doris Leuthard hanno preso parte al corteo come ospiti d’onore. Erano presenti anche delegazioni del mondo politico e religioso, ex Guardie Svizzere, nonché diverse associazioni, organizzazioni giovanili e corporazioni di Baden.

28 maggio 2026

Disputa di Baden: cattolici e riformati si affrontarono in una disputa verbale

Cinquecento anni fa, la Disputa di Baden tra il campo cattolico e i sostenitori della Riforma segnò una tappa importante nella storia religiosa della Svizzera. Oggi, tuttavia, le Chiese riformata e cattolica commemorano questo anniversario in uno spirito pienamente ecumenico.

Cinque secoli fa, nello stesso luogo, il teologo Johannes Eck e il riformatore Johannes Oecolampadius (Oekolampad) si confrontarono su questioni teologiche importanti. Si discuteva della presenza reale di Cristo nell’eucaristia, del ruolo delle immagini sacre, dell’autorità della Scrittura e della tradizione ecclesiastica. Sul piano formale, la vittoria venne riconosciuta alla parte cattolica, sostenuta dalla maggioranza dei cantoni presenti, ma sul piano pratico la Disputa contribuì a irrigidire le posizioni e ad approfondire la separazione tra territori cattolici e riformati.

Celebrazione ecumenica

Con una sfilata, una funzione ecumenica e una cerimonia ufficiale si è concluso domenica l’anno commemorativo dedicato agli storici dibattiti di Baden. Centinaia di invitati provenienti dagli ambienti politici, religiosi e dalla società civile si sono riuniti nella chiesa cittadina per l’occasione.

Circa 300 ospiti, tra cui il presidente della Confederazione Guy Parmelin e l’ex consigliera federale Doris Leuthard, hanno partecipato ai festeggiamenti che hanno segnato la conclusione dell’anno commemorativo.

Nei loro discorsi, Guy Parmelin e Doris Leuthard hanno collegato il passato alle sfide del presente.

«La Disputa di Baden è stata un momento chiave della nostra storia. Ha avuto conseguenze considerevoli», ha dichiarato il presidente della Confederazione.

Oggi, ha aggiunto, si tratta di accettare le differenze e di trarre forza dai contrasti.

«Viviamo in un Paese in cui oggi posso presentarmi davanti a voi come un vodese libero e non come suddito dei balivi bernesi. E come protestante che ha potuto sposare una donna di confessione cattolica.»

Parmelin ha inoltre sottolineato:

«Molti appelli alla giustizia sono stati ascoltati, al termine di lunghe lotte. Grazie a una riconciliazione interiore. È così che la Svizzera è diventata un Paese stabile e prospero, capace di impegnarsi per la pace sulla scena internazionale.»

Anche Doris Leuthard ha collocato la Disputa di Baden in un contesto più ampio. L’ex consigliera federale ha evocato un mondo in trasformazione, caratterizzato da crescenti tensioni geopolitiche e da una messa in discussione della democrazia e del diritto internazionale. Tuttavia, ha affermato, vi sono motivi per sperare.

Una zuppa di latte

Valori condivisi come l’umanità, il rispetto e la comprensione tra i popoli potrebbero costituire il fondamento di un futuro più pacifico.

«La Svizzera ha qui una missione storica e l’opportunità di svolgere un ruolo importante», ha dichiarato Doris Leuthard.

Per concludere il suo intervento, ha richiamato il celebre «I have a dream» di Martin Luther King. Che si tratti di politica, economia o religione:

«Siamo tutti esseri umani che aspirano a una vita dignitosa.»

Dopo la parte ufficiale, la festa è proseguita sul sagrato della chiesa. Durante l’aperitivo, una squadra di rifugiati dell’Argovia ha servito agli ospiti una “zuppa della pace”, un chiaro richiamo alla celebre “zuppa di latte di Kappel”, simbolo di riconciliazione nella storia svizzera.

Una conclusione particolarmente appropriata per un anniversario celebrato all’insegna della pace e della riconciliazione. (cath.ch/ag/mp/traduzione e adattamento redazionecatt).

News correlate

News più lette