Dal 5 al 15 agosto il Locarno Film Festival torna a illuminare le notti di Piazza Grande, ma non tutti gli sguardi che giudicano i film in concorso appartengono al Festival stesso. Da 53 edizioni, accanto alle giurie ufficiali, lavora in piena autonomia la Giuria Ecumenica delle Chiese cattolica e riformata svizzere, nata nel 1973 come prima giuria di questo tipo in un festival internazionale. Un'istituzione che continua a interrogare il cinema non solo per il suo valore artistico, ma per la sua capacità di parlare all'uomo.
Un premio per la giustizia, la pace e il rispetto
La Giuria Ecumenica valuta esclusivamente i film del Concorso Internazionale, la sezione che assegna il Leopardo d'Oro, e assegna un riconoscimento di 10'000 franchi, messo a disposizione dalle Chiese riformate (EKS) e dalla Chiesa cattolica (RKZ) della Svizzera. Il criterio non è la fede dichiarata dei registi, ma la capacità artistica di un'opera di rendere percepibile una dimensione spirituale e di sensibilizzare il pubblico su valori religiosi e sociali. La premiazione si terrà il 15 agosto allo Spazio Cinema, quando la giuria consegnerà personalmente il riconoscimento ai cineasti scelti.
Chi giudica: quattro sguardi, una bussola
A guidare la giuria 2026 è Viera Pirker, teologa tedesca, docente di pedagogia religiosa e didattica dei media all'Università Goethe di Francoforte, dove dirige il master "Religione – Media – Interculturalità". Formatasi tra Tubinga e Gerusalemme, studia da anni il rapporto tra religione e piattaforme social basate sull'immagine.
Al suo fianco siede Jean-Luc Gadreau, pastore battista francese, conduttore e critico cinematografico, oggi presidente di Interfilm Francia. Juha Rajamäki, teologo e sacerdote finlandese, arriva da una lunga carriera nella comunicazione ecclesiastica, tra regia televisiva e giornalismo. Completa il quartetto Sarah Stutte, giornalista cinematografica svizzera e coeditrice del "Cinema Jahrbuch", unico sguardo di formazione strettamente critico-cinematografica in un collegio a prevalenza teologica.
Il cambio della guardia dietro le quinte
Dopo oltre trent'anni di servizio, Charles Martig ha lasciato lo scorso anno il suo ruolo di delegato. Gli succedono Baldassare Scolari, delegato di Interfilm – dottorato alla LMU di Monaco, oggi docente alla BFH di Berna e a Basilea – e Silvan Maximilian Hohl, delegato di SIGNIS, regista formatosi tra Zurigo e Londra, produttore di due documentari e oggi Senior Account Manager presso l'agenzia Brand Affairs. «Non vediamo l'ora di assistere a grande cinema, a tanti momenti toccanti e a una giuria che si contenda i migliori film», hanno dichiarato i due neo-delegati.
Una voce che resta indipendente
La Giuria Ecumenica è invitata dal Festival ma non ne fa parte: seleziona secondo criteri propri, senza vincoli né dal Festival né dalle altre giurie. Nel 2023 aveva celebrato i suoi primi 50 anni a Locarno con un premio d'onore al regista ungherese István Szabó. Oggi, alla 53ª assegnazione, continua a rappresentare la possibilità che il cinema sia anche luogo di discernimento etico e spirituale.
Il Locarno Film Festival si tiene dal 5 al 15 agosto 2026. Informazioni sulla Giuria Ecumenica su www.ecumenical-jury-locarno.ch.
Culto ecumenico
Nell'ambito del Film Festival di Locarno, la Comunità di Lavoro della Chiese Cristiane nel Ticino (CLCCT), in collaborazione con la Giuria Ecumenica internazionale, offre un momento di preghiera e riflessione ecumenica presso la Chiesa nuova (o dell'Assunta) di Locarno. A predicare sarà il gesuita zurighese Franz-Xaver Heistand, cappellano universitario. Maggiori informazioni al link qui sotto.
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2026
Liturgia