Dopo anni di servizio dedicati alla Facoltà di Teologia di Lugano, il Dott. Antonio Tombolini conclude il suo percorso accademico e professionale per iniziare una nuova stagione della vita con il meritato pensionamento. Direttore editoriale della FTL dal 2001, ha accompagnato con competenza, passione e grande disponibilità la crescita della Facoltà, contribuendo in modo significativo sia alla vita accademica sia allo sviluppo dell’attività editoriale. Per studenti, colleghi e collaboratori è stato negli anni un punto di riferimento prezioso, capace di coniugare rigore intellettuale, attenzione umana e spirito di servizio. La FTL nella sua newsletter lo ha intervistato ripercorrendo con lui, tappe e ricordi significativi di questi anni. Riproponiamo ai lettori l’intervista.
Prof. Tombolini, sono passati circa venticinque anni dal suo arrivo alla Facoltà di Teologia di Lugano: come è iniziata questa avventura alla FTL?
A partire dal 1993 mi era stata affidata la cura dell’edizione italiana dei volumi di AMATECA, la collana di manuali teologici – in sette sezioni e 22 volumi – pubblicata in dieci lingue sotto il coordinamento internazionale dell’Editoriale Jaca Book di Milano e ispirata all’opera e alla teologia di Henri de Lubac e Hans Urs von Balthasar. Nell’aprile del 1995 viene pubblicato il volume n. 12, Il Diritto della Chiesa, di Eugenio Corecco – scomparso esattamente un mese prima – e Libero Gerosa. Da lì nasce l’amicizia con don Libero, che nel 2000, all’inizio del suo primo rettorato alla FTL, mi chiama a Lugano per l’insegnamento dell’italiano e del latino e per iniziare l’avventura editoriale che prenderà il nome di Eupress FTL. In tal modo, tra l’altro, AMATECA avrebbe continuato idealmente il suo corso, confluendo nella nuova produzione di Eupress.
In questi anni ha accompagnato da vicino la crescita della Facoltà. Quali sono stati i cambiamenti più significativi che ha visto nel tempo?
Ho avuto centinaia di studenti, di vari continenti e di diverse lingue; all’inizio non erano in molti a frequentare i miei corsi, poi il numero è aumentato, talora in misura esponenziale, e in parecchi studenti ho potuto vedere come l’apprendimento delle lingue che insegnavo portasse ad appassionarsi sempre di più agli studi filosofici e teologici. E questo ha cambiato e stimolato anche me, per trovare modalità nuove e strumenti più efficaci nell’ambito della mia attività di docente.
Una parte importante del suo percorso è stata legata a Eupress e all’attività editoriale della FTL. Com’è nata questa realtà editoriale e quali erano gli obiettivi iniziali?
Come ho già accennato sopra, Eupress è nata dal sodalizio con don Libero Gerosa, nell’intento di dare visibilità anche a livello editoriale dell’attività e della ricerca svolte dalla nostra Facoltà. Siamo andati come in pellegrinaggio a Friborgo per osservare la realtà delle Éditions Universitaires e chiedere consigli per iniziare la nostra nuova attività editoriale. Così nel 2001 è uscito il primo volume con il marchio Eupress, ad opera appunto di Gerosa.
In oltre venticinque anni di attività editoriale, quali sono stati i momenti più significativi o le sfide più importanti affrontate da Eupress?
Due momenti, tra molti altri, significativi sono stati nel 2004 un riconoscimento per la nostra attività all’interno del Premio Capri San Michele e, in questi ultimi anni, la presenza di molti nostri volumi nella libreria del Meeting di Rimini, che vede ogni anno la partecipazione di centinaia di migliaia di visitatori. Ci sono state pure delle sfide che abbiamo dovuto affrontare, anche a livello tipografico e amministrativo; tuttavia, dopo un momento di impasse, grazie alla nuova partnership dell’editore italiano Cantagalli, a partire dall’anno 2016 i volumi pubblicati possono godere di una promozione e di una distribuzione più precisa e capillare, soprattutto all’interno del mercato italiano, contribuendo così a conferire ulteriore risalto e prestigio agli studi compiuti nella o in collaborazione con la FTL.
Ci sono collane, pubblicazioni o progetti editoriali che considera particolarmente rappresentativi della storia e dell’identità della FTL?
Negli ultimi anni sono stati pubblicati numerosi volumi, in tutto 180 dagli inizi della casa editrice, che spaziano dalla Collana di Mariologia a quella Balthasariana (tra le più caratteristiche della FTL, nella quale appunto si sono sviluppati, tra gli altri, gli studi in questi due ambiti); anche la Collana “Manualia Luganensia” si è arricchita recentemente della sua quinta pubblicazione (nel campo specifico della latinità canonica). La Collana “ISCAB. Serie archeologica”, dopo l’uscita di un secondo volume nel 2018 sulla Terra Sancta, si è arricchita con la prima pubblicazione (un corposo commento al Levitico) della parallela “Serie filologica”. Inoltre, nella Collana “Teologia e spiritualità” è apparso un volume estremamente denso su Aelredo di Rievaulx, che mette in luce in maniera approfondita la personalità di questo grande abate cisterciense. Nel 2020 si è inaugurata la nuova Collana “Maestri ritrovati”, con un volume antologico di alto spessore sull’opera di Charles Péguy, cui è seguita una intensa monografia su Clemente Rebora; sempre nel 2020 ha visto la luce la Collana “Specula – Biblioteca digitale”, nata per dare voce al terzo filone dell’università, quello meno istituzionale della diaconia universitaria; infine nel 2021 ha preso vita la Collana “FTL Doctoral Digital”, mirata ad ospitare studi derivati da tesi di dottorato summa cum laude, in modalità e-book con la possibilità di print on demand. Inoltre non vanno dimenticate le riviste (di cui sono stato fin dall’inizio caporedattore): la Rivista Teologica di Lugano (quadrimestrale), Veritas et Jus (semestrale) e l’Annuario di storia religiosa della Svizzera Italiana, delle quali ho curato la pubblicazione per un totale di 120 numeri circa.
Come è cambiato il mondo dell’editoria accademica e teologica nel corso degli anni, soprattutto con l’evoluzione del digitale?
È una questione estremamente complessa, nel cui merito non è il caso di entrare in questa sede. Posso tuttavia semplicemente osservare, in positivo, che il gusto per il libro cartaceo non si è ancora spento, dato che diversi autori bussano alla nostra porta per pubblicare volumi nel tradizionale formato, da usare anche per l’attività didattica oltre che nell’ambito della ricerca. In ogni caso, nei contratti con i nostri autori, viene sempre previsto il formato e-book, in versione pdf ed e-pub, in aggiunta o in sostituzione del cartaceo. Un esempio concreto che risponde a questa evoluzione si può trovare nella già citata Collana “FTL Doctoral Digital”.
Dietro ogni pubblicazione ci sono sempre storie, incontri e anche qualche imprevisto: c’è un aneddoto editoriale che ricorda con particolare piacere?
Il venerdì santo del 2017 ricevo una telefonata dal Maestro dei novizi del monastero benedettino SS. Pietro e Paolo della Cascinazza, nei dintorni di Milano, il quale mi chiede se posso tradurre e pubblicare con Eupress un corposo volume (560 pagine) di Pierre-André Burton su Aelredo di Rievaulx, abate cisterciense del XII secolo, la cui figura, dice, è di decisiva importanza per la vocazione e la formazione dei suoi novizi. In effetti conoscevo molto bene Aelredo, avendo tradotto la sua Vita dal latino medievale. Tuttavia gli rispondo che è un’impresa assai onerosa, da tutti i punti di vista, e lui dice: «Tu e tua moglie pregate la Madonna del Sacro Monte di Varese», dove proprio in quel momento mi stavo recando. Un paio di mesi dopo, incontro in montagna un amico medico di Milano, al quale racconto della telefonata: subito mi dice che è assolutamente disponibile a coprire le (ingenti) spese per la pubblicazione, poi puntualmente avvenuta nel 2018. Mi preme far notare che Aelredo è conosciuto come il “dottore dell’amicizia” ed è celebre per la sua venerazione verso la Vergine Maria non solo come modello della vita spirituale, ma anche come madre dei monaci. Evidentemente Lei ci ha ascoltato.
Nel corso di questi anni avrà incontrato moltissime persone tra studenti, docenti e collaboratori: c’è un ricordo o un incontro che porta particolarmente nel cuore?
Quando nel 2020 mi sono ammalato di mieloma multiplo, durante la chemioterapia e dopo il trapianto di midollo, una mia studentessa di latino (ex farmacista) mi mandava dei messaggi indicandomi prodotti omeopatici o integratori per alleviare il dolore. Non è una cosa così scontata.
Guardando al percorso compiuto, avrebbe mai immaginato all’inizio che l’attività editoriale della FTL avrebbe raggiunto il livello e la continuità di oggi?
No, assolutamente.
Che messaggio o augurio desidera lasciare alla Facoltà, a Eupress e a chi continuerà il lavoro editoriale nei prossimi anni?
Affido a chi mi succede il tesoro delle esperienze, conoscenze, amicizie che ho fino ad oggi accumulato attraverso la Facoltà di Teologia di Lugano, come patrimonio inestimabile che mi è stato donato e che lascio come eredità preziosa.
Se dovesse riassumere questi venticinque anni alla Facoltà di Teologia di Lugano con una sola parola, quale sceglierebbe e perché?
Passione. Sia come docente sia come direttore editoriale questa parola, o meglio questa attitudine mi ha accompagnato nel lavoro di tutti questi anni e soprattutto mi ha aiutato a superare le mille difficoltà che si incontrano ogni giorno, ad ogni livello. Posso garantire, tra l’altro, che molto spesso è anche contagiosa.
La Facoltà di Teologia di Lugano - nella stessa newsletter - ha espresso al Dott. Antonio un sincero e profondo ringraziamento per i lunghi anni di servizio dedicati alla Facoltà con passione, competenza e grande umanità. “Nel suo duplice ruolo di docente e direttore editoriale, ha accompagnato con intelligenza, dedizione e spirito di servizio la crescita della FTL sin dai suoi inizi, contribuendo in modo significativo allo sviluppo della sua identità accademica e culturale. A lui va la gratitudine dell’intera comunità accademica, insieme ai più sentiti auguri per questa nuova stagione della vita, ricca di serenità, soddisfazioni e nuovi orizzonti”, si legge nel testo.
Fonte: FTL/USI/adattamento redazionecatt