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Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano (26 gennaio 2026)
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  • Papa Leone XIV con i membri della Commissione Tutela dei minori.

    La Commissione Tutela minori in udienza dal Papa: avanti nella missione

    Un’ora di dialogo con Papa Leone XIV, un momento di riflessione, colloquio e rinnovamento “dell'impegno incrollabile della Chiesa per la salvaguardia dei bambini e delle persone vulnerabili”. È quanto si legge nel comunicato della Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori che dà notizia dell'udienza di questa mattina, 5 giugno, nel Palazzo Apostolico con il Pontefice. Un'occasione per continuare il cammino intrapreso “con umiltà e speranza”, secondo la missione che Papa Francesco aveva affidato alla Commissione istituendola nel 2014, nell’intento di sviluppare e promuovere “standard di salvaguardia universali e accompagnare la Chiesa nella costruzione di una cultura di responsabilità, giustizia e compassione”.

    Progetti pilota

    Nel comunicato si fa riferimento a quanto fatto negli ultimi due anni, intraprendendo “un processo di ampia portata per sviluppare una serie di linee guida universali” per la salvaguardia delle persone, “in stretta consultazione con i leader della Chiesa, i professionisti della salvaguardia, i sopravvissuti agli abusi e gli operatori pastorali di tutto il mondo”. Uno sforzo “sinodale” che ha portato a una bozza di quadro, testata e perfezionata attraverso programmi pilota a Tonga, in Polonia, Zimbabwe e Costa Rica che hanno dato alla Commissione preziose indicazioni sulle dimensioni pratiche, culturali e teologiche della tutela. Linee guida – si legge – “profondamente teologiche, radicate nelle Scritture, nell'insegnamento sociale cattolico e nel magistero dei Papi Benedetto XVI, Francesco e Leone XIV” perché generino una vera conversione del cuore e perché la salvaguardia diventi “non solo un requisito, ma un riflesso della chiamata del Vangelo a proteggere gli ultimi tra noi”.

    L'iniziativa Memorare

    Il Papa è stato aggiornato anche sui progressi dell'Iniziativa Memorare, il cui nome è ispirato ad un’antica preghiera alla Beata Vergine Maria, si tratta di un programma di sviluppo progettato per sostenere le chiese locali, in particolare nel Sud del mondo, nei loro sforzi per proteggere i minori e curare le vittime di abusi. Offre una risposta pratica e pastorale all'appello di Papa Francesco affinché ogni Chiesa particolare diventi "il luogo più sicuro di tutti". Con il sostegno finanziario delle Conferenze episcopali, l'Iniziativa Memorare opera attraverso quattro pilastri:

    1. Creare un'infrastruttura di salvaguardia: uffici locali che offrano assistenza alle vittime, garantiscano meccanismi di denuncia e forniscano accesso a servizi legali, psicologici e pastorali.

    2. Prevenzione attraverso l'educazione: fornendo formazione e supporto all'attuazione di protocolli che promuovano ambienti sicuri e una cultura del buon trattamento e del rispetto.

    3. Collaborazione globale: costruendo reti intercontinentali per la condivisione delle conoscenze e l'impegno collettivo, secondo il principio "Una sola Chiesa per la protezione dei minori".

    4. Comunicazione strategica: in modo che le chiese locali comunichino efficacemente, promuovendo la salvaguardia e favorendo la trasparenza.

    Il Rapporto annuale 2024: giustizia di conversione

    La Commissione ha anche aggiornato il Papa sullo sviluppo e sull'impatto del Rapporto annuale, proposto per la prima volta da Papa Francesco nel 2022, che ha lo scopo di valutare la capacità di salvaguardia delle Chiese locali, offrendo raccomandazioni pratiche basate sulle realtà vissute di ogni regione. Il Rapporto annuale di quest'anno presenta un'esplorazione mirata della giustizia di conversione attraverso la lente delle riparazioni. Questo include uno studio pastorale- teologico completo e la raccolta di dati sulle attuali pratiche di riparazione nella Chiesa universale. Un nuovo vademecum sulle riparazioni, frutto delle esperienze vissute dalle vittime e dai sopravvissuti, è in fase di sviluppo per guidare le chiese locali a rispondere con giustizia e compassione.

    Il Rapporto incorpora diversi miglioramenti metodologici, tra cui un gruppo di discussione ampliato sulle vittime e i sopravvissuti, con contributi diretti dei sopravvissuti in tutte e quattro le regioni della Commissione. I dati relativi alla Chiesa a livello nazionale provengono anche dal processo di revisione del Comitato delle Nazioni Unite sui diritti del fanciullo, per rispondere alla crescente richiesta di maggiore trasparenza attraverso dati esterni. La Commissione sottolinea inoltre la collaborazione in corso con i partner delle Nazioni Unite per migliorare l'accesso a dati affidabili sulla prevalenza degli abusi, invitando le istituzioni anche al di fuori della Chiesa a investire in un migliore quadro di raccolta dei dati, per un'azione più basata sulle prove.

    Analisi in 22 Paesi e due congregazioni religiosi

    Il Rapporto di quest'anno fornisce recensioni e osservazioni per 22 Paesi e due congregazioni religiose, tra l’altro identifica le tendenze e le sfide regionali e include una revisione istituzionale del Dicastero per l'Evangelizzazione. L’ultima sezione è dedicata alla metodologia iniziale della Commissione per la revisione dei movimenti laicali, sperimentata in collaborazione con il Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita, con i primi risultati della revisione del Movimento dei Focolari.

    Un invito a tutelare con compassione

    Durante l'udienza, la Commissione ha ribadito il suo impegno all'unità e alla collegialità dei suoi membri. Una lettera firmata da tutti i membri dopo l'Assemblea plenaria del marzo 2025 ha sottolineato la necessità di continuità nel mandato, nella governance e nei metodi di lavoro, affermando l'indipendenza della Commissione e il suo ruolo di consulente di fiducia del Papa. Nel comunicato si esprime gratitudine ai Dicasteri della Curia romana per la loro crescente collaborazione in questo ministero vitale. La speranza è quella di presentare a Leone XIV il Quadro delle Linee Guida Universali definitivo entro la fine dell'anno. Nel frattempo, viene ribadito l'impegno ad ascoltare, a camminare con le vittime e i sopravvissuti e a sostenere ogni comunità ecclesiale nei suoi sforzi per tutelare tutto il popolo di Dio con compassione.

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