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Gio 12 mar | Santo del giorno | Parola rito Romano | Ambrosiano
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    Il cardinale Konrad Krajewski. "I poveri mi hanno insegnato a vivere il Vangelo"

    Risponde al telefono con voce squillante, sereno, gioioso e pronto a partire o meglio a tornare a casa. Il cardinale Konrad Krajewski infatti è stato nominato da Papa Leone arcivescovo Metropolita di Łódź, in Polonia, la sua città. È lì che è nato il 25 novembre 1963, è lì che a 19 anni sceglie di entrare nel seminario diocesano, laureandosi poi in Teologia a Lublino. A 25 anni diventa sacerdote, fiorisce la sua passione per la liturgia tanto da ottenere la licenza al Sant’Anselmo di Roma, diventando poi nel 1999 cerimoniere pontificio al fianco di san Giovanni Paolo II, polacco come lui. Krajewki ha continuato il suo servizio sotto Benedetto XVI e anche con Francesco che il 3 agosto 2013 lo ha nominato Elemosiniere di Sua Santità, il 28 giugno 2018 lo crea cardinale. Una lunga missione per cui, spiega, c’è tanto da ringraziare.

    Per amore della Chiesa

    “Ventotto anni di servizio con 4 Papi – racconta il porporato – sono stato accanto a Giovanni Paolo II nei suoi ultimi sette anni di vita quando era malato. Poi il pontificato di Benedetto XVI quello di Papa Francesco e i 10 mesi di Papa Leone. Ho sperimentato cose diverse perché ogni Pontefice ha donato alla Chiesa qualcosa di nuovo, ognuno con un accento differente”. In piccoli flashback ripercorre la sua missione e l’amore per la Chiesa universale che ha servito “nei suoi migliori anni”. Una crescita umana e spirituale che si è arricchita della vicinanza ai poveri.

    Sul volo di ritorno dalla GMG

    “Quando ho seguito Papa Francesco a Rio de Janeiro per la Giornata Mondiale della Gioventù, ho passato due delle 13 ore di volo ad ascoltarlo. Mi ha spiegato cosa dovevo fare da Elemosiniere, mi chiedeva di dormire con i poveri, di uscire dal Vaticano, di avere sempre a fine giornata il conto vuoto perché tutto era destinato alle opere di carità. Ma c’è una cosa che mi ha sempre accompagnato che Francesco mi ha detto: ‘Se non sai cosa fare chiedi sempre al Signore e chiedi cosa farebbe al posto tuo’”. “Ho anche fatto molti errori – confessa il cardinale – ma l’ho fatto in buona fede e il Papa mi ha sempre capito e perdonato”.

    La nostalgia della Polonia

    Sul nuovo ruolo che lo attende racconta che Papa Leone con delicatezza gli aveva chiesto se voleva andare, se voleva portare tutta l’esperienza maturata nella Chiesa universale in una Chiesa locale. “Ho accettato di buon grado perché il bene della Chiesa nasce con la prossimità ai fedeli. È grande la mia diocesi, ci sono due milioni e mezzo di abitanti, sono pronto a servire”. “Non ho mai lasciato la Polonia,- ammette - sono rimasto sempre tra la gente e avevo anche un po’ di nostalgia”.

    Accanto all’Ucraina

    Ricordando le sue esperienze fa cenno alle sue dieci missioni in Ucraina per soccorrere, a nome del Papa, la popolazione martoriata dalla guerra. Con un sorriso accenna anche agli spari che nel 2022 lo avevano raggiunto fortunatamente senza riportare conseguenze. Ricorda di aver portato personalmente in Ucraina 8 ambulanze o mezzi attrezzati per un pronto intervento. Ricorda i volti sofferenti dei parenti di chi vive a Gaza che incontra nel suo viaggio in Terra Santa nel Natale 2023.

    Il pronto soccorso della carità

    Per i poveri, nel corso di questi 13 anni, “il pronto soccorso della carità” come Krajewski ha più volte definito l’Elemosineria apostolica, ha dato vita a numerose realtà di aiuto e sostegno ai più fragili, su indicazione di Papa Francesco. Nel febbraio 2015 aprono le docce sotto il Colonnato di San Pietro, tanti i volontari che si mettono a disposizione per portare avanti questo servizio che nasce per dare loro dignità, per non avere più lo stigma e l’odore della strada addosso. Ogni giorno sono circa 150 le persone che ne usufruiscono, qui possono ricevere tutto il necessario per lavarsi, anche biancheria pulita, un thè caldo e a metà mattinata un panino. Accanto viene aperta anche una barberia e anche l’Ambulatorio “Madre di Misericordia” a cui recentemente è stato affiancato quello di “San Martino” che Papa Leone ha visitato lo scorso 14 novembre. Due strutture, in cui operano 120 medici, infermieri, tecnici sanitari, farmacisti e volontari, che garantiscono visite mediche specialistiche, cure odontoiatriche, esami di laboratorio e che offrono gratis i farmaci e le terapie necessarie.

    L’assistenza ai poveri trova “casa” in alcuni dormitori che vengono aperti intorno a San Pietro. Il primo è a via dei Penitenzieri, “Dono di Misericordia”, in un locale offerto dai gesuiti e aperto nell’ottobre 2015, nel quale vengono ospitati circa 30 uomini, è gestito dalle suore di Madre Teresa e si affianca al “Dono di Maria”, un dormitorio femminile di circa 50 posti. Nel 2019 l’Elemosineria Apostolica incarica la Comunità di Sant’Egidio di gestire Palazzo Migliori, edificio storico del XIX secolo trasformato in centro di accoglienza per senzatetto, anziani e disabili. Accanto a tutto questo c’è il pagamento di bollette, il sostegno alle famiglie indigenti, un lavoro lungo, silenzioso e provvidenziale.

    I poveri e il Vangelo

    L’ultimo messaggio del cardinale Konrad Krajewski è per i preferiti di Dio, i poveri che lo hanno sempre chiamato “don Corrado” e che con lui hanno fatto viaggi, come a Torino per l’ostensione della Sindone nel 2015, o a mangiare una pizza dopo una giornata al mare, o a scambiare due chiacchiere ma sempre di fretta perché c’era un’urgenza da coprire. “Li devo ringraziare tutti, mi hanno insegnato – dice con leggera commozione - a leggere il Vangelo, a viverlo in un modo nuovo”.

    fonte: vaticannews

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