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La Comunità Shalom accanto ai giovani del vicariato Malcantone-Vedeggio

di Katia Guerra

La festa delle nazioni di fine settembre- con ragazzi e ragazze pronti a mettersi in gioco nella diversità - è stata, per la Comunità Shalom di Bioggio, l’evento di inaugurazione delle attività del nuovo anno pastorale che coinvolgono le nuove generazioni. «Abbiamo partecipato alla GMG di Lisbona, al Giubileo dei giovani a Roma e anche ad altri eventi, e in queste occasioni abbiamo avuto un’ispirazione: quella di collaborare ancora più intensamente con la pastorale giovanile, che è poi all’origine del nostro carisma», ci racconta Lailton Almeida, della Comunità Shalom. «Gesù è un amico che ci sta vicino: è questo il nostro messaggio ai giovani e lo facciamo anche portando la nostra testimonianza. La chiesa ha anche un volto giovane». Shalom è una comunità di vita e alleanza, fondata in Brasile 44 anni fa, presente in Ticino da 25 anni e accoglie donne e uomini, che in varie forme, hanno deciso di dedicare la loro vita a Cristo e a diffondere il Vangelo.

Per ora l’impegno è incentrato soprattutto su incontri nelle parrocchie per presentare l’iniziativa ai parroci e ai giovani. «Inizialmente, pensavamo di concentrarci nell’area della rete pastorale san Provino e poi ci è stato chiesto di estendere la proposta a tutto il vicariato Malcantone-Vedeggio», ci dice Lailton. L’idea è quella di sostenere e far crescere i gruppi giovanili che già esistono, ma anche di aiutare le parrocchie a crearli, laddove non ci siano. Oltre ad accompagnarli nelle loro attività, si prevede di organizzare qualche evento rivolto a tutti, come quello citato all’inizio, con l’obiettivo iniziale di «essere famiglia nella chiesa», per poi facilitare l’avvicinamento o il riavvicinamento dei giovani alle celebrazioni e ai cammini di preghiera. «Il motto di questi eventi è Rise up - alzati- e lo scopo è quello di portare i giovani a partire dai 15 anni a (ri)costruire una propria esperienza personale con Dio». Un percorso che si intende sviluppare per ma soprattutto con le ragazze e i ragazzi, «perché la miglior cosa è proprio che siano i giovani a coinvolgere e avvicinare al Vangelo altri giovani».

È prevista anche la partecipazione alle proposte della pastorale giovanile diocesana.

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