"Ci sono momenti in cui i fatti dell’attualità s’impongono in maniera irresistibile alla nostra coscienza, requisiscono la nostra attenzione, colonizzano le nostre riflessioni comuni e gli scambi, che reciprocamente possiamo avere.Ne sappiamo qualcosa in questi tempi di pandemia; non si parla d’altro! È vero: il nostro discutere a questo proposito si muove spesso in tondo. Raramente si arriva a una svolta decisiva nel corso dei ragionamenti. Eppure, non ci si sazia di commentare e di tentare nuove spiegazioni.Capita anche ai due discepoli in cammino verso Emmaus. Gli avvenimenti di quei giorni a Gerusalemme ossessionano i loro discorsi. Queste due persone non sono più fisicamente là dove tutto è accaduto, ma il loro cuore è come se non fosse mai partito...".
Sono le parole pronunciate questa mattina da mons. Valerio Lazzeri, vescovo di Lugano, nell'omelia della terza domenica di Pasqua. Commentando la vicenda dei discepoli di Emmaus, il Vescovo ha invitato tutti a “cambiare i nostri parametri e i nostri criteri di valutazione, quando ci rendono tristi e verbosi. Torniamo a Gerusalemme, il luogo della fine terrena della storia di Gesù, ma ancor di più quello del suo nuovo sorprendente inizio. La nostra fede e la nostra speranza non potranno più esserci rubate. Rinate per grazia sul terreno più arido e impervio, saranno “rivolte a Dio”, una volta per tutte.”
Una versione online dell’omelia è reperibile al seguente link.