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Leone XIV: solo la pace è santa. Ricostruirla ovunque, non preparare altre guerre

«Dobbiamo ricostruire ovunque la pace, non preparare altre guerre! La guerra non può mai essere fatta in nome di Dio!».

Papa Leone XIV unisce la sua voce a quella dei leader religiosi mondiali che da Assisi, invitati dalla Comunità di Sant’Egidio all’Incontro internazionale Pace disarmata e disarmante, ribadiscono il loro ripudio della guerra che non può “mai essere fatta in nome di Dio”. Nel videomessaggio inviato ai partecipanti, il Pontefice esorta alla preghiera: via e “forza umile dei credenti” per rispondere alla “cultura della potenza”. 

«La preghiera può sembrare debole di fronte alle potenze del mondo, ma è la forza umile dei credenti. Ci rivolgiamo a Dio che dona la pace: tocchi il cuore di chi vuole la guerra e il terrorismo. E non dimentichiamolo: non si prega mai invano!».

LEGGI QUI IL TESTO INTEGRALE DEL VIDEOMESSAGGIO DI PAPA LEONE XIV

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Le conseguenze della globalizzazione

Il desiderio del Pontefice - rimasto in Vaticano per favorire la ripresa dopo l’intervento del 13 ottobre scorso - sarebbe stato quello di poter essere “presso la tomba di San Francesco” per l’importante anniversario dei 40 anni dalla Giornata di Preghiera per la Pace voluta da San Giovanni Paolo II il 27 ottobre del 1986. Un evento, spiega Papa Leone, che sottolineò “il legame intrinseco che unisce un autentico atteggiamento religioso con la viva sensibilità per la pace” e a partire dal quale Papa Wojtyla invitò a “continuare a vivere lo spirito di Assisi”.

«Era, allora, il tempo della “guerra fredda”, uno scenario molto diverso da quello odierno. Dopo il 1989, non pochi sostennero che la globalizzazione avrebbe assicurato al mondo una pace stabile. Purtroppo, come ho scritto nella Magnifica humanitas, si è affidata quasi ciecamente ai mercati la capacità di produrre benessere, democrazia e stabilità, mentre in realtà la globalizzazione non ha generato automaticamente unità e pace, ma ha suscitato reazioni fondamentaliste, identitarie e nazionalistiche».

La pace, ideale comune dei popoli

Di fronte all’accumulo di armi e al diffuso concetto della guerra come strumento di politica internazionale, è necessario ribadire che la pace deve essere obiettivo supremo dell’umanità e che nessuna religione può giustificare violenza, perché, sono ancora le parole di Papa Leone,“non c’è nessuna guerra santa: solo la pace è santa!”

«Proprio in questi tempi di cultura della potenza, c’è bisogno di far crescere lo spirito di Assisi, che è rifiuto della legittimazione religiosa della guerra, spirito di mediazione e dialogo, esperienza contemplativa e azione creativa per un futuro di pace. Sì, perché la pace deve tornare a essere l’ideale comune dei popoli, la stella che guida ogni nostra scelta, il criterio che smaschera l’ingiustizia, l’orizzonte comune di tutte le genti».

Il Papa chiede ai leader religiosi presenti all’incontro della Comunità di Sant’Egidio di ispirarsi all’esempio di San Francesco, di farsi testimoni della necessità di preghiera e dialogo di cui il mondo ha bisogno. L’indicazione è quella di seguire l’impegno chiesto dal cammino di Assisi, ossia quello di “far crescere il clima di dialogo tra i fedeli e nella società, perché al linguaggio dell’arroganza si sostituisca quello della pace, del negoziato, della comprensione”.

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