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Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano (15 gennaio 2026)
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  • Uno dei loghi della visita del Papa a Ginevra

    L'Istituto ecumenico di Bossey, dove Papa Francesco pranzerà a Ginevra

    Il 21 giugno prossimo, dopo la visita alla sede del Consiglio Ecumenico delle Chiese (CEC/WCC), dove con una allocuzione ricorderà i 70 anni dell'organizzazione, Papa Francesco si recherà a pranzo a circa venticinque chilometri fuori Ginevra, presso la sede del Ecumenical Institute at Château de Bossey (Istituto Ecumenico di Bossey), fondato nel 1946 dal primo Segretario del CEC/WCC, il teologo olandese W.A. Visser 't Hooft.

    Per Visser 't Hooft l'idea di fondo era di fare dell'Istituto anche un luogo di pace, verità e riconciliazione per aiutare a sanare le ferite e lacerazioni della guerra che si era appena conclusa. Tanto è così che ai primi corsi dell'Istituto hanno preso parte numerose persone che avevano combattuto in fronti diversi e tra di loro anche ex prigionieri di guerra, deportati e internati nei campi di concentramento.

    Sin dall'inizio l'idea e progetto dell'Istituto era, ed è così tuttora, quello di contribuire alla formazione ecumenica con numerosi programmi accademici, in collaborazione con l'Università di Ginevra e riconosciuti da diverse atenei in giro per il mondo. I primi tre grandi temi trattati nelle sue attività di partenza sono stati: la Bibbia, il mondo e la chiesa universale e di ciò si sono occupati prioritariamente, per volere di W.A. Visser 't Hooft, i suoi primi responsabili.

    L'Istituto che due anni fa ha celebrato i suoi 70 anni, ha visto passare fra i suoi studenti migliaia di laici e religiosi provenienti da tutti i continenti, da tutte le chiese, culture e religioni: vescovi, sacerdoti, pastori, professori universitari, responsabili politici e civili e persino un patriarca ecumenico: Bartolomeo I. L'Istituto ecumenico di Bossey si è infatti distinto fin dalla sua fondazione come "laboratorio di ricerca ecumenica", la cui missione è contribuire alla formazione dei futuri leader dell'ecumenismo. Gli studi e la vita comunitaria, in un ambiente interculturale, interconfessionale e interreligioso, mirano ad aiutare la mediazione e la riconciliazione tra chiese e popoli nel contesto pluralistico di oggi. L'istituto è collegato alla Facoltà di teologia protestante all'Università di Ginevra. L'Istituto ecumenico è aperto al pubblico e ospita seminari e ricevimenti.

    Il Sismografo/red

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