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Lourdes, un luogo che resta nel cuore e in cui nascono amicizie speciali: testimonianze

Carla e Gino Notari sposi da 50 anni

«Alla Grotta per dire grazie alla Madonna»

Ci sono posti che restano nel cuore: per Carla e Gino Notari questo luogo è Lourdes. È qui che si sono conosciuti. Quest’anno al santuario mariano francese hanno ricordato i loro 50 anni di matrimonio. In tutto questo tempo hanno partecipato a gran parte dei pellegrinaggi organizzati dalla Diocesi di Lugano, dapprima come scout, poi come Foulard Bianchi (scout al servizio degli ammalati a Lourdes), pronunciando in seguito la promessa di aiutare il prossimo, in particolare gli ammalati. Un impegno che hanno ampiamente mantenuto, anche quali responsabili, per molti anni, del gruppo Foulard Bianchi. «A Lourdes venivamo quando, su una tratta, si viaggiava ancora con la locomotiva a vapore e quando c’erano i vagoni bianchi per gli ammalati e quelli celesti con i pellegrini» ci racconta Gino. «Per un periodo il pellegrinaggio si svolgeva ogni due anni e si raggiungevano, come partecipazione, numeri sopra il mille. In alcuni anni, in cui la Diocesi non organizzava il viaggio, con un piccolo gruppo di Foulard Bianchi, siamo andati a Lourdes e abbiamo dormito in tenda. Anche i servizi sono cambiati: una volta erano molti di più». L’attaccamento è dimostrato dal fatto che oggi, malgrado la salute fragile, sono a Lourdes con la camicia verde e il foulard bianco, a disposizione, nel limite delle possibilità, degli altri.

«A Lourdes veniamo anche per ringraziare la Madonna per ciò che in tutti questi anni ci ha dato, in particolare i nostri due figli: dopo averne persi due, abbiamo avuto questa grazia», ci confida Carla. Davide, sposato e con un figlio ancora piccolo, e don Marco, che da 15 anni è prete. Carla e Gino hanno accolto con favore il ritorno del viaggio in treno: «Il pellegrinaggio inizia da casa, si crea la comunità già sul treno, mentre con i bus questo non era possibile».

Don Marco è andato a Lourdes per la prima volta che aveva tre anni, naturalmente insieme alla famiglia allargata, con anche i nonni. “Per come, come per i miei genitori, è il luogo degli affetti: qui ho conosciuto molte persone, che ritrovavo di anno in anno e come loro ho fatto la promessa da Foulard Bianco”, ci racconta don Marco. “Nella Santa Messa durante la quale sono stati ricordati gli anniversari è stato speciale questo legame fra quello dei miei genitori e della mia ordinazione. In molti mi hanno chiesto se i miei genitori sarebbero venuti a Lourdes quest’anno viste le difficoltà di salute, io non potevo che immaginarli qui. In ottobre festeggeremo poi il loro cinquantesimo in famiglia”.

Una volontaria a fianco di un’ammalata

«È nata una grande amicizia»

«È il primo anno che vengo a Lourdes. Mia mamma diversi anni fa aveva espresso il desiderio di fare questo pellegrinaggio e in quell’occasione in cui era venuta con mia cognata, non avevo potuto accompagnarla. Poi sei anni fa è venuta a mancare. Mi sono così ripromessa che ci sarei andata come volontaria. E così quest’anno mi sono iscritta», ci dice Maria Pia Borrini. «E ritornerò ancora, perché è un’esperienza non solo bella: è di più».

Le giornate iniziano presto per le infermiere dell’Ospitalità diocesana. Dopo con un momento di raccoglimento, l’attenzione è dedicata agli ammalati. «Io accompagno Anastasjia nelle necessità quotidiane, infatti, lei dalla nascita non può camminare», ci racconta. «Questa ragazza mi ha colpito fin da subito perché mi ha detto che lei di grazie non ne chiede, perché è serena così. E io che porto alla Madonna le mie piccole pene, di cui non dovrei neanche lamentarmi! Sto ricevendo veramente tanto da queste persone». Con Anastasjia, Maria Pia partecipa alle varie attività proposte, come i momenti di riflessione e di preghiera, quelli ricreativi animati anche dai ragazzi con il Foulard Giallo, gli incontri, le Santa Messe e le altre funzioni. «Con lei è nata una grande amicizia: sembra che ci conosciamo da sempre. È una persona speciale, che mi ha arricchito. Siamo in due ad occuparci di lei e si è formato un bel team: non c’è stato nulla che non ha funzionato».

Maria Pia è rimasta impressionata anche dall’organizzazione del pellegrinaggio. «Sembra il meccanismo di un orologio. Ognuno ha il suo compito, tutto funziona perfettamente. C’è un bellissimo clima anche tra tutti i volontari ».

Il pellegrinaggio a Lourdes della Diocesi di Lugano che rientra oggi è guidato da mons. Alain de Raemy. Con lui ci sono anche numerosi sacerdoti e seminaristi ad assicurare l’accompagnamento spirituale per tutti i pellegrini. Gli ammalati sono assistiti dall’Ospitalità diocesana, con infermieri, brancardier, medici, ragazzi con il Foulard Giallo. Sono presenti e pronti al servizio pure gli scout e i Foulard Bianchi.

Pellegrinaggio diocesano a Lourdes 2026

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Pellegrinaggio diocesano a Lourdes 2026

Il pellegrinaggio diocesano a Lourdes torna dal 16 al 22 agosto 2026, guidato dal Vescovo Alain. Aggiornamenti quotidiani su catt.ch. Donazioni al Libro d'Oro ancora possibili per sostenere pellegrini e malati in cammino verso la grotta.

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