Pellegrinaggio diocesano a Lourdes 2026
Il pellegrinaggio diocesano a Lourdes torna dal 16 al 22 agosto 2026, guidato dal Vescovo Alain. Aggiornamenti quotidiani su catt.ch. Donazioni al Libro d'Oro ancora possibili per sostenere pellegrini e malati in cammino verso la grotta.
In cammino verso Maria: torna il "Treno Speciale" per Lourdes in agosto con il Vescovo Alain
A Lourdes per riscoprire il valore dei piccoli gesti. Il valore del volontariato
Pellegrini in partenza dal Ticino per Lourdes, "dove tutto è dono". La loro testimonianza
Un viaggio a Lourdes, nuovamente in treno, carico di speranza e preghiera
A Lourdes per aprire il cuore all'amore di Dio e a quello di Maria
Secondo giorno a Lourdes dedicato ai malati e alla preghiera, illuminata da Maria
A Lourdes, in cammino per condividere gioie e dolori, speranza e fatica
Lourdes: dalla visita del Papa in poi i mosaici di Rupnik saranno definitivamente coperti
Ultimo giorno a Lourdes per i pellegrini ticinesi, per adorare e per ringraziare
Lourdes: il rientro dei pellegrini in Ticino con il treno e l'aereo
Lourdes, un luogo che resta nel cuore e in cui nascono amicizie speciali: testimonianze
A Lourdes non alla ricerca del miracolo ma di un cammino condiviso
Pellegrinaggio diocesano a Lourdes 2026
Il pellegrinaggio diocesano a Lourdes torna dal 16 al 22 agosto 2026, guidato dal Vescovo Alain. Aggiornamenti quotidiani su catt.ch. Donazioni al Libro d'Oro ancora possibili per sostenere pellegrini e malati in cammino verso la grotta.
In cammino verso Maria: torna il "Treno Speciale" per Lourdes in agosto con il Vescovo Alain
Aperte le iscrizioni per il pellegrinaggio diocesano di agosto: torna l'emozione del viaggio in treno. Già 155 gli iscritti, ma c'è posto per 500 persone. Un appello alla solidarietà attraverso il "Libro d’Oro" per sostenere i costi di malati e giovani.
A Lourdes per riscoprire il valore dei piccoli gesti. Il valore del volontariato
In occasione della partenza dei pellegrini ticinesi a Lourdes, proponiamo la testimonianza di Giuseppe Filippini, Presidente dell'Ospitalità diocesana "Nostra Signora di Lourdes", che riunisce le volontarie e i volontari che prestano il loro servizio durante il pellegrinaggio.
Pellegrini in partenza dal Ticino per Lourdes, "dove tutto è dono". La loro testimonianza
Raccogliamo le voci di alcuni pellegrini partenti per il pellegrinaggio diocesano a Lourdes. Enrica Dadò Lepori racconta di come, grazie al servizio prestato agli ammalati, durante il pellegrinaggio sia davvero possibile prendersi cura del proprio spirito. Lucia Leoni, invece, porta la sua testimonianza di volontaria per il quarto anno consecutivo.
Un viaggio a Lourdes, nuovamente in treno, carico di speranza e preghiera
È iniziato il pellegrinaggio della Diocesi di Lugano. Il convoglio, con i 400 pellegrini a bordo, è partito domenica mattina 16 agosto dal Ticino ed è giunto il giorno successivo alle 8 a Lourdes. Durante il viaggio mons. Alain de Raemy ha celebrato anche le Santa Messa.
A Lourdes per aprire il cuore all'amore di Dio e a quello di Maria
Cronaca, riflessioni e foto dal primo giorno del pellegrinaggio della Diocesi di Lugano al santuario mariano francese , con uno finestra sul viaggio in treno, il passaggio dei malati alla Grotta, la Santa Messa di apertura con l'accensione del cero e il ricordo degli anniversari.
Secondo giorno a Lourdes dedicato ai malati e alla preghiera, illuminata da Maria
Messa con Sacramento unzione degli infermi, incontro con e per i malati, liturgia penitenziale, processione con i Flambeaux, Rosario i momenti salienti di questa giornata trascorsa sui luoghi di colei che porta a Gesù.
A Lourdes, in cammino per condividere gioie e dolori, speranza e fatica
La terza giornata del pellegrinaggio diocesano è stata caratterizzata dalla Via Crucis, dalla Messa internazionale, dal passaggio alle piscine, dal Santo Rosario alla Grotta. Inoltre, mons. Alain de Raemy ha tenuto una conferenza sull' enciclica di Papa Leone 'Magnifica humanitas', inno alla dignità umana.
Lourdes: dalla visita del Papa in poi i mosaici di Rupnik saranno definitivamente coperti
Lo ha detto a La Nouvelle République des Pyrénées, mons. Micas, vescovo di Tarbes e Lourdes. Il Papa sarà al Santuario francese a fine settembre, da quel momento in poi i mosaici realizzati dall'ex gesuita e artista sloveno accusato di abusi, saranno definitivamente ricoperti. La decisione è l'ultimo passaggio di un iter iniziato nel 2023.
Ultimo giorno a Lourdes per i pellegrini ticinesi, per adorare e per ringraziare
L'Adorazione del Santissimo Sacramento chiude il pellegrinaggio della Diocesi di Lugano, in una giornata caratterizzata anche dai ringraziamenti a tutti coloro che si sono messi al servizio. Il rientro in Ticino è previsto per sabato 22 agosto, di prima mattina. Sul treno sarà celebrata la Santa Messa.
Lourdes: il rientro dei pellegrini in Ticino con il treno e l'aereo
Sono rientrati in Ticino i pellegrini della diocesi di Lugano che hanno vissuto il pellegrinaggio a Lourdes. Domenica, su catt.ch, pubblicheremo ulteriori testimonianze di questa indimenticabile settimana. Anche i pellegrini in aereo hanno lasciato la Francia alla volta della Svizzera.
Lourdes, un luogo che resta nel cuore e in cui nascono amicizie speciali: testimonianze
Carla e Gino Notari festeggiano 50 anni di matrimonio: si sono conosciuti a Lourdes, dove sono attivi come scout Foulard Bianchi. Maria Pia Borrini ha partecipato per la prima volta come volontaria al pellegrinaggio della Diocesi, dove ha accompagnato Anastasjia.
A Lourdes non alla ricerca del miracolo ma di un cammino condiviso
Le considerazioni di Francesco Muratori, giornalista di "Strada Regina", che ha partecipato per la prima volta al pellegrinaggio diocesano al santuario francese. Il 5 settembre la puntata della trasmissione dedicata a Lourdes
In cammino verso Maria: torna il "Treno Speciale" per Lourdes in agosto con il Vescovo Alain
Il fascino del treno, il calore della condivisione e la meta benedetta di Lourdes. Sono ufficialmente aperte le iscrizioni per il prossimo pellegrinaggio diocesano di agosto, che vedrà i fedeli accompagnati dal Vescovo Alain.
L'entusiasmo è già palpabile: dal 11 febbraio scorso sono già 155 le persone che hanno confermato la loro presenza, tra cui 35 malati. Ma la famiglia del pellegrinaggio può crescere ancora molto, fino a raggiungere la capienza massima di 500 posti.
Un viaggio per tutti: parrocchie, giovani e catechisti
Quest'anno segna il gradito ritorno del treno speciale, un mezzo che da sempre crea un clima unico di preghiera e fraternità sin dalla partenza. La partecipazione è aperta a diverse realtà:
Parrocchie: Possono iscriversi "in blocco", prenotando intere sezioni del treno per viaggiare insieme come comunità.
Giovani: Invitati attraverso la Pastorale Giovanile diocesana.
Catechisti: Coinvolti tramite l'UIRS.
Il "Libro d’Oro": un gesto di cuore
Organizzare un viaggio in treno ha costi significativi, ma la Diocesi vuole garantire che nessuno resti escluso per motivi economici. Grazie al Libro d’Oro, sono già stati raccolti oltre 10’000 franchi per offrire sconti importanti a chi ne ha più bisogno:
Malati: Pagano solo CHF 250 (anziché 650)
Giovani: Pagano solo CHF 300 (anziché 750)
C'è ancora bisogno del sostegno di tutti per coprire la differenza. Chi desidera contribuire e "offrire il viaggio" a un malato o a un giovane può farlo tramite donazione.
Informazioni utili e iscrizioni
Iscrizioni generali: Scrivere a lourdesdiocesilugano@gmail.com o chiamare il numero +41 91 225 41 10.
Settore Giovani: Contattare info@pastoralegiovanile.ch.
Settore Catechisti: Contattare uirs@catt.ch.
Per le donazioni (Libro d'Oro): È possibile donare tramite QR code o tramite IBAN: CH16 0825 2010 1575 C003 C (intestato a Diocesi di Lugano).
“Ritornare a Lourdes insieme è un dono per tutta la nostra comunità”, ci ricorda don Nicola Zanini, del gruppo organizzativo.
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A Lourdes per riscoprire il valore dei piccoli gesti. Il valore del volontariato
di Giuseppe Filippini*
Il pellegrinaggio diocesano ticinese a Lourdes che viene organizzato annualmente, porta nella Cittadella Mariana circa 400 tra pellegrini, malati e volontari che li assistono. Quest’anno gli ammalati sono oltre 40, assistiti da 150 tra infermiere e barellieri membri dell’ «Ospitalità diocesana Nostra Signora di Lourdes», ossia l’Associazione che assicura il trasporto e l’assistenza ai malati durante il pellegrinaggio a Lourdes. Un terzo di essi è alla prima esperienza di pellegrinaggio. Tutti i membri dell’Ospitalità prestano servizio completamente volontario, siano essi medici o personale sanitario professionista e non. Tanti di loro, entusiasti dell’esperienza ritornano gli anni successivi per, come si dice tra i volontari, «ricaricare le batterie».
Lourdes è unica: si tra scorre una settimana diversa, dove i pensieri di tutti i giorni vengono, potremmo dire, sovrascritti dalle emozioni più vere e intime che viviamo generate da quello spenderci per l’altro sull’esempio di Bernadette. «È sufficiente amare!» affermava, e quando il volontario compie gesti di amore si sente immediatamente ripagato da ogni sforzo. Si rimane sempre favorevolmente impressionati dalla testimonianza di servizio che offrono i volontari e del rapporto di confidenza e di amicizia che si instaura durante la pur breve settimana di pellegrinaggio.
Molto spesso, la settimana trascorsa a Lourdes non è un fatto estemporaneo, per molti volontari questa non rimane la sola settimana dedicata al prossimo. Parecchi sono pure attivi in altri ambiti di volontariato o di servizio: parrocchiale, ricreativo, sportivo, politico o altro ancora, e concretizzano l’auspicio di riportare e vivere Lourdes anche nel proprio ambiente quotidiano. Una cosa non così facile, essendo regolarmente coinvolti da mille cose.
A Lourdes si vive una settimana dove l’importante non è solo il «fare» ma soprattutto l’«esserci», per condividere tra di noi e con gli ammalati i momenti intensi che il pellegrinaggio ci permette di sperimentare. Servizio e fede – cuore del pellegrinaggio – ci interrogano nel profondo, soprattutto in un luogo dove si vedono e si vivono concretamente la sofferenza, il sostegno reciproco e la preghiera non solo quale richiesta di una grazia, ma anche di ringraziamento. Quante volte abbiamo pure visto i malati pregare per i sani! Quante volte ci siamo commossi davanti alla sofferenza e all’esempio di coloro che ne sono toccati direttamente, e allora tutto si riordina lungo la strada dei valori della vita. In un mondo dove tutto sta diventando artificiale, inclusi i rapporti umani, un’esperienza come quella che si vi ve a Lourdes ci permette di rimanere ancorati alla realtà odierna e di testimoniare i valori in cui noi crediamo. Quante persone vedendo i volontari che dedicano parte delle loro vacanze al prossimo si chiedono: «Ma chi glielo fa fare? Che senso ha?». Ebbene le risposte le troviamo nel più piccolo gesto di Amore che vediamo offerto al proprio prossimo. Gesti semplici e spontanei che si fanno testimonianza e ci ricordano che «è sufficiente amare!».
*Presidente dell’Ospitalità diocesana «Nostra Signora di Lourdes
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Pellegrini in partenza dal Ticino per Lourdes, "dove tutto è dono". La loro testimonianza
di Laura Quadri
Lourdes non è solo una meta: molto spesso, è anzitutto un intreccio di storie. Sono i vissuti dei tanti pellegrini ticinesi – 410 gli iscritti ad oggi – che decidono di partire in pellegrinaggio assieme a tutta la Diocesi, una volta all’anno, per un’esperienza che poi, spesso, ne segna nei ricordi piacevoli e nella condivisione vissuta anche il rientro a casa e la quotidianità. Tra di loro, e tra le storie di vita da raccontare, ritroviamo quella di Enrica Dadò Lepori: «L’aspetto spirituale è il più importante, ma anche l’ambiente che lo favorisce: a Lourdes so che ci sarà qualcuno che si prenderà cura di me e del mio corpo, così io potrò a quel punto prendermi cura del mio spirito».
56 anni, 30 da insegnante di storia e religione nelle scuole del Cantone e per diversi anni anche responsabile cantonale degli Scout, attraversa da tre anni un periodo molto difficile e delicato, segnato dalla malattia; pellegrina a Lourdes, aspetta con desiderio il momento della partenza, prevista per domenica insieme agli altri partecipanti dal Ticino (vedi box sotto).
Con i pellegrini in attesa della partenza
«Attendo con desiderio ma anche curiosità», puntualizza, «perché mi reco alla Grotta per la prima volta, nonostante in famiglia i miei genitori l’abbiano visitata spesso. Ho maturato la scelta di partire negli ultimi sei mesi e ho poi voluto coinvolgere un’amica, che parteciperà quale volontaria. Potremo così vivere il pellegrinaggio assieme».
«Curare» insieme lo spirito
Tra le attività previste dal programma, «credo che tutte mi daranno qualcosa. Forse qualche anno fa avrei potuto partecipare anche io da volontaria; se ora partecipo da ammalata, però, è con una consapevolezza in più: sono ben seguita, nella mia quotidianità, dal punto di vista fisico e psicologico, ma per la cura dello spirito serve sempre qualcosa in più. Un’attenzione nuova. Nella mia vita ho sempre cercato di coltivare questa dimensione, ma la fede – me lo ha insegnato anche il mondo scout – è un’esperienza anche comunitaria, dove si sperimenta l’autenticità dei vissuti delle persone. In tutte le fasi della malattia, vieni messa in discussione: temi come la sofferenza, la morte, richiedono di incamminarsi in un percorso faticoso. Ma non è la fatica che ti toglie la felicità. Ho sempre avuto una vita faticosa ma felice; così vivo ora quanto sto attraversando ed è la testimonianza che vorrei portare con me a Lourdes. Lungo la settimana, voglio potermi “fermare”, assaporando tutto quello che mi verrà offerto. Tutto è dono. Ogni pellegrino partecipa con le sue aspettative:
spero che tutti possano rientrare anche con qualcosa in più, un’esperienza, un bagaglio personale con cui affrontare l’oggi».
Fede e servizio quotidiano
Tra le volontarie che si prenderanno cura degli ammalati ritroviamo Lucia Leoni di Rivera, 41 anni. Per lei è il quarto pellegrinaggio a Lourdes con la Diocesi, un anno come giovane pellegrina nel gruppo dei foulard bianchi e ora come volontaria: «Nella quotidianità esercito la professione di operatrice sociale, lavoro dunque ogni giorno a contatto con anziani e persone con disabilità visiva o fisica. È un lavoro che mi piace molto e che, grazie al pellegrinaggio a Lourdes, svolgo con ancora più energia. Per me è anche molto bello poter mettere a disposizione il mio tempo conciliandolo con la spiritualità. Sono credente e praticante e donare parte delle mie vacanze per le persone in un contesto religioso, è molto arricchente. A Lourdes posso mettere in pratica le mie conoscenze, e donare agli altri un sorriso e momenti di spensieratezza, nonché crescere spiritualmente», racconta.
In quattro anni di pellegrinaggio, inoltre, «si sono rafforzati i contatti con gli altri volontari, con cui a volte ci si ritrova anche al di là della settimana a Lourdes». Tra questi, organizzati dall’Ospitalità diocesana, «l’incontro di condivisione del pellegrinaggio una volta rientrati, subito dopo il viaggio; i momenti in prossimità del Natale, ai quali partecipano anche gli ammalati e un incontro, di solito a maggio, per una merenda condivisa e la recita del Rosario nel mese mariano. Infine, prima di partire a Lourdes, ci si ritrova con i nuovi volontari. Belle occasioni, che creano molta coesione tra i volontari».
Coesione rafforzata dal fatto, ci ricorda infine Lucia, «che quest’anno è ritornata anche la possibilità di viaggiare fino a Lourdes in treno. Si tratta di un viaggio lungo, ma offrirà la possibilità, sin dai primi istanti, di vivere il pellegrinaggio tutti insieme e conoscerci meglio. Voglio approfittare appieno di questa opportunità.
A tutti auguro di vivere intensamente il pellegrinaggio, con quella gioia che, sono sicura, continuerà a suscitare in noi tutti anche dopo, tornati a casa».
Il programma
È al via domenica 16 agosto il pellegrinaggio diocesano a Lourdes con mons. Alain de Raemy, amministratore apostolico della Diocesi di Lugano. Per coloro che viaggiano in treno, sono previste partenze da Bellinzona alle ore 9.03; da Lugano alle ore 9.49; da Chiasso alle ore 10.45. In treno celebrazione della Santa Messa domenicale. In seguito:
lunedì 17 agosto, arrivo e sistemazione a Lourdes; alle 14 passaggio alla Grotta per i malati, alle 14.30 visita per i pellegrini che lo desiderano al Santuario, alle 16.15 Santa Messa di inizio pellegrinaggio nella Basilica del Rosario e offerta del cero a nome di tutta la Diocesi.
Martedì 18 agosto, alle 8.30 Santa Messa e sacramento dell’Unzione dei malati nella chiesa di Santa Bernadette – lato Carmelo, alle 10.15 foto di gruppo, alle 10.30 il Vescovo e i pellegrini salutano i malati alla Prairie, alle16.30 celebrazione penitenziale nella chiesa di Santa Bernadette – lato Grotta, alle 21 processione aux Flambeaux (in caso di pioggia rimandata al 19 agosto).
Mercoledì 19 agosto, alle 5.45 Via Crucis per volontari e pellegrini, alle 9.30 Santa Messa internazionale nella Basilica San Pio X, al le 10 Santa Messa all’Hospitalet per il Gruppo Sorriso, alle 15 conferenza di mons. de Raemy, alle 18 recita del Rosario alla grotta.
Giovedì 20 agosto: alle 6 incontro con mons. de Raemy, i brancardiers e le infermiere, alle 8.30 Santa Messa alla Grotta con i pellegrini italiani, alle 10.15 visita per i pellegrini che lo desiderano ai luoghi di Santa Bernadetta, alle 15 incontro per pellegrini e catechisti sul tema della malattia - Salle Gerlier, alle 17 processione con il Santissimo Sacramento.
Venerdì 21 agosto rientro con il treno (in viaggio celebrazione della Santa Messa) e sabato l’arrivo in Ticino, nei seguenti orari: alle ore 7 a Chiasso, alle ore 8.14 a Lugano, alle ore 9.20 a Bellinzona.
Contributi e foto, lungo la settimana, su catt.ch.
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Un viaggio a Lourdes, nuovamente in treno, carico di speranza e preghiera
È iniziato domenica mattina, 16 agosto, il pellegrinaggio della Diocesi di Lugano diretto a Lourdes. Sul treno rinnovato dell’UNITALSI erano presenti circa 400 pellegrini fra ammalati, volontari, scout, sacerdoti, seminaristi, insieme al vescovo Alain de Raemy. Passando, via Chiasso, Novara, Ventimiglia, Tolosa è giunto a destinazione lunedì mattina alla 8. Un viaggio in cui si sono potuti intrecciare gli speciali legami che contraddistinguono quest’esperienza e che è stato caratterizzato anche dalla celebrazione della Santa Messa, con qualche imprevisto, ma con tanto entusiasmo per l’opportunità di tornare a pregare ai piedi della Vergine Maria alla Grotta di Lourdes.
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A Lourdes per aprire il cuore all'amore di Dio e a quello di Maria
da Lourdes Massimiliano Pollini
Al mattino del 16 agosto, dopo diversi anni, un treno speciale è partito di nuovo dal Ticino alla volta di Lourdes. Un treno colmo di oltre quattrocento pellegrini, colmo di storie, nomi e volti, ognuno dei quali porta con sé tante preghiere da rivolgere al Signore e alla Beata Vergine Maria per i propri cari e per sé.
Su questo treno portiamo con noi i nomi di tanti, scritti su carta, scritti nei cuori e - last but not least - scritti nei Cieli (Luca 10,20).
Lungo i vagoni risuonano voci di uomini, donne e bambini, voci di un popolo che gioisce, soffre, spera, prega e canta canti popolari in italiano e, da quest'anno, anche in portoghese, grazie alla presenza dei seminaristi della Comunità brasiliana di 'Mar a Dentro', guidati da padre Marcelo.
A metà pomeriggio, durante la Santa Messa domenicale, il Vescovo Alain, meditando sul Vangelo di Matteo (15,21-28), ci ha invitato ad ascoltare e a far nostro il 'Kyrie eleison' che risuonò per la prima volta per bocca della donna Cananèa, la quale disse a Gesù: "Pietà di me, Signore, Figlio di Davide!". Quindi, aggiunse: "Signore, aiutami!". È la preghiera - ha proseguito il Vescovo - dei sacerdoti, delle religiose e dei religiosi che risuona ogni giorno in tutto il mondo: "O Dio, vieni a salvarmi - Signore, vieni presto in mio aiuto".
Siamo arrivati a Lourdes oggi, 17 agosto, poco prima delle 8:00, sotto un cielo velato da nubi biancastre e attraversato da un mormorio di vento leggero. Il Vescovo Alain è passato lungo i vagoni per dare il buongiorno a tutti i pellegrini, invitandoci poi a pregare insieme la preghiera del mattino e ad affidarci alla Beata Vergine Maria.
Nel primo pomeriggio siamo passati in silenzio orante con i malati alla Grotta di Massabielle, radunandoci poi alla Prairie per un momento conviviale, dove il Vescovo ha potuto incontrare ad uno ad uno i malati e conversare a lungo con loro.
Ci siamo poi spostati tutti insieme nella Basilica di Nostra Signora del Rosario, consacrata nel 1901, per celebrare la Santa Messa d'inizio del pellegrinaggio: qui il Vescovo Alain ci ha detto che, nell'apertura del pellegrinaggio, siamo chiamati a chiedere la Grazia di aprire il nostro cuore all'amore di Dio per ciascuno di noi, un cuore aperto come il Sacro Cuore di Gesù, il cuore di Maria e come il cuore di tante donne e tanti uomini che ha avuto occasione di incontrare in queste ventiquattro ore.
Al termine della S. Messa, il Vescovo Alain ha festeggiato e pregato per numerose coppie di sposi nei loro anniversari pluridecennali di matrimonio, per una suora nel suo venticinquesimo anniversario e per sei sacerdoti, dal quinto al quarantesimo anniversario di ordinazione; inoltre - previo intervento scritto del cerimoniere -, abbiamo potuto festeggiare con gioia anche il Vescovo Alain nel suo quarantesimo anno di ordinazione presbiterale!
Infine, ci siamo recati in processione verso la "Cappella delle luci", dove il Vescovo ha acceso e offerto il grande cero a nome di tutta la Diocesi e il popolo di pellegrini ticinesi ha intonato ed elevato con animo filiale il dolce canto del "Salve Regina" alla Madre di Dio e Madre della Chiesa.
Programma del 18 agosto
8:30: Messa e Sacramento dell’unzione dei malati nella chiesa di Santa Bernadette – lato Carmelo
10.15: Foto di gruppo davanti alla Basilica del Rosario
10:30: Il Vescovo e i pellegrini salutano i malati alla Prairie
16.30: Celebrazione penitenziale nella chiesa di Santa Bernadette – lato Grotta
21.00: Processione aux Flambeaux (in caso di pioggia spostata a mercoledì 19 agosto ore 21.00)
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Secondo giorno a Lourdes dedicato ai malati e alla preghiera, illuminata da Maria
da Lourdes, Massimiliano Pollini
La giornata del 18 agosto si è aperta per tutti i pellegrini ticinesi con la S. Messa alle 8:30 nella Chiesa S. Bernardette, durante la quale il Vescovo e i sacerdoti hanno imposto le mani sui malati e gli hanno amministrato il Sacramento dell'Unzione degli infermi.
Quindi ci siamo spostati sul sagrato della Basilica di Nostra Signora del Rosario per la tradizionale foto di gruppo, per poi spostarci verso la 'Prairie' con i malati e i volontari - infermiere e brancardiers - per un gioioso momento di incontro e di saluto con il Vescovo. Al termine di alcuni canti popolari cantati con trasporto e capaci di scaldare il cuore pur trovandoci immersi nell'aria fresca e ombreggiata della Prairie, Rosy ci ha detto: "La musica dell'anima è l'amore".
Nel primo pomeriggio, con un gruppo di volontari abbiamo fatto visita ai luoghi principali del santuario di Lourdes guidati da Massimo, che dal 1991 svolge con dedizione e passione un servizio gratuito presso l'Hospitalité Notre Dame De Lourdes. Massimo ci ha parlato, tra l'altro, dei settantadue miracoli di guarigione acclarati avvenuti a Lourdes, l'ultimo dei quali è stato riconosciuto nel 2025. Abbiamo quindi visitato l'imponente Basilica sotterranea San Pio X, dalla singolare forma di barca rovesciata; qui, presso la cappella laterale, abbiamo sostato alcuni istanti in silenziosa preghiera davanti al Santissimo Sacramento e alle reliquie di santa lldegarda di Bingen, san Bernardo di Chiaravalle, san Giovanni Paolo II e san Pio X.
Dopo una visita al Moulin de Boly, dove Bernardette nacque e visse con la famiglia i primi dieci anni della sua vita, e una breve visita alla Basilica dell'Immacolata Concezione (Basilica superiore), abbiamo partecipato con tutti i pellegrini ticinesi alla Liturgia penitenziale accuratamente preparata per noi: qui il Vescovo Alain, meditando sulle parole di san Pietro nel suo discorso alla folla: "Sappiate che Dio ha costituito Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso!" (Atti 2,36), ci ha detto che, quando saremo pronti, sarà l'occasione di aprire il cuore per sgomberarlo dei nostri peccati davanti al nostro Signore, Cristo Crocifisso, mediante il Sacramento della Confessione. Quando ci apriamo, Chi entra è solo Dio. Se rimaniamo soli con le nostre colpe, queste ci avvelenano dall'interno. Se invece ci confessiamo, Dio entra e viene ad abitare in noi.
Infine, al cader della giornata, abbiamo partecipato alla preghiera del Santo Rosario internazionale camminando in processione lungo la "Esplanade" per poi sostare dinanzi alla facciata della Basilica di Nostra Signora del Rosario e lì ricevere l'ultima benedizione prima del riposo. È ogni volta commovente pregare il Santo Rosario unendo la propria voce e la propria lingua materna alla lingua materna di migliaia e migliaia di persone provenienti da tutto il globo, riunite in questo luogo dall'amore filiale alla Madre di Dio e Madre nostra spirituale. Lei ci porta a Gesù, come bene esprime l'effato scritto nel mosaico posto al di sopra dell'altare della Basilica di Nostra Signora del Rosario: "Par Marie à Jésus".
Programma del 19 agosto
5.45: Via Crucis per volontari e pellegrini
09.30: Messa internazionale nella Basilica San Pio X
10.00: Messa all’Hospitalet per il Gruppo Sorriso
15.00: Conferenza di Monsignor Vescovo alla Sala Giovanni XXIII
18.00: Partecipazione dei malati al Rosario della grotta (in diretta su TV2000)
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A Lourdes, in cammino per condividere gioie e dolori, speranza e fatica
da Lourdes, Massimiliano Pollini
All'alba del 19 agosto siamo ormai entrati nel centro, nel cuore del pellegrinaggio: quest'anno oltre cento pellegrini hanno partecipato alle 5:45 alla Via Crucis che si snoda nel bosco sulla collina situata al fianco del santuario. Quattordici stazioni per meditare e contemplare in spirito di interiore raccoglimento e preghiera comunitaria il Mistero della Passione, Morte e Risurrezione di nostro Signore. Un cammino in salita, non privo di fatiche, iniziato nel buio della notte e del bosco, e conclusosi alle prime luci dell'alba dinanzi al mistero del sepolcro vuoto: "Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è qui" (Marco 16,6). Per questo, al termine della Via Crucis, ci incamminiamo con passo svelto e lieto ognuno ai propri turni di servizio, ognuno in pellegrinaggio, per incontrare di nuovo il Crocifisso Risorto.
In mattinata abbiamo potuto partecipare alla S. Messa internazionale nella Basilica San Pio X insieme a migliaia di fedeli, mentre nel pomeriggio diversi pellegrini hanno potuto effettuare con profonda gioia e pace interiore - come Anastasija - il passaggio e l'immersione nelle Piscine.
Sempre nel pomeriggio, il Vescovo Alain ha tenuto una catechesi sull'enciclica di Papa Leone 'Magnifica humanitas' quale inno alla dignità umana, dignità che precede ed eccede ogni uomo e tutto ciò che egli sa fare e può fare, perché tale dignità ha le sue radici in Cielo, in Dio e nel nostro essere creati ad immagine e somiglianza di Dio Comunione di Persone.
Ci siamo quindi ritrovati tutti insieme per pregare il Santo Rosario delle ore 18:00 presso la grotta di Massabielle, presieduto dal Vescovo Alain.
Infine, dopo cena, al primo piano dell'Accueil, dedicato a Saint Patrick, ci siamo ritrovati in tanti - dai bambini agli adulti agli anziani, chi in piedi ballando e chi in carrozzina suonando l'ukulele - a cantare canti di un popolo che sa amare, sperare, condividere gioie e dolori e, soprattutto, riconoscersi uniti da un comune legame di figliolanza spirituale nei confronti della Beata Vergine Maria, come ben espresso dal canto 'Madonnina dai riccioli d'oro':
"Filo diretto col Paradiso
dona ai malati un conforto, un sorriso. Prega tuo Figlio, digli che noi
siamo Cristiani e siam figli tuoi".
Programma del 20 agosto
06.00: Incontro col Vescovo, i brancardiers e le infermiere
08.30: Messa alla Grotta con i pellegrini italiani
10.15: Visita per chi desidera ai luoghi di santa Bernadetta
15.00: Incontro per pellegrini e catechisti sulla malattia - Salle Gerlier
17.00: Processione con il Santissimo Sacramento. Partenza dalla Prairie
19/08/2026
Secondo giorno a Lourdes dedicato ai malati e alla preghiera, illuminata da Maria
Messa con Sacramento unzione degli infermi, incontro con e per i malati, liturgia penitenziale, processione con i Flambeaux, Rosario i momenti salienti di questa giornata trascorsa sui luoghi di colei che porta a Gesù.
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Lourdes: dalla visita del Papa in poi i mosaici di Rupnik saranno definitivamente coperti
La visita di Leone XIV a Lourdes, a fine settembre, comporterà un cambiamento significativo nel santuario. Quando il Papa arriverà alla basilica di Nostra Signora del Rosario, gli imponenti mosaici di Rupnik che ne rivestono la facciata non saranno più visibili. L’intera facciata sarà ricoperta e decorata appositamente in occasione di questo viaggio apostolico, ha annunciato monsignor Jean-Marc Micas, vescovo di Tarbes e Lourdes, a La Nouvelle République des Pyrénées.
«La venuta del Santo Padre a Lourdes è l’occasione per fare un ulteriore passo avanti su questo tema», ha dichiarato monsignor Micas. «Tutte le opere presenti sulla facciata saranno coperte e poi decorate in relazione al viaggio apostolico di Leone XIV». Le opere dell’ex gesuita Rupnik, accusato di abusi, saranno quindi coperte nel Santuario. Soprattutto, questo cambiamento non sarà limitato ai pochi giorni della presenza del Pontefice. Monsignor Micas ha chiarito che le opere non saranno nuovamente scoperte una volta che Leone XIV sarà ripartito.
«I mosaici resteranno coperti dopo il pellegrinaggio del Santo Padre. Al termine di esso verrà avviata una nuova riflessione. L’attuale commissione sarà ampliata, coinvolgendo in particolare artisti e teologi, per riflettere sul futuro della facciata della basilica».
La decisione annunciata in vista della visita di Leone XIV costituisce una nuova tappa di un processo avviato nel 2023, con la creazione di una commissione incaricata di riflettere sul futuro dei mosaici. Nell’estate del 2024, mons. Micas aveva deciso di non valorizzarli più attraverso i giochi di luce della processione mariana serale. Nel marzo 2025, quelli situati sulle porte d’ingresso della basilica erano stati successivamente coperti.
Con la visita del Papa, ora sarà l’intera facciata a scomparire alla vista. Una scelta alla quale mons. Micas attribuisce una portata che va oltre il solo caso dell’artista sloveno.
“Di opere di Rupnik ce ne sono in tutto il mondo, e alcune sono molto più grandi”, conclude mons. Micas. «Eppure si parla soltanto di quelle di Lourdes... Questo mette in evidenza la dimensione simbolica del messaggio di Lourdes nei confronti delle vittime di violenza sessuale. E ci conferisce quindi una responsabilità unica.»
fonte: agenzie/redazionecatt
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Ultimo giorno a Lourdes per i pellegrini ticinesi, per adorare e per ringraziare
da Lourdes, Massimiliano Pollini
Siamo giunti, il 20 agosto, all'ultima, intensa giornata a Lourdes. Questa mattina alle ore 6:00 il Vescovo Alain ha incontrato i volontari dell'Ospitalità, dicendoci di essere stato lieto delle novità del pellegrinaggio diocesano di quest'anno, tra le quali la presenza dei Seminaristi della Comunità "Mar a Dentro" guidati da padre Marcelo. Ha sottolineato poi l'importanza e la bellezza delle diversità - di caratteri, di "bagaglio" di esperienze vissute, di modi di operare - diversità che è chiamata a diventare un solo Corpo, il Corpo della Chiesa, una unità vissuta "in Cristo" che ci porta a Lui, a partire dal vivere insieme il momento della Santa Eucaristia. Inoltre, il Vescovo Alain ci ha ricordato che il nostro unico compito è essere cristiani fino in fondo, che siamo qui per stare a servizio degli altri, come vuole Gesù: "Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l'avete fatto a me" (Matteo 25,40). Questo incontro mattutino è stato anche l'occasione per ringraziare e festeggiare in particolare una ventina di volontari, dei quali quest'anno ricorre dal decimo al trentesimo (!!!) anniversario di servizio ai pellegrinaggi diocesani a Lourdes.
Questa mattina abbiamo potuto partecipare alla S. Messa presso la Grotta di Massabielle insieme ai pellegrini di lingua italiana e, a seguire, si è svolto il 'Gesto dell'acqua' di Lourdes presso la Prairie. Al pranzo con i malati nel refettorio presso l'Accueil ha partecipato anche il Vescovo Alain che, indossato un grembiule, si è subito messo a servire ai tavoli, in un clima generale di gioiosa festa per la sua visita.
Nella seconda parte della giornata si è svolta poi una Via Crucis presso la Prairie, ben preparata da bambini, ragazzi e animatori del gruppo dei 'Foulard gialli'. Finalmente, con tutti i pellegrini ticinesi abbiamo potuto partecipare all'Adorazione del Santissimo Sacramento insieme a migliaia di fedeli radunati nella Basilica San Pio X - un'occasione favorevole di rara bellezza e intensità per fare esperienza dell'unità del Corpo della Chiesa, adorando il Corpo di Cristo.
Al termine della giornata riaffiorano nel cuore e nella mente tanti eventi carichi di Grazia e di significato vissuti in questo pellegrinaggio mariano, che ci accompagnano nella via del ritorno alle nostre case e nella ripresa dei nostri impegni quotidiani, memori e certi che il 'Sì' della Beata Vergine Maria sostiene ogni nostro 'sì' al Signore e alla Sua chiamata, come è espresso da una bellissima preghiera di Papa san Paolo VI, girata in questi giorni tra i pellegrini:
"O Maria, a te volgiamo il nostro sguardo e ti rendiamo grazie, perché è precisamente nella tua risposta umile e coraggiosa: 'Ecco la serva del Signore; avvenga per me secondo la tua parola', che hai permesso a Dio di farsi uomo. Dona anche a noi, o Maria, di rispondere ogni giorno alla chiamata del Signore con un 'Sì' umile e forte, affinché la nostra povera vita possa diventare, per la potenza del tuo Figlio e per l'azione dello Spirito Santo, un luogo dove Dio dimora e uno strumento per la salvezza di tutti".
Rientro in Ticino
L’arrivo del treno è previsto sabato 22 agosto a Chiasso alle ore 7, a Lugano alle ore 8.14 e a Bellinzona alle ore 9.20.
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Lourdes: il rientro dei pellegrini in Ticino con il treno e l'aereo
Il pellegrinaggio dei ticinesi era iniziato domenica mattina, 16 agosto, con il treno diretto a Lourdes e si è concluso con il viaggio di rientro, terminato il 22 agosto al mattino con l’arrivo in Ticino. Anche i pellegrini in aereo hanno lasciato la Francia. Sul treno rinnovato dell’UNITALSI erano presenti circa 400 pellegrini fra ammalati, volontari, scout, sacerdoti, seminaristi, insieme al vescovo Alain de Raemy. Passando, via Chiasso, Novara, Ventimiglia, Tolosa è giunto a destinazione lunedì mattina alla 8. Un viaggio in cui si sono potuti intrecciare gli speciali legami che contraddistinguono quest’esperienza e che è stato caratterizzato anche dalla celebrazione della Santa Messa, sia nel viaggio di andata che in quello di ritorno. Il resto della settimana è stato raccontato dalle cronache puntuali e fotogallery di catt.ch da Lourdes. Nella giornata di domenica 23 agosto verranno ancora proposte le ultime testimonianze e considerazioni di questa indimenticabile esperienza.
Immagini dal viaggio di rientro in treno
La redazione ringrazia per le foto, in particolare, Carlo Carbonetti e per le cronache da Lourdes Massimiliano Pollini.
redazionecatt
Visita anche: il dossier di catt.ch dedicato a Lourdes
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Lourdes, un luogo che resta nel cuore e in cui nascono amicizie speciali: testimonianze
Carla e Gino Notari sposi da 50 anni
«Alla Grotta per dire grazie alla Madonna»
Ci sono posti che restano nel cuore: per Carla e Gino Notari questo luogo è Lourdes. È qui che si sono conosciuti. Quest’anno al santuario mariano francese hanno ricordato i loro 50 anni di matrimonio. In tutto questo tempo hanno partecipato a gran parte dei pellegrinaggi organizzati dalla Diocesi di Lugano, dapprima come scout, poi come Foulard Bianchi (scout al servizio degli ammalati a Lourdes), pronunciando in seguito la promessa di aiutare il prossimo, in particolare gli ammalati. Un impegno che hanno ampiamente mantenuto, anche quali responsabili, per molti anni, del gruppo Foulard Bianchi. «A Lourdes venivamo quando, su una tratta, si viaggiava ancora con la locomotiva a vapore e quando c’erano i vagoni bianchi per gli ammalati e quelli celesti con i pellegrini» ci racconta Gino. «Per un periodo il pellegrinaggio si svolgeva ogni due anni e si raggiungevano, come partecipazione, numeri sopra il mille. In alcuni anni, in cui la Diocesi non organizzava il viaggio, con un piccolo gruppo di Foulard Bianchi, siamo andati a Lourdes e abbiamo dormito in tenda. Anche i servizi sono cambiati: una volta erano molti di più». L’attaccamento è dimostrato dal fatto che oggi, malgrado la salute fragile, sono a Lourdes con la camicia verde e il foulard bianco, a disposizione, nel limite delle possibilità, degli altri.
«A Lourdes veniamo anche per ringraziare la Madonna per ciò che in tutti questi anni ci ha dato, in particolare i nostri due figli: dopo averne persi due, abbiamo avuto questa grazia», ci confida Carla. Davide, sposato e con un figlio ancora piccolo, e don Marco, che da 15 anni è prete. Carla e Gino hanno accolto con favore il ritorno del viaggio in treno: «Il pellegrinaggio inizia da casa, si crea la comunità già sul treno, mentre con i bus questo non era possibile».
Don Marco è andato a Lourdes per la prima volta che aveva tre anni, naturalmente insieme alla famiglia allargata, con anche i nonni. “Per come, come per i miei genitori, è il luogo degli affetti: qui ho conosciuto molte persone, che ritrovavo di anno in anno e come loro ho fatto la promessa da Foulard Bianco”, ci racconta don Marco. “Nella Santa Messa durante la quale sono stati ricordati gli anniversari è stato speciale questo legame fra quello dei miei genitori e della mia ordinazione. In molti mi hanno chiesto se i miei genitori sarebbero venuti a Lourdes quest’anno viste le difficoltà di salute, io non potevo che immaginarli qui. In ottobre festeggeremo poi il loro cinquantesimo in famiglia”.
Una volontaria a fianco di un’ammalata
«È nata una grande amicizia»
«È il primo anno che vengo a Lourdes. Mia mamma diversi anni fa aveva espresso il desiderio di fare questo pellegrinaggio e in quell’occasione in cui era venuta con mia cognata, non avevo potuto accompagnarla. Poi sei anni fa è venuta a mancare. Mi sono così ripromessa che ci sarei andata come volontaria. E così quest’anno mi sono iscritta», ci dice Maria Pia Borrini. «E ritornerò ancora, perché è un’esperienza non solo bella: è di più».
Le giornate iniziano presto per le infermiere dell’Ospitalità diocesana. Dopo con un momento di raccoglimento, l’attenzione è dedicata agli ammalati. «Io accompagno Anastasjia nelle necessità quotidiane, infatti, lei dalla nascita non può camminare», ci racconta. «Questa ragazza mi ha colpito fin da subito perché mi ha detto che lei di grazie non ne chiede, perché è serena così. E io che porto alla Madonna le mie piccole pene, di cui non dovrei neanche lamentarmi! Sto ricevendo veramente tanto da queste persone». Con Anastasjia, Maria Pia partecipa alle varie attività proposte, come i momenti di riflessione e di preghiera, quelli ricreativi animati anche dai ragazzi con il Foulard Giallo, gli incontri, le Santa Messe e le altre funzioni. «Con lei è nata una grande amicizia: sembra che ci conosciamo da sempre. È una persona speciale, che mi ha arricchito. Siamo in due ad occuparci di lei e si è formato un bel team: non c’è stato nulla che non ha funzionato».
Maria Pia è rimasta impressionata anche dall’organizzazione del pellegrinaggio. «Sembra il meccanismo di un orologio. Ognuno ha il suo compito, tutto funziona perfettamente. C’è un bellissimo clima anche tra tutti i volontari ».
Il pellegrinaggio a Lourdes della Diocesi di Lugano che rientra oggi è guidato da mons. Alain de Raemy. Con lui ci sono anche numerosi sacerdoti e seminaristi ad assicurare l’accompagnamento spirituale per tutti i pellegrini. Gli ammalati sono assistiti dall’Ospitalità diocesana, con infermieri, brancardier, medici, ragazzi con il Foulard Giallo. Sono presenti e pronti al servizio pure gli scout e i Foulard Bianchi.
DOSSIERS
Pellegrinaggio diocesano a Lourdes 2026
Il pellegrinaggio diocesano a Lourdes torna dal 16 al 22 agosto 2026, guidato dal Vescovo Alain. Aggiornamenti quotidiani su catt.ch. Donazioni al Libro d'Oro ancora possibili per sostenere pellegrini e malati in cammino verso la grotta.
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COMMENTO
A Lourdes non alla ricerca del miracolo ma di un cammino condiviso
da Lourdes Francesco Muratori
A Lourdes sono arrivato con molte domande e con la voglia di capire che cosa spinge tante persone della Diocesi di Lugano a salire su un treno e affrontare un viaggio così lungo. Non cercavo una conversione e nemmeno una risposta già pronta. Volevo semplicemente osservare, ascoltare e provare a capire.
La prima cosa che mi ha colpito è stata la naturalezza con cui, sul treno, persone che spesso non si conoscevano hanno iniziato a condividere tutto: il pranzo, una battuta, una preghiera, un silenzio. In poche ore si è formata una comunità.
A Lourdes ho incontrato pellegrini venuti per chiedere, altri per ringraziare, altri ancora perché non sapevano più bene che cosa fare. Ho visto volontarie occuparsi dei malati con una pazienza quasi disarmante. Spingere una carrozzina, sistemare una coperta, accompagnare qualcuno alla Grotta: gesti semplici, ripetuti per tutta la giornata. E proprio nella loro semplicità, forse, c’era qualcosa di importante.
Ho parlato con persone malate che non sono venute a chiedere un miracolo. Alcune cercavano la guarigione, naturalmente. Altre cercavano la forza per affrontare quello che le aspettava. Altre ancora volevano soltanto sentirsi, per qualche giorno, come tutti gli altri. A Lourdes la malattia non scompare, ma almeno non viene nascosta. Sta in mezzo alle persone, insieme alle carrozzine, alle barelle, alle paure e ai sorrisi.
Ho ascoltato anche il vescovo Alain, i sacerdoti e chi accompagna questo pellegrinaggio. Le domande erano dirette: che cosa significa credere, dove finisce la fede e comincia l’illusione, che responsabilità ha la Chiesa davanti alla sofferenza. Le risposte non sono state sempre definitive. E forse è giusto così.
La sera, davanti alla Grotta, ho visto persone in silenzio, con una candela in mano.
Nessun effetto speciale, nessuna certezza improvvisa. Solo uomini e donne che, per qualche minuto, hanno smesso di correre e hanno lasciato spazio a un vuoto da non dover riempire per forza.
A Lourdes non ho trovato quello che pensavo di cercare. Ho trovato persone che si aiutano senza sapere se potranno cambiare davvero la vita degli altri. Ho visto la fede nei gesti, più che nelle parole. E ho capito che, qualche volta, il miracolo non è ottenere ciò che si chiede. È non sentirsi soli mentre lo si chiede.
Questo e molto altro lo vedrete a «Strada Regina» il 5 settembre alle 18.35 su RSI LA1, nella prima puntata della nuova stagione.
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