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Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano (13 gennaio 2026)
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  • Ordinazini presbiterali: la gioia di appartenere a Cristo

    Sabato 2 giugno: giorno di festa per la Diocesi di Lugano, ma pure di stupore, come ben sottolineato dal Vescovo Valerio. Stupore per la ricchezza della chiamata da parte del Signore. Per la prima volta dalla sua riapertura dopo l’avvenuto restauro,  la cattedrale di San Lorenzo ha accolto tre giovani che, per l’imposizione delle mani del vescovo Valerio, del vescovo Pier Giacomo  e dei tanti concelebranti, sono diventati presbiteri al servizio della Chiesa di Dio che à Lugano. I tre candidati (Carlo Vassalli, 1984,  di Riva San Vitale del Seminario San Carlo di Lugano; Nazario Blandamura, 1989, nato a Castallaneta-Taranto e Davide Matassa, 1987, nato a Torino, del Seminario Redemptoris Mater di Melano)  sono stati presentati al Vescovo dai rispettivi Rettori, Mons. Claudio Mottini e Don Mario Trulio. Chiamati per nome hanno detto  il loro “eccomi”: parola forte e chiara, che diveniva sintesi  di un serio cammino di formazione, facendo l’esperienza del Signore Gesù e quindi celebrarlo e testimoniarlo lungo la strada della rispettiva missione. Con altrettanta chiarezza alle domande poste loro dal Vescovo hanno detto “prometto” e “sì, lo voglio”: generose risposte ad una chiamata che dona significato profondo alla stessa esistenza. Con loro e per loro i molti i fedeli presenti in San Lorenzo hanno invocato i santi, mentre su Carlo, Nazario e Davide, prostrati in atteggiamento di umiltà e accoglienza,  passava la forza di Dio. 

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    “Il Signore chiama e continua a chiamare;  continua a credere che siamo capaci di rispondergli con la nostra vita”, ha sottolineato il Vescovo, aprendo l’omelia e richiamando “la fiducia di poter ricevere da Lui la forza di fare della nostra esistenza qualcosa di grande”. Ha ricordato ai tre giovani l’importanza di “stare sempre con il Signore  in un rapporto di comunione estensivo ad ogni istante”. Li ha invitati a “rimanere nel suo amore, attingendo alla sua misericordia”, li ha incoraggiati, perché “non sarete mai soli”, infatti “in ogni momento potrete fare riferimento a Lui”. Con l’abbraccio dei due Vescovi e dei concelebranti sono stati accolti per sempre nella  fraterna famiglia del presbiterio diocesano.

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    Al termine, prima della  benedizione finale, Mons. Valerio ha richiamato la bellezza dello stupore; ha ringraziato genitori,  famigliari e amici dei tre nuovi presbiteri per averli accompagnati con affetto; ha espresso gratitudine a quanti li hanno seguiti nel loro cammino di formazione.

    Sul sagrato i fedeli li hanno accolti con un festoso applauso, mentre le campane di San Lorenzo annunciavano che qualcosa di grande, di sublime ed eterno era avvenuto in quel breve spazio di tempo, arricchendo la nostra Chiesa luganese di tre nuovi e generosi operai della Vigna, chiamati per annunciare, celebrare, testimoniare la Salvezza.

     

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