Dopo il clamore suscitato dalle varie illazioni dopo l'intervista di Pietro Orlandi, a proposito della mai chiarita scomparsa della sorella nel 1983, interviene il segretario di Stato Vaticano Pietro Parolin sulla riapertura del caso da parte della Santa Sede: «Siamo molto sorpresi che non vi sia stata collaborazione perché questo avevano chiesto: allora perché adesso tirarsi indietro in maniera così brusca? Il nostro intento è quello di arrivare veramente a chiarire. Ho visto che ci sono state anche critiche all’iniziativa del Pontefice ma l’idea della Santa sede è proprio quella di arrivare a chiarire, vedere quello che è stato fatto nel passato sia da parte italiana, sia da parte vaticana e vedere se c’è qualcosa ancora che si può fare di più sempre con questo scopo, arrivare a chiarire, credo che lo si debba innanzitutto alla mamma che è ancora viva e soffre molto, lo facciamo con le migliori intenzioni».
Il cardinale ha ribadito che, anche dopo le affermazioni di Pietro Orlandi su Wojtyla, le indagini sulla scomparsa della sorella di Orlandi andranno avanti. Nel frattempo Pietro Orlandi ha dichiarato di non aver voluto tirare in ballo papa Wojtyla. Comunque sia, restano gravi le affermazioni riportare nell'ambito della trasmissione TV a cui Orlandi ha partecipato una settimana fa. Da quanto appreso dallo stesso Orlandi queste illazioni sono attribuibili a tale Marcello Neroni, oggi ultra ottantenne. Si tratta di di dichiarazioni del 2009. Questo personaggio che è stato accusato di essere un esponente della Banda della Magliana. Secondo le accuse dell’epoca era collegato al gruppo dei testaccini, che all’epoca faceva capo ad Enrico De Pedis e a Danilo Abbruciati. Sarebbe stato socio di Renatino in una società di slot machine nel quartiere Prati di Roma. Neroni è stato arrestato per la prima volta nell’ambito dell’operazione Colosseo, la prima retata contro la Bandaccia. Ma in seguito la sua posizione fu archiviata.
Fonte: agenzie
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