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Premio Ratzinger 2026 al teologo americano John Cavadini, studioso di sant'Agostino

Sarà Papa Leone XIV a consegnarlo di persona, il 19 dicembre nel Palazzo Apostolico. Il Premio Ratzinger 2026 va a John C. Cavadini, professore di Teologia all'Università di Notre Dame, nell'Indiana, studioso dei Padri della Chiesa e di sant'Agostino in particolare. Lo ha scelto il Comitato scientifico della Fondazione vaticana Joseph Ratzinger-Benedetto XVI, che martedì ha presentato anche le iniziative per il centenario della nascita di Benedetto XVI.

Uomo di Chiesa e di accademia

Cavadini insegna a Notre Dame dal 1990 e fino a quest'anno ha diretto il McGrath Institute for Church Life. Come modello indica Origene di Alessandria, teologo del III secolo che voleva essere un vir ecclesiasticus, un uomo di Chiesa. «A Notre Dame ho potuto vivere la mia vocazione come uomo di Chiesa e, al tempo stesso, come uomo dell'Accademia. Sono particolarmente grato per questo premio perché riconosce questi due aspetti della mia vocazione di teologo».

Con Ratzinger c'è anche un incontro personale: nel dicembre 2012 fu lui a consegnargli la raccolta di saggi con cui Notre Dame ne festeggiava gli 85 anni. È il terzo docente dell'ateneo premiato, dopo il gesuita Brian E. Daley (2012) e Cyril O'Regan (2024).

Da Agostino a Francesco

Don Roberto Regoli, presidente della Fondazione, insiste sull'ampiezza del suo lavoro: il docente «è esperto soprattutto dei padri della Chiesa, specialmente di sant'Agostino, ma si è occupato anche della teologia dei nostri giorni. Ha scritto molto su Benedetto XVI e sulla teologia di Francesco». E aggiunge: «È una persona impegnata intellettualmente e pastoralmente».

È il trentaduesimo premiato dal 2011. Un anno fa il riconoscimento, aperto anche ad arte e musica, era andato al direttore d'orchestra Riccardo Muti.

Novembre tra Minnesota e Nairobi

Il primo appuntamento è dal 2 al 4 novembre alla Saint Mary's University del Minnesota, con il simposio «La bellezza ci salverà: meraviglia e speranza nelle opere di Joseph Ratzinger-Benedetto XVI». Il professor Pierluca Azzaro, segretario esecutivo della Fondazione, lo collega a un'intuizione del Papa tedesco: «il pericolo di una frattura tra possibilità tecniche ed energia morale». Subito dopo, dal 4 al 6, la diocesi di Winona-Rochester e il gruppo editoriale Word on Fire discuteranno di «Joseph Ratzinger e le sue fonti».

Dal 18 al 21 novembre si va a Nairobi, alla Tangaza University. Qui il tema è l'Africa: «Papa Ratzinger [...] era convinto che l'Africa, con tutti i suoi problemi, con tutte le sue difficoltà, possedesse quella riserva di energia morale» capace di far rifiorire la Chiesa in Occidente.

Il 16 aprile a San Pietro

Nel 2027 Roma ospiterà un grande convegno con la Gregoriana, l'Angelicum, la Lumsa e l'Università Cattolica. Spazio anche alla musica: «L'anno prossimo [...] sarà un anno di grandi concerti e anche di grandi celebrazioni liturgiche», anticipa Azzaro. Il 16 aprile, cento anni esatti dalla nascita a Marktl, in Germania, Messa nella Basilica di San Pietro.

Docenti e studenti «come la stessa ciurma in una medesima nave affinché non perda la rotta»: così Azzaro descrive l'università che Benedetto XVI aveva in mente. Il 19 dicembre il premio andrà a chi su quella nave è salito nel 1990 e non è più sceso. Il centenario prova ora a imbarcarne altri.

fonte: vaticannews / catt.ch

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