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Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano (28 gennaio 2026)
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  • «Ruminatio sinodale»: dentro la compagnia degli addii

    Ad un tratto si resta sospesi, come una nota sola nel suo suono prolungato per un tempo non ancora ben chiaro. Più che per aria, si resta sospesi dentro se stessi, nella lunghezza di un respiro, nel viaggio di un pensiero, nella intensità di uno sguardo. È sospensione di movimento e di voglia di andare un passo oltre, perché è nell’adesso e nel qui che tutto si sta definendo e giocando per l’ultima volta.

    È un po’ come quando restiamo lì, aggrappati al ricciolo del punto interrogativo di una domanda che abbiamo fatto, in attesa di una risposta che sempre di più sentiamo non arrivare mai; come quando fissiamo a lungo e ripetutamente lo schermo del telefonino e vediamo che la spunta a un nostro messaggio non compare ancora, forse mai più. E le risposte ci mancano alla conta di un dialogo rimasto aperto, sospeso, ora interrotto, e forse per sempre. Si resta lì, in attesa, in stato di mancanza, proprio dentro la concretezza di un addio non capito, non previsto, perché neppure immaginato.

    Non cercati, non scelti, ogni istante difficili da accettare, gli addii sono addii dai mille risvolti: niente più auguri di Natale, di Capodanno, di buon compleanno, di felice anniversario... niente scambio di sguardi e di sorrisi, di messaggi e di pensieri, parole che vanno e che vengono piene di affetto e di amicizia, neppure più il suono sinuoso di una voce... ogni traccia dell’altro si elimina e tutto evapora e tutto diventa concretezza di un addio per davvero. E benché molti cercano in altre persone ciò che hanno perduto per sempre, l’amore, in nessuno troveranno l’amore che è rimasto al di là di un addio.

    Quanto è vero che gli addii sono sempre per coloro che amano solo con i loro occhi, perché per chi è arrivato ad amare con il cuore e con tutta la sua anima non esiste separazione, bensì la celebrazione di addii che possono diventare compagnia, perché continueranno ad abitarci dentro, perché ogni addio si rivestirà del valore della sua sacralità e perché da sempre un addio è per sempre.

    Don Sergio Carettoni

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