Consenso Cookie

Questo sito utilizza servizi di terze parti che richiedono il tuo consenso. Scopri di più

Vai al contenuto
Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano (28 gennaio 2026)
Advertisement
  • «Ruminatio sinodale»: lontano dalla rissa delle lingue

    Basta un pensiero, anche se piccolo, per fare scoccare subito una scintilla dentro o attorno a noi. Basta anche solo una mezza parola per accendere tra le persone emozioni di dolcezza e di empatia, oppure fuochi difficili poi da gestire; così come basta un gesto non voluto, non cercato, per ritrovarsi nella vita un po’ di tutti un segno importante e indelebile, a volte difficile anch’esso da gestire e da dimenticare.

    Che si tratti di qualcosa di buono, positivo, bello, oppure il loro esatto contrario, sappiamo benissimo che pensieri, parole e azioni attingono e trovano alimento dentro l’humus di bene e di male che sta nel profondo del nostro esistere di persone, nella responsabilità delle parole.

    Dentro ogni esperienza quotidiana, caratterizzata dai suoi piccoli frammenti di reciprocità, assume un ruolo unico la forza della comunicazione, tanto che non possono mancare quelle parole capaci di accendere sentieri di luce anche dentro le più diverse, perché originali in ciascuno, esperienze di tenebra e di male. Alla fine, siamo un po’ tutti fatti così, sbilanciati ora verso il bene, il positivo, ora verso qualcosa di negativo, difficilmente padroni al 100% di noi stessi e di tutto quello che ci capita.

    Eppure, c’è qualcosa che potremmo gradualmente imparare a gestire – l’uso della lingua – la capacità cioè di un linguaggio che sempre più si riveste di espressioni di bontà, di tenerezza, di delicatezza. Scegliere ogni volta l’esatto contrario di quando le lingue duellano tra loro, di cattiveria in cattiveria, fino a diventare, le lingue, strumenti che feriscono, che lacerano e, talvolta, uccidono l’identità di una persona.

    Quale scelta, allora, se non quella di prendere le distanze dalla rissa delle lingue? Quale espressione di vera responsabilità verso il valore del proprio bene e del bene altrui scegliere di percorrere intensi sentieri di pace, affinché l’uso delle parole possa aprire le menti e i cuori e costruire ponti di comunione? Affinché una sola parola resti per sempre, quella che esprime l’amore del cuore.

    Don Sergio Carettoni

    News correlate

    Giubileo delle équipe sinodali: Roma accoglie duemila delegati da tutto il mondo. Presente anche il Ticino

    Dal 24 al 26 ottobre oltre duemila membri delle équipe sinodali parteciperanno a Roma al Giubileo dedicato alla fase di attuazione del Sinodo. Tra loro una ventina di delegati svizzeri, tra cui 5 rappresentanti della diocesi di Lugano.

    Eugenio Corecco, profeta della Chiesa sinodale

    Nel 30° anniversario della morte di mons. Eugenio Corecco, un’edizione speciale del Bollettino ne celebra l’eredità profetica: la visione della Chiesa come comunione, il valore dei carismi e un diritto canonico della grazia, temi oggi centrali nel cammino sinodale della Chiesa. Sabato 11 ottobre la giornata degli Amici a Breganzona-Lucino con P. Mauro Lepori.

    Alcune sfide aperte dal Sinodo a favore di una piena corresponsabilità

    Il cardinale Coccopalmerio, a Lugano per ricordare mons. Corecco, riflette sul futuro sinodale della Chiesa: più partecipazione, dialogo e corresponsabilità. Propone consigli pastorali obbligatori e voto deliberativo per una vera sinodalità guidata dallo Spirito.

    La Rete pastorale «Madonna della Fontana» del locarnese tra gli esempi di sinodalità

    «Un cammino di ascolto reciproco, per nuove modalità di essere comunità»

    «Ruminatio sinodale»: Ut unum sint

    Settimo tema: «Cristiani ecumenici». Continua la riflessione di don Sergio Carettoni sui temi sinodali.

    «Ruminatio sinodale»: Che ci sia un inizio, ma anche una fine

    Settimo tema: «Cristiani ecumenici». Continua la riflessione di don Sergio Carettoni sui temi sinodali.

    News più lette