Consenso Cookie

Questo sito utilizza servizi di terze parti che richiedono il tuo consenso. Scopri di più

Vai al contenuto
Parola del giorno rito Romano | Ambrosiano (28 gennaio 2026)
Advertisement
  • Speranza cristiana: un dibattito a Lugano con mons. Alain de Raemy

    In un tempo segnato da incertezze e inquietudini, il Centro Culturale della Svizzera Italiana, in collaborazione con la Diocesi di Lugano, promuove un incontro di riflessione sulla speranza, in occasione del Giubileo indetto da papa Francesco. L’evento, intitolato «Qualcuno ci ha mai promesso qualcosa? E allora perché attendiamo?», si terrà martedì 25 febbraio alle 20.45 nella Sala B del Palazzo dei Congressi di Lugano e vedrà la partecipazione di mons. Alain de Raemy, Amministratore apostolico della Diocesi di Lugano, e di don Paolo Prosperi, docente di teologia presso la Pontificia Università Santa Croce a Roma.

    La serata si inserisce nel percorso del Giubileo della Speranza, un invito rivolto a tutti a «rianimare la speranza», come indicato dal Papa nella Bolla Spes non confundit.

    «L’intento dell’incontro – spiega infatti Michele Cantoni del Centro Culturale – è comprendere quale sia l’invito del Papa e su quali basi si fondi la speranza cristiana. La scelta del titolo, tratto da un verso di Cesare Pavese, vuole mettere in luce proprio questa tensione tra attesa e promessa, una domanda che risuona nell’animo di tutti e che il Papa stesso riprende all’inizio della Bolla: “Tutti sperano. Nel cuore di ogni persona è racchiusa la speranza come desiderio e attesa del bene”».

    La scelta degli ospiti della serata riflette il desiderio di offrire un dialogo profondo e stimolante. Mons. Alain de Raemy, guida della Diocesi di Lugano, porterà la prospettiva pastorale su questo tema essenziale. Don Paolo Prosperi, autore del libro «Mistero dei misteri. La speranza secondo Péguy», offrirà invece una riflessione teologica basata sul pensiero dello scrittore francese, per il quale la speranza è «la più piccola delle virtù, ma la più gradita a Dio».

    «Con alcuni amici ho letto il suo libro e siamo rimasti tutti affascinati – racconta Cantoni – tanto da partecipare agli esercizi spirituali da lui predicati sul tema della speranza, un’esperienza che ci ha confermato la sua capacità di comunicare la profondità di questo tema».

    L’entrata all’evento è libera. Ulteriori informazioni sono disponibili nel sito del Centro Culturale

    News correlate

    Lettori e accoliti, "un valore aggiunto nelle nostre comunità per camminare insieme"

    Il 24 gennaio alle 9.30 in Cattedrale a Lugano mons. Alain de Raemy celebra il rito di istituzione di 12 Accoliti e 8 Lettori. La testimonianza di Andrea Narciso, cappellano dell'esercito e accolito di Novazzano e del parroco don Paolo Solari.

    Concorso per "l'Addetto stampa e Responsabile della comunicazione (50-60%)" della Diocesi di Lugano

    Dopo la partenza avvenuta a novembre 2025 per un'altra sfida professionale dell'addetto stampa precedente, la Diocesi di Lugano indice ora un concorso per il ruolo di "Addetto Stampa e Responsabile della Comunicazione (50-60%)". Tutte le informazioni per le candidature.

    Lugano: la Compagnia di S. Teresa compie 100 anni di fede e servizio nel cuore della città

    Fondato a Lugano il 21 gennaio 1926 da Maria Motta su impulso di mons. Bacciarini, l'istituto secolare celebra il secolo. Storicamente legata all'Azione Cattolica, l'opera continua oggi la sua missione attraverso l’accoglienza agli studenti. Il 17 marzo la celebrazione con mons. Alain De Raemy.

    Don Ulisse e quella Chiesa accogliente che dà voce alle storie degli "scartati"

    Don Sergio Carettoni presenta il suo romanzo "Ama questa Chiesa. Nel mio cestino la Sua voce", primo di una trilogia nella quale l'autore approfondisce una idea di Chiesa prima individuale, poi parrocchiale e infine sinodale.

    Pastorale Familiare: al via il nuovo programma tra testimonianze e condivisione

    Don Willy Volontè presenta il nuovo programma della Pastorale familiare della Diocesi di Lugano: un percorso fatto di testimonianze dirette e incontri esperienziali sul territorio. Dalle sfide dell’accoglienza alla fede vissuta nel quotidiano, l’obiettivo è creare legami autentici tra famiglie e momenti di riflessione.

    «Una famiglia che abbraccia»: a Balerna la testimonianza dei coniugi Faccioli di Cometa

    Elisabetta e Marco, genitori di 12 figli tra naturali, adottati e in affido, raccontano la straordinaria esperienza dell’Associazione Cometa. Sabato 17 gennaio a Balerna, una testimonianza su come la rete tra famiglie trasformi le ferite dei bambini in segni di bellezza e speranza condivisa.

    News più lette