Una piccola ombra furtiva si posa su un ramo nella penombra della palude. Si tuffa improvvisamente, increspando la superficie dello stagno, dorata negli ultimi raggi di sole. Probabilmente un martin pescatore.
Non è che una delle specie di uccelli – tra cui folaghe, storni o ancora capinere – a essersi mostrate al piccolo gruppo in cammino nel segno di san Francesco d’Assisi nella riserva delle paludi di Guin (FR). Piccolo, perché solo quattro persone si erano presentate, qualche ora prima, all’appuntamento alla stazione di Guin, tra cui il giornalista di cath.ch e i due animatori della Chiesa cattolica a Friburgo. Si è poi aggiunta Kirstin, una fedele friburghese di origine svedese.
Poco importa: tutti decidono di comune accordo di fare comunque l’escursione organizzata dagli operatori pastorali Adrian Craciun e Christian Link nel quadro del Tempo del Creato. «Dopo tutto, la qualità è più importante della quantità», osserva Adrian Craciun. Se l’evento, organizzato ormai da qualche anno, ha potuto riunire fino a una ventina di persone, il recente inizio dell’anno scolastico e i suoi impegni hanno senza dubbio impedito a parecchi giovani di essere presenti in questo 11 settembre.
Un luogo per stupirsi
Il tempo, però, è dalla loro parte, ed è approfittando di una delle ultime dolci serate di fine estate che il gruppo si dirige verso le paludi di Guin. La riserva naturale è protetta dal 1975. È particolarmente ricca di avifauna, con specie piuttosto rare come la cannaiola comune, il tarabusino o ancora la nitticora. Il luogo ideale per stupirsi delle bellezze del creato e per evocare l’eredità di san Francesco, che aveva un legame particolare con gli uccelli.
La zona è costituita da sei specchi d’acqua, alcuni dei quali si nascondono sotto tappeti di ninfee di grande effetto. Mentre il sole comincia a calare sotto l’orizzonte, il gruppo raggiunge una piccola torre di osservazione sopra la palude. Solo una folaga schiamazza ai bordi di un canneto. Quando gli escursionisti raggiungono l’ultimo piano dell’osservatorio e il cielo si tinge di molteplici sfumature di blu, arancione e rosa, gli uccelli cominciano ad animarsi in numero sempre maggiore attorno allo stagno. È infatti al crepuscolo e all’alba che il popolo del cielo si attiva soprattutto.
Cantico all’aria aperta
Dopo un lungo momento di contemplazione silenziosa, scandito dall’osservazione di uccelli e di pipistrelli, gli animatori propongono una meditazione e uno scambio su san Francesco. Vengono distribuiti fogli con le parole del Cantico delle creature, in francese e in tedesco, in un approccio volutamente bilingue. La celebre preghiera di san Francesco è stata scritta nel 1224, due anni prima della sua morte, di cui quest’anno si commemora il giubileo. Ogni partecipante recita dunque il Cantico nelle due lingue.
«Il silenzio, la tranquillità, la bella natura in cui ci troviamo ci permettono di essere in comunione con il santo», assicura Adrian Craciun. Per l’operatore pastorale di origine romena, Francesco d’Assisi è stato un precursore dell’ecologia integrale, resa popolare da papa Francesco con la sua enciclica Laudato si’ (2015). «Come il papa, il santo non concepiva l’ecologia come qualcosa di legato esclusivamente al creato. Non è soltanto ambientale, ma anche umana e interiore. Si tratta di amare Dio, il prossimo e sé stessi. È un’ecologia divina, il cui modello supremo è la Trinità.»
Adrian Craciun spiega che, se Francesco predicava agli uccelli, non era tanto per evangelizzare i volatili, quanto per esprimere la propria frustrazione perché gli esseri umani non lo ascoltavano.
Quando «Frate fuoco» porta le preghiere
I partecipanti sono poi invitati a scrivere su un pezzo di carta ciò che il momento ispira loro: aspetti della propria vita che vogliono cambiare, espressione del proprio stupore, una preghiera rivolta a qualcuno o a Dio…
Quando il gruppo ridiscende dalla torre, una debole luce bluastra filtra ancora tra i cespugli. Ma l’oscurità cala rapidamente sui camminatori che si dirigono verso il vicino lago di Schiffenen. Le rive del bacino artificiale vengono raggiunte quasi mezz’ora più tardi, quando i partecipanti hanno già dovuto munirsi della torcia elettrica.
Un focolare viene acceso in un cerchio di pietre, nel quale gli escursionisti sono invitati a gettare il pezzo di carta scritto in precedenza. «Frate fuoco» assorbe così le richieste, le preghiere e le lodi, che resteranno segrete. «Contemplando questo fuoco e provando la gioia di essere insieme, possiamo pregare san Francesco e ringraziare Dio per la bellezza della natura», dice Christian Link. Propone allora che ciascuno reciti nello stesso momento un Padre Nostro nella propria lingua madre. Prima che i camminatori raggiungano la stazione di Guin, la preghiera si leva dunque nella notte con le scintille del focolare, con accenti di francese, tedesco, romeno e svedese.
fonte: cath.ch/rz/trad. catt.ch
Il Cantico delle creature (san Francesco, 1224)
Altissimu, onnipotente, bon Signore,
Tue so’ le laude, la gloria e l’honore et onne benedictione.
Ad Te solo, Altissimo, se konfano,
et nullu homo ène dignu Te mentovare.
Laudato sie, mi’ Signore, cum tucte le Tue creature,
spetialmente messor lo frate Sole,
lo qual è iorno, et allumini noi per lui.
Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore:
de Te, Altissimo, porta significatione.
Laudato si’, mi’ Signore, per sora Luna e le stelle:
in celu l’ài formate clarite et pretiose et belle.
Laudato si’, mi’ Signore, per frate Vento
et per aere et nubilo et sereno et onne tempo,
per lo quale a le Tue creature dài sustentamento.
Laudato si’, mi’ Signore, per sor’Aqua,
la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.
Laudato si’, mi’ Signore, per frate Focu,
per lo quale ennallumini la nocte:
ed ello è bello et iocundo et robustoso et forte.
Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre Terra,
la quale ne sustenta et governa,
et produce diversi fructi con coloriti flori et herba.
Laudato si’, mi’ Signore, per quelli ke perdonano per lo Tuo amore
et sostengo infirmitate et tribulatione.
Beati quelli ke ’l sosterrano in pace,
ka da Te, Altissimo, sirano incoronati.
Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra Morte corporale,
da la quale nullu homo vivente pò skappare:
guai a’ quelli ke morrano ne le peccata mortali;
beati quelli ke trovarà ne le Tue santissime voluntati,
ka la morte secunda no ’l farrà male.
Laudate et benedicete mi’ Signore et rengratiate
et serviateli cum grande humilitate.