È morto a 94 anni per peggioramento del quadro clinico dopo un aggravamento dovuto ad un recente contagio da Covid 19. Così, in sintesi, è stata annunciata in queste ore la scomparsa di una delle figure ecclesiali più significative e controverse del pontificato di Wojtyla: il card. Sodano. Fu lui ad annunciare l’ultimo respiro di Giovanni Paolo II, in una piazza San Pietro affollata e immobile. Era il 2 aprile 2005 e il cardinale Angelo Sodano già allora era il decano del Collegio Cardinalizio (lo è stato fino al 2019), dopo aver ricoperto per quindici anni (1991-2006) la carica di “ministro degli Esteri” di papa Wojtyla: il segretario di Stato del Vaticano, l’uomo che ha guidato la politica estera vaticana.
Sodano si è spento questa notte a Roma, a 94 anni. Un recente contagio da Covid1 si è aggiunto alle altre patologie di cui il porporato, ricoverato alla clinica romana Columbus, soffriva da tempo.
Piemontese, nato a Isola d'Asti il 23 novembre 1927, Sodano ha ricoperto incarichi prestigiosi e ha ricevuto nomine importanti nel corso di una carriera pluridecennale. Ordinato prete a 22 anni, Sodano si è formato presso la Pontificia Università Gregoriana e in quella Lateranense. Avviandosi fin da giovane a un’intensa carriera diplomatica, è stato addetto della Nunziatura apostolica in Ecuador, poi in Uruguay. Nel 1968 ritorna a Roma, chiamato dall’allora segretario di Stato Agostino Casaroli per occuparsi dei rapporti della Santa sede con gli Stati europei.
Nel 1977 torna alle missioni estere e va in Cile. Un anno dopo viene nominato vescovo e sceglie come motto Ut unum sint, “Perché siano una cosa sola”. Nel 1988 diventa segretario del Consiglio per gli affari pubblici della Chiesa. È papa Wojtyla a volerlo in quel ruolo, lo stesso Pontefice con cui poi Sodano visiterà 54 Paesi del mondo. Grazie alla sua azione diplomatica, vengono stipulati più di 30 accordi tra Vaticano e Stati esteri, promuovendo e accrescendo le relazioni dello Stato della Chiesa con le rappresentanze diplomatiche di altre nazioni.
Nel 1991 diventa cardinale. Segretario di stato con due Papi, il 15 settembre 2006, l'anno dopo l’elezione di Benedetto XVI, Sodano aveva deciso di dimettersi per ragioni di età. Il 21 dicembre 2019 papa Francesco aveva invece accettato la rinuncia del titolo di Decano del Collegio Cardinalizio.
Una figura di politico ed ecclesiastico. Come politico sono diversi coloro che non gli hanno risparmiato critiche per la sua azione in Cile all'epoca della dittatura. Un altro tema controverso riguarda il dossier abusi, sul quale è ricordata la tensione pubblica con il cardinale Schönborn che nel 2010 lo accusò di mancanza di trasparenza. Vicenda poi rientrata grazie, all'epoca, all'intervento di Benedetto XVI.