Economia circolare, sostenibilità ambientale, collaborazione tra territori. Sono solo alcune delle parole chiave del progetto “Riduciti”, ideato da Caritas Ticino e Provincia di Varese e presentato nella mattina di Martedì 13 Ottobre presso il Municipio di Stabio.
Non solo la raccolta differenziata
«Gli obiettivi sono ambiziosi», spiega Marco Fantoni, vicedirettore di Caritas Ticino: «Vogliamo creare una cultura della diminuzione dei rifiuti». In questo ambito di solito si pensa al tema della raccolta differenziata, ma per Fantoni «è il momento di salire di uno o due livelli. Prima del riciclo viene il riutilizzo dei materiali, e prima ancora la prevenzione: occorre cercare di produrre meno rifiuti, per avere un impatto quanto più possibile limitato sull’ambiente». Un esempio per tutti riguarda l’acqua, dove la pratica di utilizzare il rubinetto ha un impatto fino a 3500 volte inferiore rispetto all’acquisto di acqua in bottiglia. In questo la popolazione ticinese eccelle, dal momento che oltre tre persone su quattro dichiarano di bere appunto dal rubinetto. Si tratta di uno dei dati raccolti tramite un questionario somministrato a circa 500 persone in alcuni comuni del territorio ticinese, e ad altrettante nella provincia di Varese: il raffronto permette di scoprire che solo il 47% degli italiani consultati non compra acqua in bottiglia, mentre il 77% degli svizzeri interpellati attua questo comportamento virtuoso.
Italia e Svizzera, insieme
La sinergia tra le due aree di confine è uno dei punti cardine del progetto “Riduciti”: le ricadute dei problemi ambientali interessano infatti in egual misura il territorio italiano e svizzero. «La partnership coinvolge Caritas Ticino e Provincia di Varese come enti capofila», prosegue Fantoni, «ma mira a coinvolgere altre realtà e istituzioni, a partire dal supporto del Cantone (insieme a USI e Acli) come organizzazioni associate, oltre al fondamentale contributo della SUPSI e del Comune di Cadempino in qualità di partner. Allo stesso modo, in Italia, “Riduciti” è sostenuto anche – tra gli altri – da associazioni importanti come Legambiente e da organizzazioni educative e istituzionali».
L’Academy dell’Economia Circolare
La chiave del percorso, secondo Fantoni, risiede in due parole: formazione e informazione. «Per la formazione, proponiamo una Academy dell’Economia Circolare che sta partendo proprio in questi giorni. In Ticino saranno coinvolte le scuole, con 7 classi iscritte, e poi invitiamo chiunque volesse a cinque incontri aperti a tutti, giornate di approfondimento dedicate a temi specifici. Il primo appuntamento è già per mercoledì 14 Ottobre alla SUPSI di Mendrisio sui fondamenti dell’economia circolare. Poi il 28/10, ancora di mercoledì a Mendrisio, si parlerà di economia circolare del tessile e della moda, un settore cruciale per la riduzione dei rifiuti. Venerdì 13 Novembre al Centro Laudato Sì di Sant'Antonino sarà la volta dell’economia circolare degli apparecchi elettrici ed elettronici. Quindi giovedì 26/11 a Mendrisio toccherà all’economia circolare nell'edilizia e nei materiali. E infine il percorso si concluderà lunedì 7 Dicembre al Centro eventi di Cadempino con la giornata sulla creazione di valore nelle filiere locali e impatto. Tutti questi incontri si tengono dalle 9 alle 16.30, e ci si può iscrivere tramite il sito riduciti.org».
Conoscenza, politica, parrocchie
L’informazione invece è fondamentale anche per conoscere le buone pratiche già avviate, per esempio quelle messe in campo dai sei negozi di Caritas Ticino in tutto il Cantone (Chiasso, Balerna, Pregassona, Pollegio, Locarno, Giubiasco) che consentono di non buttare via i vestiti ancora in buone condizioni. O ancora l’esperienza di Circular Lugano, che consente di noleggiare strumenti o attrezzature di cui si ha bisogno in modo saltuario, senza doverli acquistare per poi lasciarli inutilizzati, evitando così uno spreco. Quanto agli obiettivi ambiziosi, Fantoni conclude con un pensiero a due realtà ben precise: «Quella della politica, che speriamo possa essere stimolata dalle azioni e anche dai rapporti che verranno stilati nell’ambito di “Riduciti” per proporre misure concrete per diminuire la produzione di rifiuti. E poi penso alle comunità cristiane e alle parrocchie: sono una cassa di risonanza fondamentale per iniziative come questa, ma soprattutto possono cambiare la mentalità concreta delle persone. Si parte da piccole cose, ad esempio non utilizzare piatti e bicchieri di plastica durante i momenti di aggregazione». L’ambizione, a piccoli passi, è di costruire poi un grande cambiamento nella vita di tutti i giorni.